Un nuovo studio analizza gli effetti delle misure di contenimento adottate in Italia.

 

Le misure di contenimento adottate nel nostro Paese a partire dal 22 febbraio e dall’8 marzo e i cambiamenti comportamentali delle persone per l’avanzare del virus hanno ridotto del 45% la trasmissione del coronavirus.

È quanto afferma uno studio pubblicato sul Proceedings of the National Academy of Sciences, a firma di ricercatori del Politecnico di Milano e dell’Ecole Polytechnique Federale di Losanna.

Gli studiosi hanno elaborato un modello per valutare appunto gli effetti delle misure antivirus in Italia. Per fare questo hanno analizzato la diffusione spaziale e temporale del virus tra il 21 febbraio e il 25 marzo.

Sono stati tenuti in conto gli spostamenti delle persone, così come la distribuzione degli individui asintomatici e pre-sintomatici.

È stato sviluppato inoltre uno scenario virtuale con assenza parziale o totale delle misure restrittive e si è visto che in questo caso ci sarebbero state 200.000 ospedalizzazioni in più.

Molto importante secondo lo studio anche il massiccio uso dei tamponi sulla popolazione e il tracciamento degli spostamenti.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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