La polvere di metalli trovata nei crateri lunari racconta una storia diversa sulla genesi del nostro satellite.

 

Come si è formata la Luna? La teoria corrente più accreditata è che sia il risultato dello scontro tra la Terra e un ipotetico pianeta, Teia, avvenuto circa 4,5 miliardi di anni fa, in un giovane Sistema Solare ancora in formazione.

I residui di questo scontro, detriti della costa terrestre divelti dall’impatto e frantumi del pianeta Teia, si sarebbero quindi aggregati a formare il nostro satellite.

Ma una nuova ricerca, pubblicata su Earth and Planetary Science Letters, potrebbe scardinare l’ipotesi della collisione cosmica tra due corpi celesti. Infatti, dalle rilevazioni del radar a bordo della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter, in orbita attorno alla Luna, emergono nuovi dati inediti. Uno di questi è che la polvere che si trova sul fondo dei crateri lunari è molto più ricca di metalli, quali ferro e titanio, di quanto finora supposto.

Questa polvere fine è stata scagliata fuori dalle profondità del suolo lunare dagli impatti che hanno formato i crateri e più questi sono profondi più la polvere abbonda di metalli, da quanto rilevato dalla sonda.

E proprio questa metallicità, mette in bilico la teoria suddetta. Infatti la Terra non ha una così alta concentrazione di metalli nella crosta e nel mantello, dai quali, secondo la teoria, proverrebbero i materiali che hanno costruito la luna.

Quindi il nostro satellite si è formato altrove, in zone del Sistema Solare ricche di metalli, ed è stato poi catturato dalla gravità terreste? Potrebbe essere una valida ipotesi, in attesa di dati che possano in modo certo dipanare l’ambiguità sulla genesi lunare che si è aperta con questa nuova scoperta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *