Nuovo studio assolve i farmaci dalla associazione con problemi dell’umore, ma evidenzia disturbi nella sfera del sonno.

 

Assolti come causa di depressione i betabloccanti possono però indurre in alcuni casi disordini del sonno. È quanto pubblicato oggi sulla rivista Hypertension a seguito di uno studio della American Heart Association.

I betabloccanti sono impiegati per varie patologie cardiovascolari perché riducono il battito cardiaco e riducono il lavoro del cuore, abbassando così la pressione. Ma per anni sono stati sospettati di indurre stati di ansietà, depressione, insonnia e incubi.

Adesso i ricercatori hanno analizzato i dati di cinquantamila pazienti a cui erano stati somministrati in 258 studi scientifici, il 70% dei quali focalizzati su studi clinici sull’ipertensione e il resto sulla valutazione della depressione con placebo.

I risultati hanno mostrato che la depressione non compare più frequentemente nei soggetti che prendono betabloccanti rispetto a quelli in cura con altri trattamenti e che l’abbandono della terapia con questi farmaci non è dovuta alla depressione bensì ai sintomi di stanchezza e fatica.

Tuttavia è emerso che in alcuni casi i betabloccanti possono provocare insonnia e incubi, alterando la qualità del sonno durante il trattamento.

 

 

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