Bollettino di venerdì 19 giugno 2020.

 

In Italia.

Il 19 giugno registrati: 251 contagi, 47 decessi e 1.363 guariti. In totale dall’inizio della pandemia e dalla raccolta dati ufficiale: casi confermati 238.159; decessi 34.514; guariti 180.544.

Nel mondo.

I positivi al coronavirus a livello mondiale hanno superato la soglia degli 8,5 milioni: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University.  Le statistiche dell’università americana indicano ora un bilancio di 8.500.398 contagi globali, inclusi 454.215 decessi. I primi tre Paesi per numero di casi (Usa, Brasile e Russia) rappresentano il 44% del totale

Morto il leader indigeno dell’Amazzonia

Brasile, morto Paulinho Paiakan, leader indigeno dell’Amazzonia. Era stato ricoverato per il Covid-19

Coronavirus in Italia

Sono stati pubblicati i dati del monitoraggio 8-14 giugno dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) sull’andamento del coronavirus in Italia. “Il quadro generale – si legge nel rapporto – della trasmissione rimane a bassa criticità. Tuttavia, a livello nazionale, si osserva un lieve aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente“.

Nel Lazio Rt sopra l’1

La crescita maggiore è stata registrata nel Lazio con l’indice Rt che è di 1,12. Un aumento dovuto soprattutto al focolaio avuto al San Raffaele con i numeri nella regione che in questa settimana sono ritornati sui livelli pre-cluster. Leggera discesa, invece, in Lombardia (da 0,9 a 0,82) anche se i numeri dei positivi continuano ad essere molto alti. Chi sono i morti per Coronavirus in Italia: età media 80 anni, la metà in Lombardia

Gruppo sanguigno a rischio.

Il gruppo sanguigno A sembra aumentare il rischio di sintomi gravi.

Negli Usa, oltre 118 mila morti.

Florida e Texas nuovi epicentri. Un “rimbalzo” nel numero dei casi si è verificato in almeno 20 Stati americani. In Florida e Texas nelle ultime 24 ore è stato registrato il record di nuovi contagi. Apple richiude negozi in Florida e altri 3 Stati per Covid-19. Secondo Bloomberg, la Casa di Cupertino serrerà a breve undici dei suoi punti vendita in Florida, Arizona, Carolina del Sud e Carolina del Nord. Mentre i casi continuano a crescere in California, il Governatore Gavin Newsom giovedì scorso ha ordinato alle persone di indossare mascherine nella maggior parte degli ambienti pubblici al coperto e in alcuni ambienti esterni se non è possibile essere distanziati di almeno un metro e mezzo dagli altri. Ha emesso l’ordine in quanto la California ha riportato oltre 4.000 nuovi casi solo mercoledì 17 giugno

Oms: non è seconda ondata

L’aumento dei contagi da coronavirus SARS-CoV-2 che si sta verificando in diversi Paesi, a seguito delle riaperture post lockdown, non rappresenta una vera e propria seconda ondata, piuttosto una fluttuazione verso l’alto della prima, che non è mai scesa così in basso per essere definita “conclusa” in termini squisitamente scientifici.

Pandemia fame

In America Latina c’è rischio pandemia della fame per colpa del coronavirus, è l’allarme lanciato dall’Onu per la situazione che si sta creando in America centrale e meridionale. L’emergenza coronavirus sta spingendo 40 milioni di persone nell’insicurezza alimentare, ha avvertito l’Onu, chiedendo un’azione urgente per evitare una “pandemia della fame”. Il World Food Programme delle Nazioni Unite afferma che negli 11 Paesi in cui opera nella regione, il numero di persone che si trovano ad affrontare una grave insicurezza alimentare è aumentato da 3,4 milioni all’inizio dell’anno a 14 milioni a causa dell’impatto socioeconomico della pandemia. Se si includono quelli con una moderata insicurezza alimentare, porta il numero a circa 40 milioni.

Coronavirus a Milano e Torino già nel 2019

Era un sospetto diffuso ma ancora non confermato. Adesso è una certezza: il coronavirus era in Italia già alla fine dell’anno scorso, da dicembre 2019. Lo ha scoperto uno studio, ancora in via di pubblicazione, dell’Iss. Risultati simili sono stati rilevati in Spagna e Francia, altri due Paesi europei particolarmente colpiti dalla pandemia. Lo studio dell’Iss ha preso in esame 40 campioni di acqua reflua, raccolti da ottobre 2019 a febbraio 2020, più altri 24 campioni di controllo per escludere la presenza del virus in un periodo antecedente (settembre 2018-giugno 2019). I risultati, confermati nei due diversi laboratori con due differenti metodiche, hanno evidenziato presenza di Rna di SARS-CoV-2 nei campioni prelevati a Milano e Torino il 18 dicembre 2019 e a Bologna il 29 gennaio 2020.

Anticorpi solo per 3 mesi

Gli anticorpi contro il nuovo virus possono durare solo da due a tre mesi nell’organismo, specialmente nelle persone che non hanno mai mostrato sintomi mentre erano infettati, secondo uno studio pubblicato giovedì su Nature Medicine, Lo studio suggerisce che le persone asintomatiche generano una risposta più debole al virus rispetto alle persone che sviluppano sintomi. E nel giro di poche settimane, i livelli di anticorpi scendono a livelli non rilevabili nel 40% delle persone asintomatiche e nel 13% delle persone sintomatiche. Si ritiene che gli anticorpi verso altri coronavirus, compresi quelli che causano SARS e MERS, durino circa un anno. Gli scienziati avevano sperato che gli anticorpi contro il nuovo virus potessero durare almeno altrettanto a lungo.

 

 

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