Presentato il primo studio sull’impatto di Roche in Lombardia dove si evidenzia come gli investimenti dell’azienda siano un motore di sviluppo, innovazione e occupazione qualificata per il territorio lombardo. Rilevante anche il contributo all’occupazione: per ogni dipendente diretto se ne sostengono altri 2 attraverso la filiera e l’indotto, per un totale di 1.570 lavoratori equivalenti E si tratta di un’occupazione altamente qualificata, a prevalenza femminile e cross-generazionale.
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La vera forza di un motore non è solo quanta energia è in grado di generare, ma quanta ne sa trasmettere e mettere in circolo. Azienda leader del comparto biotech, radicata da oltre 130 anni sul territorio monzese e lombardo, Roche mostra – numeri alla mano – quanto investire in salute porti benefici all’economia, all’occupazione e alla collettività.
In Lombardia, regione a sua volta catalizzatrice di investimenti e modello di eccellenza per la sanità, 1 euro ogni 1.000 di PIL è riconducibile all’attività di Roche, con un impatto complessivo pari a 467 milioni di euro.
Un risultato ottenuto grazie ad un effetto moltiplicatore degli investimenti: per ogni euro di valore aggiunto diretto generato da Roche a livello regionale, si attiva un impatto complessivo pari a 1,8€, con 46 branche economiche attivate, considerando il primo livello della filiera. All’interno di questa quota, quasi 8 su 10 sono piccole e medie imprese (PMI), anima del tessuto produttivo lombardo.
I dati sono stati presentati in occasione dell’evento “Investire in salute. Roche e il modello Lombardia per la crescita del Paese”, ospitato presso la sede di Monza, che ha creato un’occasione di confronto e dialogo tra istituzioni, industria e mondo accademico sul contributo del biotech al sistema economico e occupazionale regionale e su come incentivare il comparto, affrontando insieme le sfide attuali e future.
Anche sul fronte occupazionale l’impatto di Roche si estende ben oltre i confini aziendali. I lavoratori diretti in Lombardia sono 637, ma l’effetto sull’occupazione cresce fino a 1.570 unità considerando l’indotto: per ogni dipendente Roche, si sostengono 2,5 lavoratori lungo la filiera.
Un motore di sviluppo che rischia però di essere frenato da meccanismi come quello del payback: nel 2024 Roche ha versato 13,2 milioni di euro di payback in Lombardia, collocandosi tra le aziende con il maggiore contributo a livello regionale. Questa è la fotografia che emerge dal primo studio sull’impatto di Roche in Lombardia, realizzato realizzato con il supporto metodologico di PwC Italia.
“Oggi, i risultati dello studio sull’impatto socio-economico confermano che la nostra presenza sul territorio agisce non solo come un promotore di salute per coloro che ne hanno bisogno, ma anche come un moltiplicatore di valore, capace di generare innovazione e occupazione altamente qualificata lungo tutta la filiera regionale. – commenta Stefanos Tsamousis, General Manager di Roche SpA – Siamo molto orgogliosi di aiutare migliaia di pazienti e le loro famiglie e di contribuire, al tempo stesso, all’economia lombarda e italiana. Roche continua a investire in infrastrutture, studi clinici e capitale umano sul territorio. E per continuare a correre e attrarre investimenti, particolarmente nell’attuale scenario competitivo e geopolitico, è fondamentale che il sistema evolva e riconosca la sanità come un investimento e non come un costo. I vincoli strutturali, come il payback farmaceutico, vanno rimossi, la tecnologia utilizzata per ridurre la burocrazia e i processi snelliti. Insieme possiamo costruire un futuro migliore, per la Lombardia, per l’Italia e soprattutto per i pazienti.”
“Il settore diagnostico-farmaceutico si delinea non solo come motore di sviluppo economico sociale bensì anche come motore di evoluzione verso un sistema più resiliente, equo e sostenibile. Riconoscere il valore generato da imprese del settore come Roche ed essere consapevoli del ruolo che noi, con le nostre soluzioni innovative, possiamo svolgere per contribuire ad evolvere da un modello sanitario reattivo di ‘cura’ a uno proattivo, che privilegia la capacità di ‘prevedere’, ‘intervenire precocemente’ e ‘personalizzare’ le cure, è il primo fondamentale passo per accelerare questa trasformazione il cui impatto va oltre i confini del “solo” ambito sanitario, estendendosi all’intero sistema Paese. – afferma Burçak Çelik, General Manager Roche Diagnostics SpA – Questa è un’evoluzione che non può prescindere da un impegno condiviso tra industria, istituzioni, mondo accademico-scientifico e professionisti sanitari: un impegno volto a sostenere l’innovazione sia in termini di adozione concreta da parte del sistema, sia di accesso equo da parte di tutti i cittadini. Un impegno che Roche porta avanti da anni supportando iniziative di dialogo e collaborazione tra i vari interlocutori, per trovare strategie condivise da mettere in atto per avere un sistema che sia realmente sostenibile, equo e incentrato sulla persona.”
