Secondo un nuovo studio le persone che consumano i cibi che ne sono ricchi, come frutta verdura e tè, sono a minor rischio per la patologia.

 

Seguire una dieta ricca di alimenti contenenti flavonoli diminuisce il rischio di ammalarsi di Alzheimer.  È la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista Neurology realizzato all’università di Chicago.

Secondo i ricercatori ci sarebbe un’associazione tra questo tipo di alimentazione e la malattia: “consumare più frutta, verdura e tè può essere un modo per evitare di sviluppare l’Alzheimer” sostengono nello studio “anche se servono ulteriori ricerche per confermare il collegamento tra flavonoli e minor rischio di sviluppare la malattia” specificano.

I flavonoli sono un tipo di flavonoidi, composti di origine vegetale che si trovano nei pigmenti delle piante e sono noti per il loro effetto positivo sulla salute.

Ecco i dati dello studio: 921 persone con 81 anni di età media (e senza Alzheimer) hanno compilato un questionario sulle loro abitudini alimentari ogni anno, per sei anni. Durante questo tempo 221 individui hanno sviluppato la malattia.

Sono stati divisi quindi in cinque gruppi a seconda dell’ammontare dei flavonoli consumati, da 5,3 milligrammi al giorno fino a 15,3. La media per un uomo adulto è tra i 16 e i 20 milligrammi al giorno.

Le persone del gruppo con il più alto consumo di flavonoli sono risultate il 48% meno a rischio di sviluppare l’Alzheimer rispetto a quelle del gruppo con il valore più basso: delle prime solo 28 su 186 (il 15%) è stato colpito dalla malattia contro 54 su 130 (il 30%) di quelle del secondo gruppo.

Inoltre i flavonoli sono stati suddivisi in quattro gruppi: isoramnetina, contenuta in pere, olio d’oliva, vino, salsa di pomodoro; kaempferolo, che abbonda nei cavoli, fagioli, tè, spinaci e broccoli; miricetina, che si trova nel vino, tè, cavoli, arance e pomodori; e infine quercetina, di cui sono ricchi vino, tè, pomodori, cavoli e mele.

È emerso dallo studio che, a parte la quercetina che non sembra legata al prevenire l’Alzheimer, la isoramnetina e miricetina riducono del 38% il rischio di sviluppare la malattia e il kaempferolo ben del 51%.

Anche se lo studio mostra un’associazione tra flavonoli e basso rischio di Alzheimer non dimostra però che il consumo di cibi contenenti questi ultimi sia una conseguenza diretta nella riduzione del rischio.

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