I ricercatori dell’Università di Tohoku hanno ora scoperto un altro paradosso all’interno del sonno REM: mentre l’apporto di energia al cervello sognante sembra aumentare, la molecola energetica direttamente usata dai neuroni diminuisce.
Il sonno offre una finestra utile per rispondere a questa domanda. Sebbene il sonno sia associato al riposo, il cervello rimane altamente attivo.
I risultati sono stati pubblicati su Communications Biology il 27 luglio 2026.
“Ti sei mai sentito esausto dopo un sogno vivido?” chiede il professor Ko Matsui dell’Università di Tohoku.
Per comprendere meglio, il team ha mantenuto il cranio del topo trasparente usando una resina polimerizzabile ai raggi UV, permettendo loro di osservare il cervello durante il sonno naturale.
Il sonno non-REM è noto soprattutto per la forte attività neuronale nella frequenza della banda delta, ma sono presenti anche sottili fluttuazioni nella banda theta.
La transizione dal sonno non REM al sonno REM ha mostrato un modello diverso. Circa 50 secondi prima dell’inizio classicamente definito del sonno REM, il volume sanguigno cerebrale ha iniziato a salire.
Diversi meccanismi possono spiegare la diminuzione dell’ATP. I neuroni possono consumare grandi quantità di ATP durante il sonno REM per supportare la riorganizzazione sinaptica legata alla memoria, la comunicazione ippocampo-corticale o transizioni di circuito su larga scala.
La ricerca punta anche a un principio più ampio del calcolo biologico. A differenza dei computer convenzionali, i cervelli animali operano sotto rigidi vincoli metabolici.
“Capire come il cervello bilancia e”Una fornitura e un consumo nergy potrebbero aiutare a spiegare cosa rende così efficiente l’intelligenza biologica,” spiega il ricercatore principale Yusuke Takahashi.
Il sonno è una funzione vitale che può aiutare a consolidare i ricordi e mantenerci mentalmente svegli il giorno dopo.
