Dall’epoca romana fino ai giorni nostri: l’andamento stabile della statura nel tempo potrebbe essere correlato alle condizioni di vita relativamente migliori nella città di Milano rispetto ad altre aree.
L’altezza media delle persone che vivono a Milano è rimasta invariata negli ultimi 2.000 anni, secondo un’analisi dei resti di oltre 500 individui sepolti in città dall’epoca romana ai XX secolo.
Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, ha rilevato che, sebbene l’altezza variasse in individui di epoche diverse, l’altezza media sia per i maschi che per le femmine non differiva significativamente nel tempo.
La statura umana è determinata dalla genetica e dalle influenze ambientali ed è spesso usata come indicatore della salute e delle dinamiche sociali delle popolazioni umane.
Mirko Mattia e colleghi dell’Università degli Studi di Milano hanno analizzato i resti di 549 uomini e donne sepolti a Milano in quasi 2.000 anni di storia.
I periodi di tempo includevano l’era romana (I-V secolo d.C.), l’Alto Medioevo (VII-X secolo d.C.), il tardo Medioevo (XI-XV secolo d.C.), l’era moderna (XVI-XVIII secolo d.C.) e l’era contemporanea (XIX-XX secolo d.C.).
Sulla base dei beni trovati nelle tombe e dei dati storici dei siti di sepoltura, si è potuto determinare che resti appartenevano a persone non particolarmente facoltose.
Gli autori hanno scoperto che la statura per i maschi variava da 152 cm a 195,4 cm, con una media di 168,5 cm.
La statura delle femmine variava da 143,5 cm a 177.6cm, con una statura media di 157.8cm.
La statura media per maschi e femmine è rimasta stabile nel tempo e non differiva significativamente tra le epoche.
Gli autori propongono che l’andamento stabile della statura nel tempo possa essere correlato alle condizioni di vita relativamente migliori nella città di Milano rispetto ad altre aree.
I documenti suggeriscono che la regione era ricca di risorse naturali e alimentari, mentre le mura della città fornivano una difesa contro potenziali minacce. Lo studio mostra raro esempio di altezza in una popolazione che rimane invariata nel corso dei millenni.
I resti scheletrici provengono dal CAL (Collezione Antropologica del LABANOF) e sono esposti nel nuovo MUSA (Museo Universitario di Scienze Antropologiche, Mediche e Forensi per i Diritti Umani).
Crediti: Lucie Biehler-Gomez
