Solo due casi al mondo finora individuati. Permette di ritardare l’insorgenza dell’Alzheimer autosomico dominante.

 

Una rara variante genetica recentemente identificata del gene RELN (che codifica la proteina di segnalazione reelina) è associata a oltre due decenni di resilienza all’Alzheimer autosomico dominante (ADAD) in un individuo di sesso maschile, secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine.

Questo è il secondo caso di tale resilienza riportato ed evidenzia un nuovo percorso molecolare che potrebbe essere mirato terapeuticamente per aumentare potenzialmente la resilienza in tutte le forme di Alzheimer.

L’ADAD è una rara forma ereditaria della malattia di Alzheimer, che è più comunemente causata da mutazioni specifiche nel gene PSEN1 che codifica per la proteina transmembrana presenilina 1.

È caratterizzata da un esordio precoce del deterioramento cognitivo, come i deficit di memoria, in giovane età, in genere a 40-50 anni.

Un caso precedentemente riportato ha descritto una donna con ADAD che aveva una rara variante, chiamata Christchurch, del gene che codifica l’apolipoproteina E (APOE) ed è rimasta cognitivamente inalterata per quasi 30 anni dopo l’età prevista di esordio, nonostante mostrasse anche prove di Alzheimer nel cervello.

Gli scienziati hanno analizzato i dati clinici e genetici di 1.200 persone provenienti dalla Colombia che portano la mutazione PSEN1 e sono predisposte all’ADAD.

Hanno identificato un uomo che è rimasto cognitivamente intatto fino ai 67 anni di età nonostante fosse portatore della mutazione PSEN1 per l’ADAD ad esordio precoce.

Gli autori hanno confrontato questa persona con la donna con ADAD ritardato precedentemente segnalato.

Entrambe le persone hanno mostrato una diffusa e considerevole patologia amiloide nel cervello, che è un segno patologico distintivo della malattia di Alzheimer.

Tuttavia, c’era un’aggregazione limitata di tau (una proteina stabilizzante dei microtubuli nel cervello) nella corteccia entorinale, una regione del cervello che è tipicamente colpita nelle prime fasi cliniche della malattia di Alzheimer.

Gli autori hanno condotto il sequenziamento genetico e hanno scoperto che questa seconda persona ospitava un diverso tipo di mutazione: una nuova variante rara di RELN (H3447R denominata COLBOS).

Gli autori suggeriscono che questa mutazione si traduce in un ligando RELN, una molecola legante, che potrebbe essere più efficace nel limitare l’aggregazione della tau, ma sono necessarie ulteriori ricerche per esplorare questo.

Le proteine APOE e reelina coinvolte nella protezione di questi individui funzionano come ligandi dei recettori cellulari comuni e gli autori indicano che questo potrebbe suggerire un meccanismo comune per la resilienza all’Alzheimer.

Gli autori concludono che i loro risultati evidenziano un percorso molecolare precedentemente sconosciuto che può conferire resilienza al deterioramento cognitivo nelle persone ad aumentato rischio di Alzheimer.