Ecco come i singoli Paesi gestiscono gli spostamenti per l’estero.

 

È giunta l’ora di tornare gradualmente, e con le massime precauzioni, a muoversi. Viaggiare. Dal 3 giugno si sono riaperte alcune frontiere, ma non tutte, e il mondo comincia a “sgranchirsi le gambe”. Non tutti, però. Per alcuni il lockdown è appena terminato, per altri la situazione è drammatica ora. Ma prima dell’estate, si cominciano a delimitare zone praticabili e zone no. Comanda sempre il Covid-19, anche sulle mete di lavoro e poco più in là turistiche.

Allora qualche premessa. Si aggrava la situazione in America Latina dove la pandemia continua a crescere. E dove è meglio non andare. Dopo l’Austria, anche la Spagna riapre i confini, ma per il momento non all’Italia. Parigi annulla la parata del 14 luglio. Chi aveva previsto di andare a vedere la festa per la presa della Bastiglia ci rinunci. Quest’anno a causa della pandemia, sugli Champs Elysees non sfileranno, come vuole la tradizione, le forze armate del Paese. Sostituisce il défilé, una cerimonia militare in place della Concorde per rendere omaggio a medici e infermieri.

Parteciperanno 2.000 persone al massimo, oltre i 2.500 invitati, nel rispetto delle regole di distanziamento sociale. In Brasile, ancora “blindato” e che per ora resta così, nuovo record di decessi nelle ultime 24 ore. All’opposto dell’Europa dove decresce la pandemia, il Brasile ha toccato un nuovo picco di vittime, 1.349 nelle ultime 24 ore, restando così il Paese più colpito dell’America Latina. In una ventina di località dello Stato di Bahia è stato imposto il coprifuoco per cercare di arginare la crescita esponenziale della pandemia. E anche gli Stati Uniti, al momento, devono restare fuori delle mete previste. In particolare, New York e la California.

 

Ma quali sono le regole per viaggiare all’estero? Dove si può andare e dove no?
Dal 3 giugno è ripresa la libera circolazione delle persone tra i Paesi dell’area Schengen, ma le regole per viaggiare all’estero non sono propriamente semplici. E non sono le stesse per tutti i Paesi. L’Italia, in vista della stagione turistica, ha deciso di far cadere l’obbligo di quarantena per chi arriva dall’area Schengen. E non tutti i virologi sono d’accordo. Altri Paesi hanno deciso di adottare misure più restrittive, come la Grecia, che ha riaperto all’Italia ma chiede una certificazione per chi arriva dalle Regioni più colpite. Una discriminazione che non è piaciuta a Zaia e probabilmente non ha convinto neanche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Ma che per ora è così.

Fase 2 coronavirus, quali le mete consentite dall’Italia e per l’Italia?

Le regole non sono legate alla nazionalità, ma dal Paese di partenza. In linea generale dal 3 giugno sono riaperti i confini per gli spostamenti europei e dal 15 giugno per gli spostamenti extra Ue. Sarà possibile andare i Austria ma, al momento, solo per motivi di lavoro. La situazione potrebbe cambiare tra qualche giorno e non è da escludere che sarà possibile varcare il confine presentando una prenotazione in una struttura alberghiera in Austria. Al momento, Vienna ha fatto sapere che non riaprirà i confini con l’Italia in quanto i dati non consentirebbero spostamenti in sicurezza per quanto riguarda la gestione dell’emergenza coronavirus. Ha detto il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg: “Apriamo verso sette Paesi confinanti e non ci saranno più controlli, come prima dell’emergenza coronavirus. I dati non lo consentono invece con l’Italia, ma intendiamo farlo il prima possibile. Non è una decisione contro l’Italia. La settimana prossima effettueremo una nuova valutazione in merito a una possibile apertura verso l’Italia. Vediamo che la situazione in Italia è molto migliorata e che alcune regioni, come l’Alto Adige, hanno buoni dati Covid”. Certo chiudere all’Alto Adige per l’Austria non è proprio una buona mossa. In Croazia sarà possibile recarsi muniti di prenotazione alberghiera. Per quanto riguarda lo spostamento la difficoltà è legata al fatto che in Slovenia i confini sono rimasti chiusi. E resta chiusa agli italiani la Svizzera. Sono consentiti al momento solo spostamenti legati ad esigenze lavorative.

