Dopo le dichiarazioni di Crisanti continuano le polemiche sui nuovi farmaci in arrivo. Vediamo di fare chiarezza.

 

Qualche giorno fa il microbiologo Andrea Crisanti se ne è uscito con un’affermazione infelice sui futuri vaccini contro il coronavirus: intervistato sulla volontà di sottoporsi a profilassi, ha dichiarato che lo farà solo se i farmaci saranno sicuri e testati.

Questo ha scatenato una reazione negativa da parte dei poco informati e di molta gente verso la vaccinazione: “se un esperto tentenna nel volerla fare allora vuol dire che non è sicura”, è stata l’obiezione più comune. La controreazione dei veri esperti in materia non si è fatta attendere; ma hai voglia a rispiegare per l’ennesima volta in Tv e sui giornali la completa innocuità dei vaccini: ormai il sasso era stato lanciato e i media, affamati di alimentare polemiche per riempire colonne di giornali e spazi nei talk show, non si sono fatti sfuggire l’occasione di amplificare e spandere ai quattro venti la dichiarazione.

La gente giustamente ora è confusa. Sui social infuria il dibattito e negazionisti, no-vax e complottisti hanno così avuto l’opportunità di far sentire le loro sciocche idee per gettare ancor più nel panico chi legge.

I vaccini sono sicuri. Non potrebbe essere altrimenti. Perché? Prima di essere resi disponibili per la vendita devono passare al vaglio degli esperti di ben tre enti regolatori: la Food and Drugs Administration americana, il più autorevole soggetto che vigila sui farmaci in commercio; l’Ema, l’agenzia europea del farmaco e l’Aifa, quella italiana. Non può essere possibile che un medicinale con effetti avversi pericolosi o ignoti riesca a sfuggire ai loro controlli.

Per essere più chiari è come se l’immissione in commercio di un nuovo modello di automobile suscitasse preoccupazione perché si teme i freni si guastino all’improvviso causando incidenti mortali. Questo scenario ovviamente è molto raro e improbabile, dato che le nuove automobili devono passare severi test prima di essere commercializzate. Infatti quando esce l’ultimo modello di una data marca non ci sono detrattori che gridano al potenziale pericolo di morte.

Bisogna quindi avere fiducia negli enti regolatori e ricordare che non permettono la vendita di farmaci se prima non sono stati eseguiti tutti gli studi clinici scientifici con criteri rigorosissimi.

C’è poi chi fomenta la polemica con il mito delle case farmaceutiche che lucrano sul vaccino. Chiariamo subito un punto: le aziende produttrici guadagnano sui vaccini? Sì. È lo stesso discorso fatto per le automobili: i produttori non le realizzerebbero se non avessero profitto. Ma questo non ci induce a non acquistarle. A parte il fatto che alcune case farmaceutiche hanno dichiarato di voler vendere il loro prodotto a prezzo di costo, quindi senza guadagno, il ricavo comunque sui vaccini è quasi irrisorio se paragonato agli altri farmaci in portafoglio alle aziende. Quindi è sfatata anche la leggenda complottista del vaccino come mezzo di arricchimento facile e veloce a dispetto della salute degli utenti.

Perché questa scelta da parte delle farmaceutiche? Il guadagno sarà sulle nuove tecniche impiegate per realizzare i vaccini in tempi brevi, che saranno usate con profitto nella creazione di futuri farmaci.

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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