In Italia, secondo il Ministero della Salute, l’influenza e la polmonite sono classificate tra le prime dieci principali cause di morte. Alcune infezioni respiratorie – come influenza, Covid-19, polmonite pneumococcica e virus respiratorio sinciziale (RSV) – possono essere prevenute grazie alla vaccinazione, una misura fondamentale soprattutto con l’arrivo della stagione fredda, quando aumenta il rischio di diffusione di questi patogeni. Con la campagna “ABITUATI A PROTEGGERTI”, Pfizer promuove un approccio integrato alla prevenzione, sensibilizzando sull’importanza della vaccinazione contro le infezioni respiratorie. L’iniziativa si rivolge in particolare agli over 60 e alle persone con patologie croniche, le più esposte a complicanze severe, invitando comunque tutti i cittadini a informarsi e prendere decisioni consapevoli per proteggere se stessi e la comunità, contribuendo così a un sistema sanitario più resiliente.
In un momento in cui l’incidenza di virus come influenza, Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) SARS-CoV-2 e polmonite pneumococcica minaccia in particolare le categorie più fragili della popolazione, lo scenario si prevede ancora più critico: in Australia è stata registrata una delle stagioni influenzali più intense degli ultimi dieci anni, e una nuova variante di SARS-CoV-2, la Xec, potrebbe affiancarsi all’RSV e ad altri patogeni, aggravando la situazione.
Anche le condizioni climatiche, come sbalzi termici o un freddo prolungato, potrebbero favorire la diffusione di queste infezioni, rendendo la situazione ancora più impegnativa per il nostro sistema sanitario.
Di fronte a un quadro così complesso, Pfizer rinnova il proprio impegno a sostegno della salute pubblica, sostenendo un approccio integrato alla prevenzione e concentrandosi sulle categorie più a rischio – come anziani e persone con fragilità immunitarie – attraverso la campagna “ABITUATI A PROTEGGERTI”.
L’iniziativa, autorizzata dal Ministero della Salute e realizzata con il patrocinio delle principali Società Scientifiche del settore e Associazioni di categoria – Federfarma; FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale); FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani); SIGG (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria); SIMG (Società Italiana di Medicina Generale); SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) e SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) – mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della vaccinazione come pilastro fondamentale per ridurre il rischio di complicanze e proteggere la salute respiratoria.
Le infezioni respiratorie rappresentano una delle maggiori cause di mortalità a livello globale, con un impatto stimato dall’OMS di circa 2,5 milioni di decessi all’anno, molti dei quali evitabili attraverso vaccinazioni e cure adeguate.
In Italia, patologie come polmonite e influenza figurano tra le prime dieci cause di morte, evidenziando la necessità di una prevenzione mirata.
Tuttavia, i tassi di copertura vaccinale nel Paese rimangono insoddisfacenti: secondo il recente rapporto ECDC, l’Italia
si colloca tra il 16° e il 17° posto su 28 Paesi europei per copertura vaccinale nelle diverse fasce d’età, evidenziando l’urgenza di migliorare l’adesione alla vaccinazione.
Fondamentale, quindi, rafforzare in Italia l’adesione alle vaccinazioni, in linea con quanto previsto dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, per mitigare l’impatto di un possibile incremento delle infezioni respiratorie, dovuto alla co-circolazione di virus.
“Quest’anno i decessi da Covid sono stati 2.800, mentre ogni anno l’influenza stagionale, a seconda del tipo, miete tra le 5.000 e le 15.000 vittime”, afferma il Prof. Massimo Andreoni, direttore scientifico della SIMIT, Società italiana malattie infettive e tropicali.
“L’australiana probabilmente sarà un’influenza importante e per questo motivo raccomandiamo caldamente di prevenire gli effetti gravi della malattia e il rischio di morte con la vaccinazione”.
