Fino a questo momento sono state registrate diverse varianti del coronavirus e per tutte i vaccini si sono rivelati efficaci.
È difficile quindi che il nuovo virus muti in maniera tale da rendere inefficaci i vaccini. Quindi, riassumendo il concetto, nel corso dei prossimi mesi potrebbero emergere delle varianti non coperte dal vaccino, ma si tratterebbe di poche eccezioni che andranno isolate in tempi brevi per evitarne la diffusione.
Ora si guarda con una certa preoccupazione alla variante sudafricana del Covid, che sembra muoversi alla velocità della variante inglese, quindi più rapidamente della forma tradizionale del nuovo coronavirus. La Gran Bretagna, direttamente interessata dalla variante inglese, è stata costretta a procedere con il terzo lockdown nella speranza di piegare la curva dei contagi. Il timore è che la variante sudafricana possa avere gli stessi effetti, quindi è necessario intercettarla prima che si diffonda. Anche perché ci sono dubbi sull’efficacia del vaccino.
La variante sudafricana del Covid, la 501.V2 potrebbe diffondersi alla velocità di quella inglese e potrebbe essere più resistente al vaccino. L’allarme arriva dal Professor Bell, componente della task force che assiste il governo di Londra durante l’emergenza coronavirus. Il nodo è legato al fatto che la variante sudafricana sarebbe caratterizzata da una differenza sostanziale nella proteina utilizzata dal vaccino per produrre anticorpi.
Quindi cambiando la struttura della proteina il vaccino potrebbe essere poco efficace se non addirittura del tutto inefficace. L’ipotesi è che i vaccini approvati e quelli in via di approvazione garantiscano comunque una copertura considerevole, ma ovviamente per una risposta ufficiale si dovranno attendere i risultati degli studi in corso. Realisticamente parlando, i vaccini potrebbero rivelarsi meno efficaci del previsto. Non del tutto inefficaci quindi.
