Il Monoclonal Antibody Discovery Lab di Fondazione Toscana Life Sciences lavora allo sviluppo di anticorpi monoclonali contro infezioni batteriche o virali.

 

In seguito all’outbreak di COVID-19, dovuto al diffondersi del Coronavirus SARS-CoV-2, è stata attivata una linea di ricerca che ha come scopo quello di sviluppare anticorpi monoclonali per la cura dell’infezione da virus SARS-CoV-2, nell’ambito del Progetto C.Re.Me.P. (Centro Regionale per la Medicina di Precisione) finanziato dalla Regione Toscana.

Il progetto MabCo19 poggia su un’importante collaborazione con l’INMI Spallanzani di Roma, dal quale la Fondazione TLS riceve il sangue dei pazienti guariti da COVID-19, collaborazione che si è poi estesa anche alle aziende ospedaliero-universitarie toscane.

L’approccio sperimentale seguito prende il nome di Reverse Vaccinology 2.0 e consiste nel reclutare pazienti convalescenti o guariti da CODIV-19 e nel prelevarne il sangue che è utilizzato per isolare le cellule B, produttrici di anticorpi monoclonali. Questi ultimi sono clonati ed espressi in opportuni sistemi cellulari per essere poi testati in saggi in vitro contro SARS-CoV-2. I saggi includono la valutazione del legame dell’anticorpo al virus e la misura della attività neutralizzante dell’anticorpo contro il medesimo virus. Gli anticorpi monoclonali isolati mediante questo processo sono poi sottoposti ad ottimizzazione molecolare in modo da aumentarne l’affinità e/o la stabilità. L’obiettivo principale è quello profilattico/terapeutico ma gli stessi anticorpi possono essere utilizzati in futuro anche come esca in saggi biochimici per identificare gli antigeni da essi riconosciuti al fine di disegnare nuovi vaccini in modo razionale.

Primi risultati – A circa due mesi dall’avvio del progetto MAbCo19 i primi risultati di laboratorio sono stati pubblicati nel preprint “Identification of neutralizing human monoclonal antibodies from Italian Covid-19 convalescent patients” su BioRxiv. Il lavoro, firmato da oltre venti ricercatori, tra i principali a livello nazionale e internazionale delle realtà Spallanzani, Toscana Life Sciences e VisMederi, mostra gli avanzamenti dell’attività di laboratorio che ha selezionato oltre 1.000 cellule B producendo un numero significativo di anticorpi da testare, tra i quali 17 anticorpi sono risultati estremamente promettenti poiché mostrano effetto neutralizzante sul virus vivo. Prende il via, così, una fase di ulteriori controlli e selezione (antecedente alla fase di trial clinici) che si prevede possa durare circa 6-8 mesi e che comporterà la produzione su larga scala degli anticorpi monoclonali candidati, grazie alla collaborazione con un partner dotato della necessaria expertise.

 

I VANTAGGI DELL’APPROCCIO CON ANTICORPI MONOCLONALI

Gli anticorpi monoclonali umani hanno le seguenti caratteristiche:

  • sono prodotti biologici terapeutici (non vaccini) che possono essere usati anche per profilassi, ovvero per immunizzazione passiva;
  • tali anticorpi monoclonali possono essere utilizzati successivamente anche per identificare gli antigeni bersaglio per lo sviluppo di vaccini;
  • hanno tempi di sviluppo più rapidi rispetto ai vaccini o ad altri farmaci antivirali. Nel caso di SARS-CoV-2, riteniamo che tali tempi si riducano ulteriormente trattandosi di virus (entità biologica molto piccola e meno complessa rispetto ai batteri);
  • l’approccio di ricerca e sviluppo è molto flessibile e può essere applicato con le stesse metodiche, piattaforme e competenze sia ai virus che ai batteri;
  • sono più semplici da produrre a livello industriale perché non necessitano di un impianto dedicato come nel caso dei vaccini ma di una piattaforma che può essere rapidamente adeguata alla produzione di specifici anticorpi.

 

Uno studio recentemente effettuato ha dimostrato per la prima volta che anticorpi monoclonali umani sono efficaci contro il virus Ebola ed in solo 5 anni dalla loro scoperta hanno già raggiunto una sperimentazione clinica di fase IIb (Kupferschmidt K., Successful Ebola treatments promise to tame outbreak. Science. 2019 Aug 16;365(6454):628-629. doi: 10.1126/science.365.6454.628). Questo è un chiaro esempio di come gli anticorpi monoclonali umani possano rapidamente diventare potenti prodotti terapeutici contro emergenze cliniche.

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