La malattia Covid-19 sembra avere sintomi più lievi che negli adulti.

 

Ricercatori della Guangzhou Medical University, in Cina, hanno esaminato 745 bambini tra coloro che avevano avuto stretti contatti con persone infette o provenivano da famiglie con conclamati casi di Covid-19.

Tra loro, dieci individui, sei maschi e quattro femmine d’età compresa tra 2 e 15 anni, sono risultati positivi al SARS-CoV-2 e reclutati per uno studio di valutazione sul virus nei bambini.

In sei di loro è stata osservata febbre, non superiore ai 39 gradi, e lievi sintomi della malattia, come mal di gola, un po’ di tosse e congestione nasale. Sintomi più gravi, come mal di testa e mialgia tipici negli adulti, non sono invece stati rilevati. Infatti i 10 piccoli sono stati sottoposti al test di positività al virus non per i sintomi, ma perché provenivano da situazioni ad alto rischio.

Anche le lastre toraciche non hanno mostrato segni di polmonite, cosa invece che accade negli adulti. Questa parziale mancanza di sintomatologia, secondo gli autori della ricerca, può rendere molto più difficile l’individuazione dei bambini affetti e quindi il loro ricovero e cura.

Hanno anche visto che il virus può essere identificato in un periodo di tempo più lungo se si analizzano tamponi fecali anziché quelli nasali o della gola. Infatti i campioni rettali risultano essere positivi più a lungo, rispetto a quelli di naso e gola quando sono già diventati negativi. Ma sono questi ultimi a dettare i tempi della quarantena.

Inoltre, come succede per altri virus respiratori, potrebbe essere possibile una trasmissione feci-bocca, ma su questo punto i ricercatori hanno mostrato molta cautela perché per avere la conferma di questo passaggio bisogna trovare una forma replicante del virus nei campioni fecali.

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