Può riconoscere la progressione 18 mesi prima degli attuali test.
All’Institute of Ophthalmology dell’Imperial College di Londra è stata messa a punto una procedura clinica rapida e precisa per identificare quali persone con glaucoma sono a rischio di una veloce progressione verso la cecità.
Grazie a questo strumento, in grado di rilevare i segni precoci di deterioramento del glaucoma con 18 mesi di anticipo rispetto gli attuali test, si “potrnno aiutare le persone a mantenere la vista, dato che la diagnosi sarà molto precoce” spiegano i ricercatori.
Il glaucoma, che attualmente colpisce 60 milioni di persone nel mondo e che raddoppierà i casi nel 2040, procura la perdita della vista perché uccide le cellule della retina.
Il test, chiamato DARC (Detection of Apoptosing Retinal Cells), funziona con l’iniezione nella vena del braccio di una sostanza colorante, che illumina le cellule in fase di apoptosi, la morte programmata cellulare e fa apparire bianche quelle danneggiate.
Poiché gli specialisti spesso sono in disaccordo nel valutare le immagini restituite, è stato inserito un algoritmo d intelligenza artificiale per riconoscere quelle che indicano un’evoluzione della malattia.
Nello studio clinico di fase II l’intelligenza artificiale è stata usata su 40 soggetti sani per “imparare” a vedere le retine e poi applicata a 20 soggetti malati, che dopo un follow-up di 18 mesi hanno mostrato progressione del glaucoma.
Con il metodo DARC è stato inoltre possibile determinare una precisa soglia oltre la quale la malattia progredisce. Adesso il test è in sperimentazione anche per problemi polmonari e si spera che entro l’anno potrà individuare persone con difficoltà respiratorie dovute al Covid-19.
