Nelle persone over 80 è rischioso abbassare il limite della pressione sistolica? Uno studio chiarisce i dubbi.

 

 

Gli anziani con 80 e oltre anni hanno il settanta percento in più di probabilità di avere la pressione alta. E poiché questa categoria di persone rappresenterà ben un decimo della popolazione tra 30 anni, dato l’allungarsi della vita media, si sono ora resi necessari molti più studi rivolti a loro.

Le linee guida stilate nel 2017 dall’American College of Cardiology e dall’American Heart Association, prevedono una pressione sistolica di 130 mmHg (o inferiore) per le persone con 65 anni o più.

Tuttavia gli individui ultra ottuagenari spesso presentano più patologie croniche, sono fragili, fanno uso di farmaci e soffrono di declino cognitivo. Per questo emerge l’interrogativo sul fatto che abbassare la pressione sotto i 130 mmHg abbia gli stessi rischi e benefici che questo comporta nelle persone della fascia di età 65-80.

Per vederci più chiaro è stato condotto un trial medico su 1167 persone con età media di 84 anni, con circa il 3% di loro che aveva più di novant’anni, e la pressone di baseline di 140 mmHg. Di questi, molti soffrivano di tre disturbi cronici, mentre più della metà prendeva almeno 5 farmaci e il 27% aveva una precedente storia di problemi cardiaci.

Sono stati quindi divisi in due gruppi in cui gli individui del primo hanno ricevuto un intenso trattamento per mantenere la pressione al di sotto di 120. Nell’altro gruppo, invece, i partecipanti hanno ricevuto trattamenti per non far aumentare la pressione al di sopra di 140.

Come sarebbe naturale aspettarsi, chi aveva mantenuto la pressione sotto i 120 ha sperimentato meno eventi cardiovascolari, meno perdita della memoria e meno rischio di morte per tutte le cause. Tuttavia queste persone hanno anche evidenziato un pur piccolo, ma significativo, peggioramento delle funzioni renali e una maggiore ospedalizzazione per questa causa. Inoltre, abbassare la pressione sotto ai 120 non ha mostrato aumento di cadute, una causa di morte elevata a quell’età.

Mentre la percentuale di persone che hanno sviluppato demenza è risultata uguale nei due gruppi, in quello con minor pressione si è avuto pero un 28% in meno di lieve danno cognitivo. Inoltre le persone che all’inizio dello studio avevano migliori funzioni cognitive hanno beneficiato di più della pressione bassa.

Conclusione: nelle persone over 80 tenete una pressione sistolica massima al di sotto di 120 mmHg si traduce in un minor rischio di eventi cardiovascolari, ictus, declino cognitivo lieve e morte, ma aumenta il rischio di declino della funzionalità renale. E i benefici per il cuore sono stati più alti nelle persone che hanno cominciato il trial con performance cognitive migliori.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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