Approvato e rimborsato in Italia filgotinib, JAK-inibitore in monosomministrazione orale per la forma attiva da moderata a severa.

 

Nel nostro Paese sono circa centocinquantamila le persone che soffrono di colite ulcerosa, circa 259  ogni 100.000, numero che è raddoppiato negli ultimi dieci anni e che si stima raddoppierà ancora da qui al 2030.

“Le cause di questo rapido aumento dell’incidenza sono ancora allo studio” afferma Flavio Caprioli, Segretario generale IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease) e Professore Associato di Gastroenterologia, Università degli Studi di Milano.

“Il sistema immunitario, probabilmente stimolato dalla variazione della flora batterica, inizia ad attaccare gli organi digerenti: tale variazione si ritiene sia provocata dalla dieta occidentale, che è pro-infiammatoria”.

“Si stanno facendo ricerche a riguardo, per avere conferma, e comunque una riprova sta nel fatto che la malattia sta progressivamente aumentando nel sud-est asiatico, in Giappone e Arabia Saudita”.

“Alcune volte la malattia esordisce in forma acuta, con perdita di sangue dal retto, e viene così diagnosticata al pronto soccorso; ma nella maggioranza dei casi la presenza di sangue nelle feci può essere scambiata per una patologia emorroidaria e questo ritarda la diagnosi, per la cui conferma è necessaria la colonscopia”.

 

Una malattia problematica

“Convivere con la colite ulcerosa è come fare un viaggio con un compagno antipatico, sperando che dorma sempre” commenta Salvatore Leone, Paziente esperto, Direttore Generale AMICI, Associazione nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino.

“Perché caratterizzata da una disabilità non visibile, con sintomi difficili da raccontare, come il sanguinamento rettale e la diarrea cronica, di cui spesso le persone si vergognano a parlarne”.

“In alcuni casi può essere molto aggressiva, comportando una qualità di vita pessima e andando ad impattare nel pieno della vita lavorativa e sociale e familiare, dato che anche chi vive assieme a un paziente con colite ulcerosa è altresì fortemente impattato, anche dal punto di vista economico”.

 

Bisogni insoddisfatti dei pazienti

Un paziente su tre non risponde ai trattamenti farmacologici per la colite ulcerosa e di questi quattro su cinque, inizialmente rispondenti alla terapia, non mantiene la risposta dopo un anno.

“Nel 30% dei pazienti che non controlla la patologia l’alternativa è intervenire chirurgicamente nel colon” aggiunge Capriolo.

“Gli anticorpi monoclonali, somministrati per via endovenosa o sottocutanea in ospedale, sono usati in terapia ma sperimentano una perdita d’azione nel tempo, perché inducono una certa reazione nell’organismo”.

“I trattamenti con cortisone hanno molti effetti collaterali, se impiegati per lungo tempo: è infatti u ormone legato allo stress e agisce a tanti livelli, causando osteoporosi, diabete, provocando aumento delle infezioni e disturbi dell’umore, come irritabilità e insonnia”.

 

I JAK inibitori

Tra le novità oggi disponibili in Italia, il JAK inibitore filgotinib, recentemente approvato e rimborsato dall’Agenzia Italiana del Farmaco per il trattamento di pazienti adulti con colite ulcerosa attiva da moderata a severa che hanno avuto una risposta inadeguata, non hanno avuto risposta, o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un farmaco biologico.

“I JAK inibitori si sono mostrati rapidi, bloccando sanguinamento e diarrea già alla prima settimana di trattamento” afferma Gionata Fiorino, Ricercatore clinico e gastroenterologo, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e UO Gastroenterologia, Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, sub-investigator del programma di studi SELECTION.

“In questi studi si sono mostrati efficaci rispetto a placebo nell’indurre e mantenere la remissione clinica, intesa come assenza di sintomi intestinali, nell’indurre e mantenere la guarigione delle ulcere del colon (risposta endoscopica) che sono tipiche della colite ulcerosa, nel miglioramento e normalizzazione degli esami di laboratorio che si alterano con l’infiammazione e nel miglioramento e normalizzazione della qualità di vita dei pazienti trattati”.

“Inoltre, la somministrazione orale in monodose giornaliera aiuta molto a mantenere l’aderenza alla terapia” aggiunge.

“Ci sono inoltre sintomi della colite ulcerosa, come l’astenia, che non dipendono dall’infiammazione, ma si è visto che spesso i JAK inibitori possono controllarla” conclude.

“Siamo molto felici di questa nuova indicazione di filgotinib, già rimborsato per l’artrite reumatoide dal 2021 e quindi ora accessibile per i pazienti affetti da colite ulcerosa – dichiara Alberto Avaltroni, VP Country Head di Galapagos in Italia – siamo consapevoli che ci sono ancora dei gap da colmare nella gestione di questa patologia e siamo convinti che filgotinib potrà portare un beneficio in termini sia di qualità di vita del paziente sia di gestione della patologia per il clinico. Lasciatemi sottolineare con orgoglio che filgotinib è una terapia che nasce interamente nei laboratori di R&D di Galapagos, e che porta con sè 20 anni di studio e di innovazione; siamo fiduciosi che questi siano solo i primi passi e siamo in attesa dei futuri sviluppi degli studi in corso per altre patologie, come le spondiloartiti”.