I potenti venti creati dai buchi neri al centro delle galassie nane impattano fortemente la loro evoluzione bloccando la formazione di nuove stelle.

La galassai NGC1569 dove ferve la formazione stellare.
credits: Nasa

Nel cuore di quasi tutte le galassie si celano mostruosi buchi neri, dalle origini ancora sconosciute, anche milioni di volte più massicci del nostro Sole. Oltre a fagocitare stelle e tutto ciò che capita nei loro paraggi, sono anche in grado di generare flussi di gas ionizzati che vengono espulsi a velocità elevatissime dal centro delle galassie nane dove risiedono.

Un team di astrofisici della University of California di Riverside ha scoperto che questi flussi di gas ionizzati, che spirano come forti venti dal nucleo delle galassie nane, hanno un impatto drammatico sulla loro evoluzione.

Le galassie nane sono formate da “poche” stelle (da cento milioni a un miliardo) se comparate con le galassie ordinarie, come la nostra, che contengono mediamente dai 200 ai 400 miliardi di astri.

Dai dati dello Sloan Digital Sky Survey, che ha mappato circa il 35% del cielo, gli astrofisici americani hanno individuato una cinquantina di galassie nane, 29 delle quali mostrano segni inequivocabili di un grosso buco nero al loro interno e di cui sei anche un’intensa attività di gas ionizzati provenienti dal loro nucleo.

“Usando il telescopio Keck nelle Hawaii siamo stati in grado non solo di rilevare questi gas, ma anche di misurarne alcune proprietà come la cinematica, distribuzione e origine” dicono gli scienziati.

“È stato come guardare dei fossili” spiegano “perché le galassie nane, unendosi l’una con l’altra, sono la materia prima da cui si formano le altre galassie”.

Quello che gli astrofisici hanno visto in tali fossili è che il vento generato dai buchi neri è così forte che spazza via tutto il gas all’interno della galassia. E questo impedisce a nuove stelle di formarsi.

Infatti il gas all’interno delle galassie viene compresso in certe zone, le nursery stellari, da fenomeni come l’esplosione di supernova o proprio dal vento dei buchi neri. Quando si accumula abbastanza, gas con una pressione sufficiente a innescare le reazioni di fusione nucleare, si accendono così nuove stelle.

“Se questo processo si interrompe, perché viene a mancare il gas necessario, allora anche l’evoluzione e crescita delle galassie si arresta” spiegano gli scienziati.

E nelle piccole galassie, come nelle sei osservate dal team, il vento del buco nero centrale è abbastanza forte da far uscire dai loro confini tutto il materiale necessario alla creazione di nuovi astri.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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