La seconda edizione di InnovaCtion, un appuntamento annuale per politica, istituzioni nazionali e locali, associazioni ed aziende pubbliche e private per discutere le traiettorie future della cura della salute in Italia e nel mondo: in una popolazione che invecchia ma che vuole e deve rimanere attiva, la prevenzione diventa la chiave per garantire la sostenibilità del Sistema Paese e deve puntare a un nuovo approccio per dispiegare al meglio i propri effetti. La Global Health è una sfida geopolitica internazionale, nazionale e regionale da affrontare unendo l’impegno e l’expertise delle Istituzioni e delle aziende che investono in innovazione e ricerca. GSK ha storicamente scelto l’Italia per insediare poli strategici di ricerca e produzione e per investire nel paese, dove nel quinquennio 2020-2025 sono previsti investimenti per 800 milioni di euro, di cui il 59% destinato ai vaccini ed il 41% ai farmaci mentre alla sola ricerca va il 14% del totale.
Esponenti istituzionali, di Governo, Parlamento, Regioni, associazioni, accademia, società scientifiche e industria si sono confrontati a Roma nell’ambito dell’evento InnovaCtion, promosso da GSK per affrontare il tema della Global Health.
Anche il nostro Paese è impegnato nella sfida per dare le risposte necessarie alla salute globale, generare benessere e ridurre le disparità: prevenzione, ricerca, innovazione sono tre asset fondamentali, sui quali devono convergere tutti gli attori per garantire sostenibilità sistema.
La tavola rotonda si è aperta con l’intervento di Deborah Waterhouse CEO di ViiV Healthcare e Presidente di Global Health presso GSK, che ha ricordato come “anche qui in Italia stiamo portando avanti un lavoro innovativo nel campo della salute globale che è vitale per ottenere un impatto sanitario su larga scala”.
“Le malattie infettive continuano a essere alcune delle principali cause di morte nei paesi a basso reddito e il luogo in cui si vive continua a definire le tue possibilità di godere di una vita sana”.
“I nostri sforzi si concentrano sullo sviluppo di nuovi farmaci e vaccini nei nostri due centri di ricerca e sviluppo, uno dei quali è qui a Siena, in Italia”, ha proseguito.
“Per raggiungere questi obiettivi, l’anno scorso abbiamo annunciato l’investimento di 1 miliardo di sterline in dieci anni per accelerare la ricerca e lo sviluppo nel settore sanitario globale: la nostra strategia è incentrata su nuovi farmaci e vaccini per prevenire e curare malattie infettive tra cui tubercolosi (TBC), malaria, resistenza antimicrobica, malattie tropicali trascurate (NTD) e HIV, attraverso ViiV Healthcare”.
“Soprattutto per in quei contesti dove è necessario un drastico intervento: basti pensare che dei 1,5 milioni di bambini nel mondo affetti da HIV, solo il 57% riceve oggi trattamenti, contro il 77% degli individui adulti”.
A questo proposito, Stefano Vella, Professore di Salute Salute Globale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha sottolineato come “l’Italia ha portato innovazione nella lotta contro l’HIV in Africa, anche grazie a GSK che ha concesso il brevetto per i farmaci ai produttori di generici”.
Ad oggi, circa la metà dei bambini sieropositivi attualmente in cura stanno assumendo una versione generica della formulazione dispersibile di un antiretrovirale.
Ma, senza spostarci di continente, anche nel nostro Paese ci sono criticità a proposito dell’HIV. Come ha fatto notare Roberta Siliquini, Presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SITI), “in Italia non riusciamo ad ottenere buoni livelli di equità , ci sono cluster di popolazione non raggiunti dagli strumenti preventivi: Il 50% della popolazione sieropositiva non riceve cure prima del manifestarsi dei sintomi”.
Un problema emergente, al quale bisogna dare risposta prima che diventi irrisolvibile, è invece la cosiddetta “pandemia silenziosa”, cioè la crescente resistenza antimicrobica: “la nuova vera frontiera della ricerca è proprio questa” ha confermato Raffaele Donini, Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome.
“Siamo di fronte a un paradosso: se da una parte siamo giunti a successi insperati nella cura delle patologie oncologiche, che si stanno così trasformando da malattie mortali a patologie croniche, dall’altra rischiamo che in futuro la vera grande minaccia per l’umanità non sarà più il cancro bensì la sepsi”.
Se i batteri resistenti agli antibiotici rappresentano la sfida di domani, la vaccinazione è il secondo intervento più importante dopo la potabilizzazione delle acque nell’aumentare salute e speranza di vita delle popolazioni.
“Il nostro team di scienziati di Global Health con sede a Siena è concentrato sullo sviluppo di nuove tecnologie di vaccini, per affrontare le malattie infettive ad alto carico. Queste tecnologie possono consentirci di produrre vaccini più velocemente e dalla durata di conservazione più lunga” ha affermato Ennio De Gregorio, Amministratore Delegato di GSK Vaccines.
Come affermato da Emer Cook Executive Director dell’EMA nel corso della European Immunizzation Week “i vaccini sono in grado di contrastare più di 20 patologie potenzialmente letali ed è stimato siano in grado di prevenire dai 2 ai 3 milioni di morti ogni anno. Grazie ai vaccini, persone di tutte le età, di qualsiasi provenienza hanno oggi la possibilità di vivere a lungo”.