E la Germania? Considerando che i tedeschi, a partire dalla cancelliera Angela Merkel, non rinuncerebbero facilmente alle vacanze italiane?

In Germania scatterà il semaforo verde agli spostamenti a partire dal prossimo 15 giugno, quando cadranno le misure restrittive. Fino a quella data saranno consentiti solo gli spostamenti per motivi di lavoro. La Francia, invece, in linea teorica non ha mai chiuso le frontiere ma chiede una certificazione nella quale si dichiara di non avere sintomi del coronavirus. La situazione potrebbe anche in questo caso cambiare, eliminando il certificato, dal prossimo 15 giugno. Dichiara il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas: “Il cosiddetto ‘sconsiglio’ sarà sostituito da avvisi sui singoli Paesi. Non dobbiamo essere superficiali, la pandemia non è affatto finita. L’allerta sarà sostituita con avvisi per i 26 Paesi partner dell’Ue, per i Paesi associati dell’area Schengen, Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, e per la Gran Bretagna”. La fine dello “sconsiglio” entra però effettivamente in vigore per tutti i Paesi che permettono l’ingresso ai concittadini europei e non lo limitano a causa della pandemia, ha anche spiegato Maas.

 

E la Spagna che sembra avere molte perplessità?

Da chiarire la situazione della Spagna, che si prepara ad accogliere i turisti dal prossimo primo luglio. Ma le autorità hanno fatto sapere di volersi concentrare sulla sicurezza sanitaria, quindi qualche regola d’ingaggio potrebbe arrivare. Ci si può recare in Gran Bretagna, in Belgio, in Irlanda e a Malta ma si dovranno trascorrere quattordici giorni in quarantena. In realtà sarebbe l’Italia in questo momento a dover stare attenta da chi proviene dalla Gran Bretagna e dal Belgio, dove i casi restano alti (la giovane in gravidanza ricoverata in condizioni gravi in Sicilia arrivava da Londra). Stesse regole della quarantena per chi intende andare in Grecia, ma con un distinguo: vale solo per chi proviene da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto. In tal caso l’italiano sarà sottoposto a un tampone all’arrivo e poi alla quarantena. Che sarà di 7 giorni in caso di tampone negativo e di 14 in caso di positività. Per chi arriva da altre Regioni italiane lo spostamento è libero, ossia nessun tampone e nessuna quarantena. Nella “black list” greca ci sono anche alcune aree di Francia, Olanda, Spagna e buona parte della Gran Bretagna. Tra gli esclusi Madrid, Barcellona, Lisbona, tutti gli scali di Londra e di gran parte del Regno Unito, tutto il Belgio, Stoccolma, la zona dell’Ile-de-France e una ventina di scali negli Stati Uniti.

 

E in Italia, come funziona?

Alcune Regioni hanno introdotto limitazioni con apposite ordinanze per i turisti che arrivano. Registrazione obbligatoria, e non volontaria, per chi arriva in Sardegna con un questionario che traccia anche gli eventuali spostamenti interni. Il questionario va compilato on line sul sito della Regione prima della partenza, o attraverso la app “Sardegna Sicura” per il tracciamento dei contatti su base volontaria. È quanto prevede l’ordinanza del governatore Christian Solinas. Una copia della ricevuta della registrazione dovrà essere allegata alla carta d’imbarco e al documento d’identità. In Sicilia, allineatasi solo il 3 giugno con il decreto nazionale, restano le disposizioni per i cittadini riscontrati positivi al Covid-19 che hanno l’obbligo di comunicare le proprie condizioni di salute al medico di famiglia e al Dipartimento di prevenzione dell’Asp competente. Chi arriverà in Sicilia potrà inoltre scaricare la app “Sicilia Sicura” e inserire, in maniera facoltativa, i dati personali sul proprio stato di salute, sugli spostamenti ed eventuali casi di Covid-19 in famiglia. In Lazio, controlli serrati su treni, aerei e navi, con misurazione della temperatura, come prevedono le misure contenute nell’ordinanza firmata dal presidente Nicola Zingaretti. In Puglia, chi arriva ha l’obbligo di segnalarsi ma non più di fare la quarantena domiciliare.

 

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