Per la prima volta è stato captato un raro neutrino proveniente da una particolare reazione di fusione nucleare all’interno del Sole.

 

Il 23 giugno è stato annunciato che il rilevatore di neutrini Borexino, piazzato al sicuro dalle radiazioni cosmiche nei laboratori sotto il Gran Sasso, ha per la prima volta captato un raro neutrino, chiamato neutrino CNO, a lungo cercato dai fisici.

I neutrini sono particelle dalla massa piccolissima e senza carica elettrica e per questo motivo possono attraversare migliaia di tonnellate di materia senza interagire. La loro rilevazione è quindi molto difficoltosa e richiede strumenti enormi e precisi, come quelli dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Il Sole irradia energia grazie alle reazioni nucleari che avvengono al suo interno. Il 99% di queste riguarda la fusione di due nuclei di idrogeno in uno di elio e produce neutrini di una determinata energia e tipo. Ci sono altre reazioni che avvengono in maniera più complessa, in un ciclo a sei fasi chiamato CNO, dove l’idrogeno si trasforma in carbonio, poi azoto e infine ossigeno.

A questa reazione è associata la produzione appunto del neutrino CNO. Il rilevatore Borexino, secondo i fisici italiani, avrebbe dunque registrato l’emissione di questi neutrini dal Sole. Il rilevatore è alto 20 metri e contiene 250 tonnellate di liquido che si “illumina” al passaggio dei neutrini.

La scoperta consente finalmente di confermare sperimentalmente le teorie sulle dinamiche complesse che avvengono all’interno del Sole.

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