La gigante rossa della costellazione di Orione ha perso un terzo della sua luminosità in pochi mesi.

 

 

In questo periodo dell’anno, alzando gli occhi al cielo, si può vedere distintamente la stella Betelgeuse, nella costellazione di Orione a 700 anni luce da noi, che brilla del suo caratteristico colore arancione.

Betelgeuse infatti è un astro che si trova nella fase di gigante rossa, cioè una delle ultime fasi della sua vita dove si espande prima di esplodere e collassare su se stessa. E proprio a questo è dovuta la sua colorazione.

Ma a un occhio attento, come quello del telescopio VLT dell’European Southern Observatory in Cile, non è sfuggito che, dalla fine del 2019, la stella ha drasticamente diminuito la sua luminosità, addirittura del 36%.

Così astronomi e appassionati da tutto il mondo stanno puntando i loro telescopi sull’astro, incuriositi da questo fenomeno mai osservato prima, per cercare di capire cosa stia accadendo alla stella.

È emerso quindi, dalle immagini raccolte dal VLT, che la stella non solo è diminuita di luminosità, ma ha anche cambiato forma, come si può notare dal paragone in fotografia. Gli astronomi però escludono che Betelgeuse sia in procinto di esplodere e formulano due ipotesi.

“I due scenari a cui stiamo lavorando sono: un raffreddamento della superficie dovuto a un periodo di attività stellare eccezionale e l’espulsione di polvere nella nostra direzione”, spiegano dal VLT. “Naturalmente, la nostra conoscenza delle supergiganti rosse rimane incompleta e il nostro lavoro è ancora in corso, quindi non possiamo escludere sorprese a priori.”

“L’Osservatorio dell’ESO al Paranal è una delle poche strutture in grado di visualizzare la superficie di Betelgeuse”, affermano. Gli strumenti sul VLT dell’ESO consentono osservazioni dal visibile al medio infrarosso, il che significa che gli astronomi possono vedere sia la superficie di Betelgeuse che il materiale circostante. “Questo è l’unico modo in cui possiamo capire cosa stia succedendo alla stella.”

Dalle osservazioni si è visto inoltre che attorno alla stella ci sono nubi di polvere, che al telescopio sembrano delle grandi fiamme rosse.

Sentiamo spesso nella popolarizzazione dell’astronomia la frase ‘siamo fatti di polvere di stelle’, ma da dove proviene esattamente questa polvere?” commenta Emily Cannon, una studentessa di dottorato presso KU Leuven che lavora con immagini SPHERE di supergiganti rosse. “Nel corso della loro vita, le supergiganti rosse come Betelgeuse creano ed espellono enormi quantità di materia ancor prima di esplodere come supernovae. La tecnologia moderna ci ha permesso di studiare questi oggetti, a centinaia di anni luce di distanza, con dettagli senza precedenti che ci danno l’opportunità di svelare il mistero di ciò che provoca la loro perdita di massa.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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