Il metodo messo a punto nei centri di ricerca americani.

 

Ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine e della Carnegie Mellon University College of Engineering hanno realizzato un algoritmo in grado di riconoscere piccoli segni di osteoartrite – che un esperto radiologo non saprebbe rilevare – nelle immagini della MRI molti anni prima che la malattia si sviluppi.

La diffusione di questa metodologia potrebbe aprire la strada a trattamenti preventivi con farmaci invece, come succede oggi, di intervenire chirurgicamente per sostituire le articolazioni malate. Negli Stati Uniti la chirurgia ricostruttiva del ginocchio è infatti l’intervento più frequente nelle persone over 45.

Attualmente l’osteoartrite si può rilevare con i raggi X, ma lo svantaggio è che si evidenzia quando purtroppo il danno alle cartilagini è già avvenuto. In questo studio i ricercatori hanno analizzato le immagini MRI del ginocchio di migliaia di pazienti per valutare come la malattia si evolve nel tempo.

Hanno quindi fatto imparare al software da loro creato quali erano i lievi segni di artrite in quei soggetti dove poi la malattia si è davvero sviluppata, escludendo invece quelli che non erano correlati a un futuro evolvere della patologia. Un’operazione che un essere umano non è in grado di svolgere, gestita quindi dall’intelligenza artificiale.

Il metodo è quindi stato testato su dozzine di pazienti presintomatici col risultato che è stato in grado di predire l’osteoartrite nel 78% dei casi tre anni prima dello sviluppo della malattia.

A momento non ci sono farmaci che possono prevenire questa malattia, ma esistono cure farmacologiche per la prevenzione dell’artrite reumatoide, una condizione correlata.

Ed ecco un altro vantaggio di questo sistema, legato allo sviluppo di farmaci specifici per la malattia: invece di reclutare 10.000 pazienti e seguirli per 10 anni si potrebbero seguire solo una cinquantina di soggetti – quelli che si sa saranno colpiti dalla patologia – per due o cinque anni, accorciando e facilitando lo studio clinico.

 

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