Guardando più da vicino proprio alle persone, emerge come l’occupazione creata da Roche in Lombardia sia ad alto valore aggiunto e sempre più inclusiva. Il 75% degli occupati diretti è laureato, una quota sensibilmente superiore alla media regionale (27%). Più di un’impiegata diretta su due è donna, con una quota che raggiunge il 63% con riferimento all’occupazione diretta (contro una media regionale del 44%).
L’azienda impiega inoltre ben quattro diverse generazioni a confronto, dalla Gen Z ai Baby Boomers, passando per i Millenials e la Gen X. Talenti che Roche attrae, sviluppa e trattiene, contrastando il fenomeno della fuga di cervelli che colpisce da vicino il settore scientifico.
Con oltre 25.000 ore di formazione erogate e un sistema di welfare articolato, che include servizi per la salute, il benessere e il supporto alle famiglie, Roche fa crescere e si prende cura delle proprie persone.
Che, a loro volta, si prendono cura degli altri e dell’ambiente: sono ben 570 le ore che sono state dedicate ad attività di volontariato in Lombardia, generando un ulteriore impatto sociale, con ricadute e benefici sul territorio.
All’incontro hanno partecipato, insieme ai due General Manager dell’azienda: Marco Alparone, Vicepresidente e Assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia, insieme ad Andrea Fortuna, Partner PwC Italy, Healthcare, Pharmaceuticals & Life Sciences, Matteo Parravicini, Presidente sede Monza e Brianza Assolombarda, Alessandra Gelera, coordinatrice della Filiera Life Science di Assolombarda e Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Scienze della Vita ALISEI, Michele Brait, Direttore Generale Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori e Monica DiLuca, Prorettrice alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico, Università Degli Studi di Milano.
“Investire nella salute significa destinare risorse in modo strategico per generare effetti positivi non solo sanitari e sociali, ma anche economici, a beneficio del territorio e della Regione Lombardia, in un’ottica di piena sostenibilità. – commenta Marco Alparone, Vicepresidente e Assessore al Bilancio e Finanza Regione Lombardia –Coniugare efficienza e progresso significa costruire un ecosistema solido, innovativo e orientato al benessere collettivo. L’attrattività di un territorio non è riconducibile a un singolo ambito, ma deriva dalla capacità del sistema di generare valore diffuso, duraturo e inclusivo. In questo contesto, le imprese rappresentano un elemento centrale: motore di sviluppo, innovazione e occupazione, contribuiscono in modo determinante alla crescita, alla competitività e alla resilienza del territorio. In questo quadro, la Regione Lombardia si conferma in grado di integrare le diverse componenti necessarie a promuovere il benessere dei cittadini, sostenere le imprese che investono sul territorio e favorire la creazione di opportunità concrete per le nuove generazioni.”
“L’incontro di oggi in Roche si inserisce in un quadro economico che richiede estrema franchezza: le recenti analisi del nostro Centro Studi indicano per Monza e Brianza una crescita rivista allo 0,6% per il 2026 – ha affermato Matteo Parravicini, Presidente della Sede di Monza e Brianza di Assolombarda– In un contesto in cui gli shock globali colpiscono l’industria e l’export, il settore della salute si conferma un pilastro di resilienza e competitività. Roche rappresenta perfettamente l’eccellenza del nostro territorio: una multinazionale con radici storiche a Monza che continua a investire in innovazione, ricerca e sviluppo, settori ad altissimo valore aggiunto. La Brianza è già oggi una meta d’elezione per i grandi gruppi globali, un ecosistema unico che mi piace definire ‘Modello Brianza’. Tuttavia, per mantenere questa attrattività, dobbiamo agire su leve strategiche. In primis, le infrastrutture: è necessario un approccio metropolitano che superi i confini comunali per realizzare opere fondamentali. È necessario chiudere in tempi rapidi il prolungamento della M5 fino a Monza e progettare sin da ora il prolungamento della M2 fino a Vimercate. Altrettanto cruciale è la sfida del capitale umano. Le nostre eccellenze non cercano solo spazi, ma talenti; serve quindi una sinergia tra istituzioni, scuola e università per rendere l’intero territorio tecnologicamente avanzato e accogliente. Non esiste un’azienda competitiva se non lo è il territorio in cui risiede: solo parlando con una voce sola ai tavoli decisivi potremo garantire che la Brianza continui a essere un polo d’attrazione globale, capace di generare valore economico e sociale.”
