La Dott.ssa Cristina Tomasi, medico specialista in medicina interna, sfata i 10 falsi miti più diffusi tra le donne italiane.
Le donne italiane scontano un importante deficit di conoscenza rispetto alla menopausa. A lanciare l’allarme, in occasione della Giornata mondiale della menopausa, è la Dott.ssa Cristina Tomasi, medico specialista in medicina interna, che nel suo ultimo libro “Una nuova te. Il rivoluzionario Metodo Tomasi per la salute delle donne 40+” (Antonio Vallardi Editore) sfata, sulla base della sua esperienza ultra trentennale vissuta tra l’Ospedale Regionale di Bolzano e in ambulatorio, i 10 falsi miti più diffusi tra le donne italiane sulla menopausa.
“In tanti anni di ambulatorio, dopo aver ascoltato decine e decine di donne sedute di fronte a me con le domande più diverse, ho capito una cosa fondamentale: in Italia quando si parla di menopausa, circolano troppe informazioni sbagliate – spiega la Dott.ssa Cristina Tomasi. Passano di bocca in bocca, si mescolano a paure, esperienze personali, racconti delle amiche, consigli non richiesti. E così, senza accorgercene, finiamo per affidarci più al sentito dire che alla conoscenza reale. È per questo che ho deciso di raccogliere, in una guida completa sul benessere ormonale e metabolico delle donne over 40, la top 10 dei falsi miti più diffusi sulla menopausa. Per fare un po’ di chiarezza, per sfatare convinzioni inutilmente spaventose e, soprattutto, per restituire a ogni donna il diritto di capire davvero che cosa le sta accadendo”.
A certificare il tutto ci sono diversi importanti studi e ricerche scientifiche, promossi sia a livello internazionale che nazionale, a partire dai risultati emersi dal sondaggio online An online survey of postmenopausal women to determine their attitudes and knowledge of the menopause condotto dall’University College London su un campione di 947 donne in perimenopausa, ripresi nel luglio 2026 anche su The Lancet Obstetrics, Gynaecology, & Women’s Health da cui emerge come fino al 90% delle donne ha affermato di non aver mai ricevuto un’educazione sulla menopausa a scuola e oltre il 60% si è sentita completamente disinformata.
Complessivamente, il 68,2% delle donne aveva cercato informazioni sulla menopausa solo all’insorgere dei sintomi, utilizzando come principali fonti d’informazione sul tema le amiche (63,2%), i siti web (62,2%) e altri portali online ufficiali come quello della Menopause Society.
In Italia, secondo i dati dell’indagine “La menopausa nella vita delle donne” pubblicata nel 2024 e promossa da Fondazione Onda ETS, il 56% delle donne ritiene di avere un livello di informazione medio-alto rispetto al tema della menopausa;
informazioni principalmente raccolte attraverso esperienze di amiche e familiari (74%), consultazione di siti internet di informazione (62%) e dialogo con figure professionali (ginecologo 65% e MMG 39%).
La scarsa informazione delle donne e la mancanza di formazione adeguata degli operatori sanitari sulla menopausa fanno sì che le donne affrontino questa fase critica della vita impreparate e prive del supporto necessario.
È fondamentale invece che i medici di base e gli operatori sanitari ricevano una formazione adeguata ed è assolutamente necessario ripensare la narrazione negativa che ancora oggi, in Italia, circonda il tema menopausa per normalizzarla e dare speranza alle donne in postmenopausa.
Il primo mito da sfatare sulla menopausa è quello per cui arriva all’improvviso. “Spesso arrivano da me in ambulatorio donne dicendo «Dottoressa, io sto ancora avendo il ciclo, quindi non può essere la menopausa».
La menopausa è solo una data sul calendario: 12 mesi dall’ultima mestruazione. Il viaggio – chiarisce la Dott.ssa Tomasi – inizia anni prima, in perimenopausa, quando gli ormoni cominciano a oscillare e compaiono insonnia, irritabilità, sbalzi d’umore, palpitazioni, cicli ravvicinati o abbondanti, nebbia mentale. Molte donne consultano neurologo, cardiologo e gastroenterologo prima che qualcuno, forse, pronunci loro la parola perimenopausa”.
Tra le donne italiane è molto diffuso il timore relativo alla pericolosità nel sottoporsi alla terapia ormonale sostitutiva (TOS) durante il periodo della menopausa tanto che, secondo la ricerca Ricominciare da cinquanta. Libro bianco sulla menopausa realizzata dal Censis nel 2018, solo il 51,9% delle donne italiane tra i 45 e i 65 anni ha sentito parlare della TOS e appena il 7,6% la utilizzava.
