Il virologo milanese Fabrizio Pregliasco: in autunno ci sarà anche l’epidemia influenzale.
Continua a salire il numero dei contagi in Italia, con 479 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. I decessi sono 4 in 24 ore, 35.396 da inizio emergenza. I nuovi focolai sono collegati al rientro dall’estero di tanti italiani, ma anche alle situazioni di “movida” e discoteche. In un post su Facebook, un ragazzo scrive: “Sono positivo al Covid-19, sono stato in due discoteche di Soverato. Ragazzi controllatevi”.
“Nel giro di 10-20 giorni avremo 1000 casi positivi al giorno”. È la previsione del virologo Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova e consulente per l’emergenza della Regione Veneto, che si dice ”per nulla ottimista” circa l’incremento dell’infezione nelle ultime due settimane. “Preoccupa – e non poco – la crescita della curva epidemiologica. Nel giro di pochi giorni, si è registrato un aumento sensibile dei contagi che, dopo un periodo di relativa quiete, potrebbe far rimpiombare l’Italia nell’incubo del Covid. Quello che non si riesce a spiegare è che più i nuovi positivi aumentano, più crescono le possibilità di avere pazienti in terapia intensiva. E di vedere un incremento dei decessi, purtroppo”.
E scende anche l’età media dei nuovi casi, per fortuna spesso meno gravi di quando la pandemia è cominciata, che per i casi confermati dell’ultima settimana si attesta sui 40 anni. E c’è anche una bimba di 5 anni intubata in terapia intensiva a Padova. Positiva al Covid-19. Segnale da tenere in considerazione in vista della riapertura delle scuole il 14 settembre.
Rilanciare ad ogni costo turismo e discoteche, senza quotidiani controlli dell’applicazione delle regole anti-contagio e lasciando libertà d’azione alle Regioni, sembra stia portando velocemente a una seconda ondata che in Italia era realisticamente evitabile. Lo stress test del sistema sarà però proprio la riapertura delle scuole. Un passaggio fondamentale per il virologo milanese Fabrizio Pregliasco: “La riapertura delle scuole comporterà un movimento di persone di tutte le età, ma soprattutto un autunno dove non è detto che ci sarà la seconda ondata di Covid-19 ma sicuramente ci sarà l’epidemia influenzale e quindi sarà un elemento importante quello di arrivare al meglio possibile mantenendo i livelli di contagi il più basso possibile”.
Nel frattempo, con l’aumento dei focolai e del numero di nuovi casi, il governo ieri sera ha deciso di imporre la chiusura delle discoteche senza che le Regioni possano decidere ognuna per conto proprio tramite deroghe. E ha imposto mascherine obbligatorie all’aperto dalle 18 di sera alle 6 del mattino nei luoghi degli assembramenti (per il mancato rispetto del distanziamento fisico nei luoghi delle “movida”). In pratica, il governo ha deciso di chiudere le discoteche, le sale da ballo e i locali assimilati. La decisione entra in vigore da oggi lunedì 17 agosto.
C’è da dire che a parte focolai e numeri di nuovi casi e di morti, quello che mina un ritorno “controllato” alla normalità è stata la disinvoltura e la tendenza all’irresponsabilità di molti cittadini, non solo giovani, come quelli tornati dall’estero e positivi che sono andati in discoteca invece di rispettare l’isolamento a casa previsto. E in discoteca, con avventori senza mascherina, assembramenti e mancato rispetto delle norme anti-Covid-19, quel positivo è diventato “untore”.
Per Pregliasco è fondamentale “un coinvolgimento positivo di tutti i cittadini, non è efficace colpevolizzare i giovani o chi in qualche modo gestisce male le modalità che invece dobbiamo aver imparato e attuato bene durante il lockdown. Bisogna essere sereni ma con quella prudenza e quella vigilanza che sono assolutamente necessari”.
E c’è da dire che tutto ciò potrebbe andare ad ostacolare anche la riapertura contingentata degli stadi. Fondamentale per il mondo del calcio. Sarebbe un errore perché, come ha sostenuto più volte lo stesso Pregliasco, con il distanziamento fisico sugli spalti, o se possibile divisioni in plexiglass tra i posti, le mascherine, entrate e uscite differenziate, controllo della temperatura all’ingresso, gli stadi sono anche architettonicamente (all’aperto) più sicuri per esempio delle discoteche. E con i tifosi, in questo caso, probabilmente più responsabilizzati di quanto sia ipotizzabile per evitare che gli stadi si richiudano invece di andare verso la normalizzazione.
Peraltro, gli stadi sono all’aperto e i tifosi per quanto si possano agitare sono abbastanza statici fisicamente. Al contrario delle discoteche. Crisanti non voleva nemmeno che venissero riaperte: “Di questa cosa delle discoteche aperte io non mi capacito. Il problema resta quello del distanziamento nei locali al chiuso. L’attività in una discoteca aumenta la respirazione profonda, le persone vanno in anaerobiosi, si muovono, hanno bisogno di respirare molto di più. Questo facilita le infezioni. Discoteca al chiuso o all’aperto, cambia poco”.
