Astronomi della Cornell University sostengono che da remoti esopianeti sono rilevabili le tracce di vita biologica sulla Terra.

 

 

Con un articolo comparso il 21 ottobre sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society astrofisici della Cornell University hanno identificato un migliaio di stelle simili al Sole come composizione ed età in un raggio di 300 anni luce che potrebbero avere dei pianeti potenzialmente abitabili.

Fin qui niente di strano, se non per il fatto che questi astri, potenzialmente stelle madri di esopianeti con forme di vita, sono stati scelti in base a un nuovo criterio: dal loro sistema è possibile vedere il transito della Terra sul Sole. In pratica se ci sono abitanti intelligenti su quei mondi, e hanno sviluppato adeguata tecnologia, potrebbero vedere il nostro pianeta. Non solo: se alla ricerca di altre forme di vita nella galassia potrebbero facilmente dedurre che la terra è abitata.

Spieghiamo: il transito di un pianeta durante la percorrenza dell’orbita davanti alla propria stella ne oscura temporaneamente una piccola parte della superficie (per un osservatore che è nella linea visuale del piano dell’orbita) e proprio osservando e misurando questo repentino e periodico calo di luminosità si può dedurre la presenza del pianeta e calcolarne i parametri orbitali.

In questo modo sono stati scoperti migliaia di esopianeti attorno a stelle della Via Lattea. Ora, gli astrofisici americani invertono il paradigma: se noi vediamo mondi alieni con questa tecnica allo stesso modo gli extraterrestri potrebbero vedere noi.

E il catalogo stilato dai ricercatori comprende appunto stelle dai quali eventuali pianeti sarebbe possibile accorgersi della presenza della Terra intorno al Sole. Non solo: tramite l’analisi della luce che filtra nell’atmosfera durante il transito è anche possibile analizzare l’atmosfera stessa, rilevando se in questa ci sono marcatori che indicano la presenza di vita, come per esempio gas organici come metano, ossigeno ecc.

Quindi, in previsione di un eventuale contatto da parte di civiltà extraterrestri, gli astrofisici suggeriscono di cercare la presenza di vita nel cosmo attorno a queste setelle descritte nel catalogo come primo passo.

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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