Nell’ultimo rapporto “Meridiano Sanità”, The European House Ambrosetti ha analizzato l’impatto economico di tre patologie dell’età adulta – malattia pneumococcica, Herpes Zoster e influenza – che colpiscono ogni anno milioni di persone e che sono tutte prevenibili tramite vaccinazione.
Queste patologie costano complessivamente 664,5 milioni di euro soltanto negli over-65 (61,8% costi diretti e 38,2% costi indiretti, in termini di perdita di produttività).
Tuttavia, la spesa per la vaccinazione degli adulti rappresenta una parte minore della più ampia spesa farmaceutica per farmaci e vaccini. L’Italia investe infatti lo 0,7% della spesa farmaceutica totale (20,5 mld nel 2022 secondo AIFA) nei vaccini per adulti ovvero circa 144 milioni di euro. Tale valore è pari solo al 9,8% dei casi potenziali evitati grazie alle vaccinazioni in età adulta e nei fragili.
“Grazie alle tecnologie di GSK, la company di biotecnologia Biological E ha sviluppato e prodotto un vaccino coniugato contro il tifo, ora distribuito in diversi paesi idonei che, grazie a Gavi – Global Alliance for Vaccines Immunisation – fanno parte dei programmi di immunizzazione di routine per i bambini più piccoli” ha detto De Grgorio.
“Questa tecnologia vaccinale innovativa, scoperta in Italia, ha già raggiunto milioni di bambini ad alto rischio di tifo“.
Anche per la malaria, malattia per la quale si sta cercando una soluzione da 70 anni, con più di un centinaio di tentativi falliti, “la ricerca di GSK insieme ai propri partner ha permesso di introdurre sul mercato due prodotti per la prevenzione e il trattamento: il primo vaccino al mondo contro la malaria, o qualsiasi altro parassita, e una cura radicale monodose per la malaria P.vivax”.
Ed è in fase di sviluppo con IAVI – l’International Aids Vaccines Initiative – con il Bill & Melinda Gates Medical Research Institute anche un vaccino per la tubercolosi, che “ha dimostrato un’efficacia del 50%, il che costituisce un buon inizio, ora passato in fase di studio clinico”.
In Italia, al GSK Vaccines Institutes for Global Health (GVGH) di Siena, la ricerca si orienta su malattie enteriche come la shigellosi, la salmonellosi invasiva non tifoidea, la febbre tifoide e paratifoide e lo streptococco di gruppo A.
Gli scienziati di GVGH hanno guidato lo sviluppo di un vaccino coniugato per il tifo e nel gennaio 2020 la risorsa TYPHIBEV (Vi-CRM197) è stata concessa in licenza a Biological E per la prevenzione della febbre tifoide nei soggetti di età compresa tra 6 mesi e 64 anni. Nel dicembre 2020 questo vaccino ha ottenuto la prequalificazione dell’OMS.
I finanziamenti per i progetti di ricerca GVGH provengono da GSK e da una serie di enti finanziatori pubblici e privati esterni, mentre con la GVGH Innovation Academy si rafforza la collaborazione con le istituzioni accademiche per la ricerca di tecnologie future per i vaccini a favore della salute globale.
Fabio Landazabal, Presidente e AD di GSK Italia, parla inoltre di “una grandissima opportunità per la prossima generazione grazie ai fondi del PNRR, una sorta di nuovo piano Marshall perla salute globale”.
Infine, i numeri della farmaceutica in Italia: “il nostro capitale umano è di oltre 3.600 persone, il cui focus è incentrato sui farmaci innovativi, vale a dire in quelle aree terapeutiche in cui ci sono bisogni insoddisfatti, dall’oncologia, all’IV, all’antibiotico-resistenza, con la ricerca nella sede di Siena e la produzione a Rosia e Parma”.
I dipendenti sono di 47 nazionalità diverse, di cui il 65% di laureati e il 51% di donne di cui, a sua volta, il 44% occupa posizioni manageriali.
Nel 2022 l’azienda ha impiegato 355 milioni in lavoro e retribuzioni, sviluppando un fatturato di 1,2 miliardi di euro di cui il 40% per l’export di prodotti e servizi.
Ancora più rilevante l’impegno quinquennale di GSK negli investimenti che vede, nel periodo 2020-2025 un totale previsto di 800 milioni di euro, di cui il 59% destinato ai vaccini ed il 41% ai farmaci mentre alla sola ricerca va il 14% del totale.
Il settore, che già oggi rappresenta il 2% del PIL, potrebbe generare ulteriore benessere in termini di salute per una popolazione in progressivo invecchiamento, export, lavoro e crescita economica.
Serve però attrarre ed incoraggiare gli investimenti nazionali ed esteri sostenendo ricerca, industria e accesso all’innovazione da parte della popolazione che attualmente può avvalersi di farmaci e vaccini innovativi, studiati e prodotti in Italia solo con notevole ritardo rispetto agli altri paesi avanzati.
Nel 2022, l’Italia è stata la 18^ destinazione al mondo per capitali esteri con 20 miliardi di dollari, rispetto ai 35 della Spagna e ai 36 della Francia.
Per ottenere questi risultati non si può pensare di aumentare solo le risorse mantenendo schemi di lavoro superati e bisogna pensare ad un piano nazionale delle scienze della vita che integri le nuove tecnologie per consentire una presa in carico del cittadino a 360 gradi nella prevenzione e nel trattamento semplificando anche le procedure per l’accesso ai farmaci e vaccini innovativi e favorendo attrazione e sviluppo degli investimenti nel Paese
