Uno studio con una nuova metodologia per identificare e applicare i fattori chiave di successo nell’ecosistema salute.

 

 

 

Qual è la differenza che fa la differenza nei casi di successo del Sistema Salute? È questa la domanda cui vuole rispondere lo studio avviato in Italia con la metodologia del Success Factor Modeling applicata, per la prima volta al mondo, all’ambito sanitario.

Lo studio è condotto da Emanuela Mazza in collaborazione con l’ideatore della metodologia, Robert Dilts e il contributo incondizionato di Havas Life Italy, Partner e Main Sponsor.

Obiettivo finale: identificare e applicare i fattori chiave di successo nell’ecosistema salute, per promuoverne crescita e sviluppo, fornire nuovi strumenti per raggiungere nuovi risultati, creare valore e fare la differenza.

 

I primi risultati dello studio

Una prima risposta viene dai risultati della fase uno dello studio presentati a Roma nell’ambito dell’evento Success Factor Modeling for Healthcare. Lo studio ha l’obiettivo specifico di definire cosa significa successo e quali sono stati i fattori determinanti per quel successo, secondo le varie prospettive degli attori dell’ecosistema salute (Clinici, Operatori Sanitari, Istituzioni, Università e Scuole di specializzazione, Società Scientifiche, Associazioni pazienti, Pazienti e Caregivers, Organizzazioni di Assistenza e di Servizi Sanitari). Il successo, per la maggioranza delle risposte (58%), è quando tutti gli attori sono coinvolti, per il 46% quando la relazione e interazione nel team è molto buona e per il 43% quando la comunicazione medico-paziente è chiara ed efficace.

Lo studio ha esaminato l’ecosistema salute su vari livelli – ambiente, azioni, capacità, valori e convinzioni, identità e visione – alla ricerca di tali fattori. Analizzando il livello di valori e convinzioni – priorità, presupposti, motivazioni – i fattori di successo sono identificati nelle competenze e aggiornamento (65% delle risposte) seguiti dalla priorità data al paziente (58%) mentre, a livello di visione, il fattore più importante è superare efficacemente sfide e difficoltà (52%). I catalizzatori, cioè gli attivatori di cambiamento, sono stati indicati nel 49% delle risposte nel livello identità – senso di missione e appartenenza – seguiti dai connettori, intesi come i generatori di energia e connessione tra le persone (47%).

 

“I primi risultati sono molto interessanti”dichiara Robert Dilts, ricercatore e studioso di fama internazionale che ha sviluppato i principi e le tecniche del Success Factor Modeling –. Alcuni non sono inaspettati e sono piuttosto ovvi per l’ecosistema salute, soprattutto perché si sta lavorando all’interno di un ecosistema molto vasto. Altri invece sono sorprendenti perché riaffermano alcune idee che avevamo rispetto a quelle che dovrebbero essere le basi su cui si fonda un sistema salute efficace. Sono emerse, ad esempio, cinque azioni importanti: comunicazione, prendersi cura, collaborazione, co-creatività e chiarezza che sono determinanti soprattutto quando si lavora insieme a gruppi e team di persone che stanno cercando di raggiungere un livello di performance sostenibile ed efficace”.

 

“È interessante notare come nella maggior parte dei casi gli elementi essenziali e principali in termini di percentuale di risposte abbiano a che fare con le capacità comunicative, relazionali, di empowerment e engagement” – afferma Emanuela Mazza, coach, trainer e docente in Comunicazione Medico-Paziente all’Università Cattolica del Sacro Cuore -. Interessante non tanto perché sia un risultato originale o inaspettato quanto perché, osservando l’ecosistema salute, quanto investimento reale in termini di tempo, budget, risorse viene dedicato alla formazione su queste competenze? È significativo infatti che queste competenze, in molti paesi europei, e non, siano comprese nelle competenze fondamentali nella formazione dei professionisti della salute. Il nostro grande perché è creare maggiore consapevolezza e fornire nuovi strumenti per migliorare e diffonderla. Chissà che questo non porti davvero a cambiare qualcosa?”.

 L’esempio dell’Italia sarà seguito anche in altri Paesi. Stanno infatti per partire studi locali in Francia, Grecia e Spagna.

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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