“La prevenzione attraverso la vaccinazione, insieme a un monitoraggio epidemiologico costante, diventa quindi cruciale
per ridurre la diffusione di questi patogeni, limitare le complicanze e proteggere la salute pubblica. Solo un approccio coordinato e multidisciplinare ci permette di affrontare in modo efficace queste sfide stagionali, garantendo la resilienza del sistema sanitario”
“Se la campagna vaccinale non va a buon fine si rischia che ogni medico di base dovrà occuparsi di 400-500 pazienti”, aggiunge la Prof.ssa Roberta Siliquini, Presidente Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pub-
blica (SItI).
“Un grave problema anche per le liste d’attesa delle strutture di sanità pubblica: aumenterà il tempo d’attesa dei pazienti affetti da malattie non prevedibili a causa dell’intasamento di chi invece è portatore di una patologia prevedibile e prevenibile come l’influenza”.
Gli esperti evidenziano che proteggersi, soprattutto nei mesi autunnali e invernali, è fondamentale per ridurre il rischio di infezioni e contenere l’impatto di patogeni come l’influenza, lo pneumococco, il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) e il SARS-COV-2.
Questi virus rappresentano una minaccia significativa, in particolare per le fasce di popolazione più vulnerabili, come anziani e persone con condizioni croniche, per le quali l’incremento dei ricoveri può creare una pressione
considerevole sulle strutture sanitarie.
“Anche RSV non è una novità: lo possiamo definire un virus di famiglia, dato che colpisce dai neonati ai 90enni”, aggiunge Siliquini.
“RSV è la seconda causa di polmonite negli anziani ed inoltre può avere in loro un esordio senza febbre e tosse; oltre il 66% delle polmoniti sono da ospedalizzazione e di queste il 20% in terapia intensiva, con un 10% di mortalità intraospedaliera”.
“Poi rappresenta un problema grave per le persone con comorbidità, per esempio bronchite cronica o scompenso cardiaco, e aumenta anche il rischio di infarto del miocardio”.
“Per fortuna oggi abbiamo il vaccino contro RSV, che garantisce meno episodi acuti da infezione e riduce dell’80% l’ospedalizzazione, anche se questi vaccini non sono ancora nel Piano Nazionale e quindi nei LEA”.
La vaccinazione è stata indicata come uno strumento essenziale non solo per proteggere il singolo individuo, ma anche per ridurre la diffusione virale e alleggerire il carico sul sistema sanitario.
Vaccinarsi contribuisce infatti a diminuire l’incidenza e la gravità delle infezioni respiratorie, riducendo il rischio di complicanze che richiederebbero cure intensive e prolungate.
Questo approccio risulta fondamentale per garantire che le risorse sanitarie possano essere destinate ad altre patologie, incluse le malattie croniche e oncologiche, particolarmente impegnative per il sistema sanitario.
È stato inoltre sottolineato il ruolo chiave della medicina generale e delle farmacie nella promozione della prevenzione: il coinvolgimento capillare dei medici dei medici di famiglia e farmacisti è essenziale per sensibilizzare la popolazione e facilitare l’accesso alle misure preventive.
In questo contesto, tutti i cittadini sono incoraggiati a rivolgersi con fiducia a queste due figure chiave per ottenere informazioni chiare e affidabili sulla prevenzione delle infezioni respiratorie e sull’importanza di proteggersi.
“Mi piacerebbe che questa campagna “abìtuati a proteggerti” funzionasse così bene da poter dire che siamo “abituàti a proteggerci”, conclude Biagio Oppi, Direttore della Comunicazione di Pfizer Italia.
“Inoltre la partnership tra medici e farmacisti, entrambi figure territoriali, è di importanza chiave per far veicolare il messaggio alla popolazione; purtroppo in Italia la prevenzione del rischio non è estesa, e non solo nell’ambito della salute; ecco perché c’è bisogno di iniziative come questa; ricordiamo che l’impatto economico delle ospedalizzazioni, in Paesi sviluppati come il nostro, è molto elevato, proprio perché l’assenza per malattia sottrae risorse produttive”.
