Acido folico fondamentale per la prevenzione delle malformazioni fetali in gravidanza e vitamina D essenziale per limitare l’osteoporosi delle ossa nella donna in menopausa.

 

 

 

E veniamo ad un’altra fascia delicata, quella della donna in gravidanza, che, come sostiene Fabio Parazzini, ginecologo della prima Clinica ostetrica dell’Università di Milano, «durante la gestazione non dovrebbe abbandonare legumi, pasta e cereali, assumere adeguate quantità di acqua e integrare la dieta con acido folico, vitamine e minerali».

E non solo durante la gestazione. La sterilità oggi molta diffusa può avere origine da una cattiva abitudine alimentare. Conferma Parazzini: «Il deficit di acido folico è ritenuto uno dei possibili responsabili della ridotta fertilità femminile. È nota da tempo l’importanza dell’acido folico nella prevenzione delle malformazioni fetali per cui è cruciale che in gravidanza la donna assuma adeguate quantità di questa vitamina. Ma a questo si aggiunge oggi l’osservazione che l’acido folico risulta deficitario in molti casi di infertilità, condizione che può essere corretta ricorrendo all’integrazione alimentare».

La carenza di acido folico riguarda molte donne e non è sempre risolvibile da una semplice diligenza alimentare. Il suo fabbisogno in gravidanza aumenta notevolmente, e non sempre è garantito dalle porzioni normalmente raccomandare di frutta e verdura, necessitando quindi di opportune integrazioni.

Per il resto la donna in gravidanza ha bisogno di un’alimentazione equilibrata, completa di tutti i nutrienti, vitamine, minerali e ridotte quantità di grassi.

Analoghe importanti carenze nutrizionali condizionano anche il periodo della menopausa: «In particolare – fa presente Parazzini – il calcio e soprattutto la vitamina D, la cui presenza in una alimentazione normale, anche correttamente seguita, è spesso deficitaria».

Questa vitamina infatti abbonda nell’olio di fegato di merluzzo, un alimento di fatto assente sulle nostre tavole. In misura minore si ritrova nel salmone e nell’aringa, e in quantità ancora minori nel fegato, nel latte, nelle uova e in alcuni formaggi grassi.

Di fatto la carenza di vitamina D è un problema diffuso in tutta la popolazione, anche per la ridotta esposizione al sole, determinante per la conversione da vitamina D inattiva alla forma attiva, che interviene nei processi di mineralizzazione delle ossa. Questa carenza è di particolare importanza nella seconda metà della vita per la prevenzione dell’osteoporosi. La carenza di vitamina D sarebbe inoltre legata a malattie cardiovascolari, disturbi dell’umore e alterazioni immunologiche.

Parazzini ricorda infine l’utilità di consumare cibi ricchi di sostanze con proprietà estrogeno-simili nel periodo della menopausa, allo scopo di ridurre i disturbi tipici di questo periodo, in particolare le vampate di calore. «A parte la soia, che contiene fitoestrogeni naturali, i cibi contenenti resveratrolo hanno spesso un’azione favorevole sui disturbi della menopausa».

Il resveratrolo è una sostanza prodotta da molti vegetali, ed è dotata di proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, di protezione vascolare, nonché di tipo ormonale, quindi con effetti favorevoli sui disturbi perimenopausali. Si ritrova in alcuni vini rossi, nei frutti di bosco, nelle nocciole.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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