Un particolare ceppo del noto E. coli provoca una mutazione genetica che si riscontra anche nel tumore del colon retto.

 

 

Varie specie di batteri intestinali sono stati associati al cancro del colon retto, ma finora non è stato stabilito un legame diretto tra questi microrganismi e mutazioni genetiche del tumore.

Però alcuni ceppi del batterio, gli pks+ E. coli, producono una sostanza tossica, la colibactina, che danneggia il DNA.

Ricercatori olandesi, come riportato nell’ultimo numero di Nature, hanno iniettato per cinque mesi pks+ E. coli in organoidi intestinali, versioni semplificata e miniaturizzate di un organo prodotto in vitro.

Prima e dopo è stato sequenziato l’intero genoma degli organoidi. Si è così vista una mutazione genetica che invece risulta assente negli organoidi ai quali era stato iniettato un ceppo batterico non in grado di produrre colibactina.

La stessa mutazione è stata ritrovata in quasi seimila genomi di tumore umano, molti dei quali cancro colon-rettale. Gli autori hanno così concluso che esiste una relazione tra l’esposizione al ceppo batterico e il tumore.

pks+ E. coli è presente in circa il 20% delle persone e lo studio suggerisce che eliminare il ceppo dagli individui potrebbe far diminuire il rischio di tumore al colon retto.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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