Il microbiologo aveva avuto parole infelici sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini.

 

Non si placano le polemiche contro il microbiologo Andrea Crisanti dopo le affermazioni sul vaccino covid e le possibili problematiche da lui menzionate per quanto riguarda le accelerazioni sui test di efficacia e sicurezza. Non peregrine visto che normalmente occorrono due anni di sperimentazioni per dare l’ok a un nuovo vaccino, mentre l’emergenza sta bruciando le tappe.

E, nonostante i successivi chiarimenti dello stesso microbiologo secondo il quale “senza dati a disposizione” sarebbe meglio non fare il vaccino, anche il Comitato tecnico scientifico ha preso una dura posizione contro di lui parlando di “dichiarazioni gravi”.

Si tratta di “Comportamenti inopportuni e da censurare che provengono da una persona che non ha competenza in materia” ha fatto sapere infatti il Cts dopo la riunione di venerdì 20 novembre. D’accordo con il Cts, che però pochi giorni fa aveva definito “costituito da incompetenti”, è Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova: “Le affermazioni del professor Crisanti sul vaccino anti-Covid sono gravissime. Insinuare dubbi sulla scientificità dei vaccini è anacronistico e fuorviante per la gente”.

Ma Crisanti insiste: “Senza dati, non me lo faccio, perché voglio essere rassicurato che è stato testato e soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia”.

Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, definisce quelle di Crisanti “dichiarazioni sconcertanti. Il vaccino sarà sicuro”.

E l’Aifa garantisce: “Sui vaccini tutte le fasi di validazione e valutazione”.

Galli, invece, difende Crisanti: “Basta annunci sui vaccini senza dati concreti”. Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano: “La posizione di Crisanti è stata travisata. “Lui ha tutta la mia stima, era seccato di continuare a vedere annunci sui media sul vaccino e non dati concreti. Semplicemente dobbiamo saperne di più”.

Si dice “esterefatto” delle parole di Crisanti Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema. È una “dichiarazione irresponsabile e intollerabile da una persona che dovrebbe conoscere le regole prima di affermare certe cose”.

E il direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani, Francesco Vaia: “Quando le autorità regolatorie e le pubblicazioni daranno il via libera alla sicurezza e all’efficacia al vaccino anti-Covid io mi vaccinerò”.

L’immunologa Antonella Viola scrive: “Se a gennaio io venissi chiamata per la vaccinazione, non avrei nessun dubbio e sarei molto contenta di farmi vaccinare. Ho studiato il vaccino, so come è fatto e come funziona”.

Pronto a farsi vaccinare, anche come cavia, è l’epidemiologo Pierluigi Lopalco.

Comunque, un dato di fatto viene da due recenti sondaggi, su cui occorrerà lavorare molto: un italiano su tre non si vaccinerebbe, lo stesso un americano su due.

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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