Un nuovo studio mostra un’associazione possibile tra una dieta delle madri e rischio di obesità nei figli.

 

Sulla rivista BMC Medicine è stato pubblicato uno studio condotto all’University College di Dublino sul rapporto tra alimentazione delle donne in gravidanza e rischio di obesità nei figli.

È emerso che una dieta ricca di alimenti associati all’infiammazione cronica durante l’attesa può suscitare problemi nei bambini nella tarda infanzia a livello di riduzione di massa muscolare e aumento di grasso corporeo, che possono portare all’obesità precoce e alle conseguenti malattie, prima tra tutte il diabete di tipo 2.

Lo studio ha analizzato i dati di oltre 16 mila coppie madre-figlio di sette studi europei condotti in Francia, Polonia, Olanda e Regno Unito dove le donne hanno descritto la loro alimentazione durante la gravidanza.

Si è così visto che una dieta ricca di cibi promotori dell’infiammazione, quali grassi saturi, carboidrati e carne lavorata è associata con un maggior rischio di obesità, soprattutto nella tarda infanzia e nei figli maschi.

Gli autori commentano: “precedenti studi hanno dimostrato come l’apporto di determinate sostanze nella gravidanza può indurre modifiche epigenetiche, vale a dire alterazioni dell’espressioni dei geni nei nascituri e questo può determinare anche la predisposizione all’obesità”.

 

 

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