In combinazione con pom-dex ha ridotto significativamente il rischio di progressione di malattia o di morte.

 

Il Comitato dei Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha espresso parere positivo per isatuximab. Il CHMP ne ha raccomandato l’approvazione in Europa in combinazione con pomalidomide e desametasone (pom-dex), per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato refrattario (RRMM) che hanno ricevuto almeno due precedenti terapie, tra cui lenalidomide e un inibitore del proteasoma e con progressione della malattia durante l’ultima terapia.

La Commissione Europea esaminerà il parere del CHMP e si esprimerà nei prossimi mesi in merito all’autorizzazione all’immissione in commercio di isatuximab nell’Unione Europea. Isatuximab non è autorizzato per la commercializzazione nell’Unione Europea, mentre è stato autorizzato per questo utilizzo negli Stati Uniti il 2 marzo scorso in combinazione con pomalidomide e desametasone (pom-dex) per il trattamento di adulti con mieloma multiplo recidivato refrattario (RRMM) che hanno ricevuto almeno due precedenti terapie tra cui lenalidomide e un inibitore del proteasoma.

“Il mieloma multiplo recidivato refrattario è una patologia complessa che sviluppa continuamente resistenza ai trattamenti e necessita, pertanto, di un’innovazione terapeutica continua,” commenta John Reed, Responsabile della Ricerca e Sviluppo di Sanofi a livello globale. “Il parere positivo del CHMP per isatuximab è un ulteriore passo avanti che ci avvicina al nostro obiettivo di rendere disponibile una nuova opzione terapeutica per i pazienti europei con mieloma multiplo recidivato refrattario.”

 

Lo studio clinico di fase 3

Il parere positivo del CHMP per isatuximab si basa sui dati dello studio clinico ICARIA-MM, il primo studio clinico randomizzato di fase 3 ad aver valutato un anticorpo monoclonale anti-CD38 in combinazione con pom-dex. Nello studio, l’aggiunta di isatuximab a pom-dex (terapia di combinazione con isatuximab) ha comportato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da malattia (PFS). La terapia di combinazione con isatuximab ha anche dimostrato un tasso di risposta complessivo significativamente maggiore rispetto al solo trattamento pom-dex. In analisi aggiuntive, la terapia di combinazione con isatuximab rispetto al solo trattamento con pom-dex, ha mostrato un beneficio consistente in tutti i sottogruppi selezionati e rappresentativi della pratica clinica corrente, inclusi pazienti ad alto rischio citogenetico, pazienti con età di 75 anni e oltre, pazienti con insufficienza renale e pazienti refrattari a lenalidomide.

“Nonostante le molteplici opzioni terapeutiche attualmente disponibili per il mieloma multiplo, la maggior parte dei pazienti diventa refrattario alle più comuni classi di farmaci impiegati nelle prime linee di terapia, con conseguente progressione della malattia” commenta Michele Cavo, Direttore dell’Istituto di Ematologia “Seràgnoli” Policlinico Universitario S. Orsola-Malpighi di Bologna, e coordinatore dello studio ICARIA-MM in Italia. “Nel nostro Paese questa patologia interessa oltre 30.000 pazienti, dei quali circa 5.800-6.000 ricevono una nuova diagnosi all’anno, più frequentemente in una fascia di età che non consente di ricevere il trapianto di cellule staminali. La decisione del CHMP arricchisce ulteriormente l’armamentario terapeutico per il mieloma multiplo ed è auspicabile che questa nuova combinazione di farmaci, in grado di ridurre le percentuali di ricaduta e di prolungare la sopravvivenza libera da malattia, possa essere presto disponibile anche per i pazienti italiani”.

Le reazioni avverse più comuni nei pazienti che hanno ricevuto la terapia di combinazione con isatuximab sono state neutropenia, reazioni correlate all’infusione, polmonite, infezioni delle vie aeree superiori e diarrea. Le reazioni avverse gravi che si sono verificate in più del 5% dei pazienti che hanno ricevuto la terapia di combinazione con isatuximab hanno incluso polmonite e neutropenia febbrile. L’interruzione permanente del trattamento con isatuximab a causa di una reazione avversa grave si è verificata nel 7% dei pazienti, e il 3% dei pazienti hanno interrotto il trattamento a causa di una reazione correlata all’infusione.

 

L’impatto del mieloma multiplo sulla vita dei pazienti

Il mieloma multiplo è il secondo tumore ematologico per diffusione, con oltre 138.000 nuove diagnosi ogni anno nel mondo. In Europa, sono circa 39.000 le persone a cui ogni anno viene diagnosticato il mieloma multiplo. Nonostante i trattamenti disponibili, il mieloma multiplo è inguaribile e si accompagna ad un significativo impatto sulla vita dei pazienti. Dato che non vi è una terapia risolutiva per il mieloma multiplo, la maggior parte dei pazienti va incontro a una recidiva. Il mieloma multiplo è recidivato quando il tumore si ripresenta dopo un trattamento o un periodo di remissione. Il mieloma multiplo è invece refrattario quando non risponde, o non risponde più, alla terapia.

 

Isatuximab

La proteina CD38 è altamente e uniformemente espressa sulla superficie delle cellule del mieloma multiplo ed è un recettore-bersaglio delle terapie a base di anticorpi come isatuximab. Isatuximab è un anticorpo monoclonale (mAb) sperimentale che si lega a uno specifico epitopo del recettore CD38 sulle cellule di mieloma multiplo. È disegnato per operare attraverso molteplici meccanismi d’azione, incluse la morte programmata delle cellule tumorali (apoptosi) e un’attività immunomodulatoria. La rilevanza clinica di questi meccanismi è in fase di studio.

 

Isatuximab è autorizzato negli Stati Uniti in combinazione con pomalidomide e desametasone (pom-dex) per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato refrattario (RRMM) che hanno ricevuto almeno due precedenti terapie tra cui lenalidomide e un inibitore del proteasoma. Negli Stati Uniti, il nome della molecola è isatuximab-irfc, dove irfc indica il suffisso indicato dalle Linee guida per le Aziende sulla Denominazione Comune Internazionale dei farmaci biologici (Nonproprietary Naming of Biological Products Guidance for Industry) della FDA.

Al di fuori degli Stati Uniti, isatuximab è ancora in sperimentazione clinica e la procedura di valutazione della sua sicurezza ed efficacia non è stata completata.

Isatuximab è in sperimentazione in altri studi clinici di fase 3 in combinazione con i trattamenti standard disponibili per le persone con mieloma multiplo recidivato refrattario o di nuova diagnosi. È anche in sperimentazione nel trattamento di altre neoplasie ematologiche e di tumori solidi. In questi utilizzi, la sua sicurezza ed efficacia non sono state ancora pienamente valutate da nessuna autorità regolatoria.

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