“Il mito nasce da vecchi studi mal interpretati – spiega la Dott.ssa Tomasi – Oggi la terapia ormonale sostitutiva, prescritta in modo personalizzato e iniziata nella finestra di opportunità, riduce i sintomi, protegge le ossa, sostiene il metabolismo e può ridurre il rischio cardiovascolare in determinati gruppi di donne. Non è priva di rischi, come ogni terapia, ma i rischi reali sono molto più bassi delle paure diffuse. Anche l’idea che vada sospesa a 60 anni non è supportata dalle principali società scientifiche (North American Menopause Society – NAMS e International Menopause Society – IMS). La domanda non è «a che età smettere» ma «i benefici superano ancora i rischi per questa donna?».
Le donne hanno poi la falsa convinzione che gli ormoni facciano ingrassare.
“È il calo degli estrogeni, non la terapia, a favorire l’accumulo di grasso addominale: con la perimenopausa aumenta la resistenza insulinica, si riduce la termogenesi e cala la massa muscolare – dichiara la Dott.ssa Tomasi. Gli estrogeni aiutano a regolare la distribuzione del grasso e un metabolismo più attivo; la terapia ormonale tende ad aiutare a stabilizzare il peso, non il contrario”.
Il quarto mito da sfatare riguarda l’assunto in base al quale la menopausa è una condizione associata esclusivamente a sintomi quali le vampate di calore e la sudorazione.
“Ridurre la menopausa alle vampate di calore è come raccontare un romanzo parlando di una sola scena – spiega la Dott.ssa Tomasi. I sintomi coinvolgono sistema nervoso, cuore, intestino, muscoli e articolazioni, apparato urogenitale, pelle, metabolismo. Molte donne non hanno vampate ma vivono cambiamenti profondi altrove, e non li collegano agli ormoni”.
Inoltre tutti i sintomi provati dalle donne in menopausa non sono frutto della loro immaginazione ma sono dovuti a una reale variazione ormonale.
“I sintomi della menopausa non sono fantasie né fragilità emotiva: sono risposte biologiche a una variazione ormonale reale – chiarisce la Dr. Tomasi –. Gli ormoni influenzano sonno, termoregolazione, metabolismo, tono dell’umore. Riconoscere che i sintomi sono reali è un atto di rispetto, e il primo passo per curarli”.
Vi è poi il falso mito per cui se hai dei sintomi tu stia invecchiando male. “Avere sintomi non è una colpa e non dice nulla sul valore o sulla forza di una donna – dichiara la Dott.ssa Tomasi –. La perimenopausa è una fase fisiologica: alcune la attraversano quasi senza accorgersene, altre con cambiamenti pesanti. L’intensità dei sintomi non è legata alla tenacia e non riflette necessariamente lo stato di salute”. Peggio ancora l’idea per cui la sessualità finisca con l’arrivo della menopausa.
“La sessualità non è un interruttore controllato dagli estrogeni: è un intreccio di corpo, emozione, relazione, autostima e desiderio – spiega la Dott.ssa Tomasi –. La carenza estrogenica può portare secchezza, dolore e calo del desiderio, ma la medicina offre soluzioni efficaci, dalle terapie locali vaginali alle cure sistemiche e alla fisioterapia del pavimento pelvico. La sessualità si trasforma, non si spegne”.
Che la menopausa sia una fase naturale è vero ma che vada sopportata in silenzio, questo no. “Oggi disponiamo di strumenti che controllano la stragrande maggioranza dei sintomi: terapia ormonale, nutrizione, supporto psicologico, fitoterapia, esercizio fisico. Soffrire non è obbligatorio” – chiarisce la Dott.ssa Tomasi. Non dobbiamo dimenticare poi l’importanza della prevenzione, nascondendoci dietro l’assunto per cui «Io sto bene, perché dovrei fare esami?».
“L’assenza di sintomi non significa che nulla stia cambiando – spiega la Dott.ssa Tomasi – Nei primi 10 anni dopo l’ultima mestruazione si può perdere addirittura fino al 30% della massa ossea; il profilo lipidico e la sensibilità insulinica cambiano in silenzio. Ossa, cuore, metabolismo e apparato genitourinario meritano attenzione anche quando non si sente nulla”. Infine occorre sfatare, una volta per tutte, che la menopausa rappresenti il fischio finale della vita di una donna, la definitiva «fine dei giochi».
“È un mito culturale più che biologico – conclude la Dott.ssa. Tomasi –. La menopausa non segna la fine ma una trasformazione: una stagione in cui il corpo cambia linguaggio ma non perde valore. Può portare maggiore consapevolezza, libertà, lucidità, energia riorientata. Non è la fine di qualcosa, è l’inizio di un capitolo diverso”.
Ecco, confutati e sfatati dalla Dott.ssa Cristina Tomasi, medico specialista in medicina interna, i 10 falsi miti sulla menopausa:
- La menopausa arriva all’improvviso
- La terapia ormonale è pericolosa e va evitata
- Gli ormoni fanno ingrassare
- La menopausa è solo vampate e sudorazioni
- È tutto nella tua testa
- Se hai sintomi, significa che stai invecchiando male
- La sessualità finisce con la menopausa
- Bisogna sopportare: è una fase naturale
- Se non hai sintomi, non serve fare controlli
- La menopausa è la «fine dei giochi»
