Nel 2020 un altro robot sul suolo del pianeta rosso a caccia di segni di vita passata.

 

Sarà il rover Mars 2020 la star dell’esplorazione spaziale nei prossimi anni. L’anno prossimi, infatti, raggiungerà il suolo del pianeta rosso, a seimila chilometri di distanza da dove si trova il suo “gemello” Curiosity, per iniziare una serie di analisi che ci diranno se su Marte è esistita vita in passato.

Il luogo di indagine, il cratere Jezero, si presta particolarmente a questo scopo, poiché qualche miliardo di anni fa era il delta di un antico fiume. Se ci sono tracce biologiche di vita passata su Marte, allora è molto probabile che potrebbero essere proprio lì.

Per espletare il suo compito Mars 2020 ha a disposizione un ricco e sofisticato armamentario di strumenti: un braccio robotico da 2,2 metri con una telecamera, un trapano per forare il terreno e un laboratorio di analisi chimiche al suo interno. Preleverà campioni di roccia polverizzata e li analizzerà.

A differenza di Curiosity, arrivato su Marte nel 2012 e ancora operativo, ha 5 telecamere in più (in tutto 23), è più lungo di 10 cm e ha un maggior peso (una tonnellata) proprio in virtù degli strumenti che porta.

La novità più grande sta però nel microfono incorporato nel rover: potrà ascoltare il rumore del vento marziano per la prima volta, oltre a quelli del suo atterraggio.

Le sue esplorazioni saranno programmate ogni giorno da scienziati sulla Terra. E non perderà la rotta, grazie a un innovativo sistema di navigazione, che sfrutta le immagini catturate dalle telecamere per verificare che il rover stia seguendo la corretta rotta impostata dalla Nasa.

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