Presentato in Senato l’Intergruppo Parlamentare. Non solo organi, ma anche tessuti e cellule: così si salvano 4.000 persone l’anno. Ma più del doppio restano in lista d’attesa.
101 anni: è questa l’età della donatrice di fegato più anziana d’Italia, il cui organo è sato utilizzato con successo in un trapianto. A differenza di quanto pensano in molti, infatti, non c’è un limite anagrafico per essere donatori.
Ma questo errato luogo comune, che si è troppo anziani per donare organi, è tra i motivi per cui più di un terzo di chi potrebbe essere un donatore invece si oppone.
Lo ha spiegato la dottoressa Letizia Lombardini, Direttore Medico del Centro Nazionale Trapianti, durante la presentazione il 14 febbraio in Senato dell’Intergruppo parlamentare, nato su iniziativa della Senatrice Elisa Pirro, e del Manifesto Sociale, prodotto dal Comitato per l’Equità di Accesso alla Donazione e Trapianto Organi, Tessuti e Cellule.
Lo scopo è quello di aggiornare la ormai ventennale legge sull’argomento, la 91/99, cogliere suggerimenti e istanze dalle organizzazioni civiche e dal mondo advocacy e appunto sostenere l’adozione di nuove scelte di politica sanitaria capaci di elevare la cultura della donazione e potenziare la risposta assistenziale in questo settore.
Nel nostro Paese, infatti, a fronte di un aumento del 2% di trapianti nel 2022, solo 14,5 milioni di persone hanno notificato la disponibilità alla donazione di organi: “c’è un 32% della popolazione che si dichiara contrario e un 28% dei familiari di persone in rianimazione che nega l’espianto d’organo al proprio caro” afferma la dottoressa Lombardini.
“L’anno scorso solo 3.900 pazienti hanno avuto accesso al trapianto, mentre quelli in lista d’attesa sono stati più di 8.000. La rete ha segnalato circa 2.700 donatori e ne sono stati utilizzati 1.700, di cui una percentuale erano donatori viventi” prosegue Lombardini.
Numeri che fanno capire quanto sia necessario l’intervento delle istituzioni e della politica, anche se l’Italia è seconda solo alla Spagna in Europa in questo ambito.
“C’è bisogno più che mai di campagne di sensibilizzazione, per fare in modo che il soggetto possa esprimersi in vita sulla donazione degli organi e non lasciare il compito ai familiari quando è in ospedale non più cosciente” afferma.
“Non si parla solo di organi, ma anche di tessuti, come ad esempio il midollo spinale o le cellule, quali le staminali in ambito oncologico” interviene la senatrice Pirro.
“È indispensabile che Parlamento e Governo operino in sintonia e con celerità per assicurare all’Italia un più efficace quadro normativo e gestionale per questa sensibile e importante materia. Questo paese non può permettersi di avere un numero così elevato di pazienti in attesa per un trapianto d’organo, né che l’orientamento della popolazione rispetto alla donazione d’organo non sia espressione di una cultura dominante”.
“L’Italia, in questo ambito sanitario, è fondamentale disponga di un nuovo paradigma gestionale ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, che consenta procedure più rapide, l’adozione di metodologie e soluzioni tecnologiche innovative, oltre che di adeguate dotazioni professionali ed economiche” ha proseguito l’onorevole.
Uno dei primi aspetti cui l’Intergruppo Parlamentare dovrà dedicare attenzione sarà quello dell’aggiornamento, in alcune parti, della Legge N°91/99 istitutrice del Centro Nazionale Trapianti (CNT), organismo la cui centralità è e resta fondamentale per disciplinare e soprattutto potenziare la materia dei prelievi, del trasporto e dei trapianti di organo, tessuti e cellule.
I componenti dell’Intergruppo – vi hanno già aderito diversi parlamentari di varie aree politiche – cercheranno anzitutto di raccordarsi con i diversi organismi (istituzioni pubbliche e private, società scientifiche ed espressioni del mondo advocacy) che, a diverso titolo e con diverse motivazioni, sono impegnati sul fronte della donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule.
Tutto questo, nell’intento di raccogliere elementi informativi, dati e suggerimenti utili all’elaborazione condivisa di proposte che possano essere tenute nella massima evidenza per l’attività legislativa ma anche per l’azione di Governo.
In proposito, nel corso della conferenza stampa, è stato presentato il Manifesto Sociale elaborato in materia dal Comitato per l’Equità di Accesso alla Donazione e Trapianto Organi, Tessuti e Cellule, promosso dalla rivista di politica sanitaria Italian Health Policy Brief (IHPB).
Il documento, sottoscritto da 11 tra associazioni di pazienti e organizzazioni civiche, mette in evidenza la variegata tipologia di problematiche che caratterizzano il settore e che sono meritevoli di essere tenute nella massima considerazione per molteplici aspetti: socio-culturali, di sistema ed economico-organizzativi.
“Tutto il percorso che ha accompagnato in questi anni l’impegno nel campo della donazione d’organo e dei trapianti ha visto protagoniste le associazioni dei pazienti e dei cittadini impegnate in questo campo – ha sottolineato Teresa Petrangolini, coordinatrice del Comitato per l’Equità di Accesso alla Donazione e Trapianto Organi, Tessuti e Cellule – oggi è necessario rilanciare questo impegno su vari fronti che riguardano il miglioramento dell’organizzazione, l’equità di accesso, la semplificazione e l’ammodernamento dei vari passaggi, con particolare attenzione alla delicata questione della donazione. Il Comitato è nato proprio per questo: costruire un programma comune con il mondo associativo per fornire un forte supporto alla politica dei trapianti, perché risponda sempre di più alle esigenze di salute dei cittadini italiani”.
Le aree d’intervento per elevare la risposta sanitaria in materia sono molteplici: dalla indispensabile sensibilizzazione della popolazione sull’importanza dell’orientamento alla donazione, alla revisione delle responsabilità gestionali e dei compiti tra il livello nazionale e regionale; dalla valorizzazione dell’innovazione tecnologica nella gestione degli aspetti organizzativi, all’aggiornamento delle tariffe di rimborso per le diverse prestazioni che caratterizzano le diverse fasi del complesso processo della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule.
Un’attenzione particolare dovrà, infine, essere riservata alla necessità di rendere uniformi e omogenee su tutto il territorio nazionale le attività relative alla donazione e ai trapianti, incidendo sia sul piano della promozione della cultura della donazione d’organo che sugli aspetti di tipo organizzativo, superando così il gap delle regioni meridionali rispetto a quelle del Nord.
Eco il Manifesto:
