Il 75% dei bimbi più colpiti dalla sindrome sono neri, asiatici o appartenenti a minoranze etniche.

 

In Regno Unito si stima che fino a 100 bambini a settimana vengano ricoverati in ospedale con la sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica (Pims) post-Covid, condizione osservata dai pediatri all’inizio della pandemia e originariamente descritta come Kawasaki, per poi essere inquadrata come una nuova sindrome.

Il dato è stato diffuso dal ‘Guardian’ online sulla base di una fotografia di questi casi, non pubblicata. Sebbene gli specialisti non ritengano che la frequenza della malattia sia aumentata rispetto ai casi che si registrano nella comunità, i numeri attuali sono più alti rispetto a quelli della prima ondata, cioè ai circa 30 casi a settimana che si registravano ad aprile scorso.

A preoccupare i pediatri è anche che il 75% dei bimbi più colpiti dalla sindrome sono neri, asiatici o appartenenti a minoranze etniche. Quasi 4 su 5 erano in precedenza sani. Secondo quanto osservato finora la nuova sindrome post virale viene sviluppata da un bambino su 5mila circa, un mese dopo aver contratto il coronavirus Sars-CoV-2.

Eruzioni cutanee, febbre fino a 40°, pressione sanguigna pericolosamente bassa e problemi addominali, e nei casi più gravi sintomi come la sepsi, potenzialmente fatale. Circa 12-15 bambini si ritiene si siano ammalati dall’inizio di gennaio. I casi sono emersi in molte località, spiegano gli esperti, ma la maggior parte si è verificata a Londra e nel Sud-Est dell’Inghilterra, aree in cui la nuova variante del Kent ha determinato un forte aumento delle infezioni da Sars-CoV-2

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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