Con i nostri amici a quattro zampe condividiamo un bel pezzo della nostra storia evolutiva.

 

La storia umana è da cani. Il più grande studio mai condotto sugli antichi genomi degli animali suggerisce che dove andavano le persone andavano i loro amici a quattro zampe e viceversa. La ricerca ha anche identificato importanti cambiamenti regionali nell’ascendenza umana che hanno lasciato poco segno sulle popolazioni canine, così come i momenti in cui i cani sono cambiati ma i loro padroni non lo hanno fatto.

L’analisi di più di due dozzine di cani eurasiatici suggerisce anche che gli animali sono stati addomesticati e si sono diffusi in tutto il mondo ben prima di 11.000 anni fa. Ma non fa riferimento a quando, dove e se è avvenuto l’addomesticamento dei lupi, una domanda che ha spesso suscitato accesi dibattiti tra i ricercatori.

“I cani sono un marcatore colorato per la storia umana”, dice Pontus Skoglund, genetista della popolazione presso il Francis Crick Institute di Londra che ha co-diretto lo studio, pubblicato il 29 ottobre su Science. “A volte il DNA umano potrebbe non mostrare parti della preistoria che possiamo vedere con i genomi dei cani”.

Fino a qualche anno fa, la storia genetica canina è stata raccontata partendo dal DNA dei cani moderni. Ma questo ha offerto un quadro confuso, perché gran parte della diversità genetica dei primi cani è stata probabilmente persa quando sono state create le razze moderne. I primi studi sui genomi antichi dei cani hanno accennato ai cambiamenti passati nelle popolazioni canine. Ma con solo sei antichi genomi di cani o lupi disponibili fino ad ora, tali conclusioni sono comunque preliminari.

 

Compagni di pedigree

Per espandere il bacino di DNA dei cani antichi, il laboratorio di Skoglund si è coordinato con i team guidati da Greger Larson, un genetista evolutivo dell’Università di Oxford, Gran Bretagna, e dall’archeologo Ron Pinhasi dell’Università di Vienna. Insieme, le squadre di ricercatori hanno sequenziato 27 genomi antichi di cani. I campioni provenivano dall’Europa, dal Medio Oriente e dalla Siberia, e variavano in età da 11.000 a 100 anni. Studiando le relazioni tra gruppi di cani antichi e moderni, i ricercatori hanno determinato che un cane russo di 10.900 anni era distinto dai successivi cani europei, mediorientali, siberiani o americani, così come da un lignaggio canino caratterizzato da moderni canidi della Nuova Guinea (che sono legati ai dingo australiani). “Già, 11.000 anni fa, c’erano almeno 5 diversi gruppi di cani in tutto il mondo, quindi l’origine dei cani deve essere stata sostanzialmente avvenuta molto prima”, dice Skoglund.

Con così tanti genomi, i ricercatori hanno potuto seguire antiche popolazioni canine mentre si muovevano e incrociavano, e confrontare questi cambiamenti con quelli delle popolazioni umane. A volte, i viaggi dei cani sono paralleli a quelli delle persone. Uomini e cani si spostavano di pari passo, nello spazio e nel tempo. Quando gli agricoltori mediorientali hanno iniziato ad espandersi in Europa 10.000 anni fa, hanno portato con loro i cani e gli animali, come i loro padroni, si sono mescolati con le popolazioni locali. Gli antichi cani mediorientali che vivevano circa 7.000 anni fa sono legati ai cani moderni nell’Africa subsahariana, che potrebbero essere collegati ai movimenti umani “di ritorno in Africa” in quel periodo.

Ma le storie di umani e cani non si sono sempre sovrapposte. Un grande afflusso di persone dalle steppe di Russia e Ucraina 5.000 anni fa ha portato a un cambiamento duraturo nella composizione genetica degli esseri umani europei, ma non dei loro cani. Lo studio ha anche rivelato che l’ascendenza dei cani europei è diventata molto meno varia negli ultimi 4.000 anni, un periodo in cui un campionamento approfondito del DNA umano antico ha rivelato minori tumulti.

 

Cani vaganti

La causa di questa disconnessione uomo-cane è un mistero, dice Angela Perri, zoo-archeologa presso l’Università di Durham, Regno Unito. “Colpa di qualcosa di simile a una pandemia? Di preferenze culturali? Di abbandono del vecchio per il nuovo? Queste sono probabilmente domande socio-culturali a cui il DNA non può rispondere”. I movimenti umani e le preferenze culturali non sono le uniche spiegazioni per i cambiamenti nell’ascendenza dei cani, dice Elinor Karlsson, un genetista evolutivo presso la University of Massachusetts Medical School di Worcester. “Probabilmente i cani hanno iniziato a sfruttare gli esseri umani perché erano una risorsa utile che li ha aiutati a sopravvivere”, spiega. I cani potrebbero essersi mossi liberamente, seguendo gli esseri umani o spostandosi da un gruppo all’altro quando ciò si adattava ai loro interessi.

Il biologo evoluzionista Robert Wayne dell’Università della California, Los Angeles, vede l’analisi su larga scala dei genomi antichi dei cani come un importante progresso. Gli sforzi per determinare inequivocabilmente le origini dei cani domestici dovranno adottare lo stesso approccio.

Senza un gran numero di genomi di cani e lupi ancora più antichi, “è davvero difficile sapere quando è iniziata la loro avventura insieme alla del mondo”, conclude Skoglund.

 

 

 

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