“È una situazione che dobbiamo assolutamente prendere sul serio. Non ne conosciamo ancora la portata e il potenziale, ma dobbiamo comportarci come se avesse la capacità di diffondersi in modo più ampio”.
Il vaiolo delle scimmie non va sottovalutato. È Anthony Fauci, consigliere medico della Casa Bianca, a dare l’allerta, considerati anche i casi in aumento negli Stati Uniti.
“È una situazione che dobbiamo assolutamente prendere sul serio -ha detto Fauci alla CNN -. Non ne conosciamo ancora la portata e il potenziale, ma dobbiamo comportarci come se avesse la capacità di diffondersi in modo molto più ampio di quanto si stia diffondendo in questo momento”.
A partire dallo scorso venerdì i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno tracciato almeno 1.814 casi probabili o confermati di vaiolo delle scimmie.
Numeri che secondo l’esperto americano sono probabilmente molto sottostimati. “Ogni volta che emerge qualcosa del genere – ha proseguito Fauci -, probabilmente si sta sempre guardando quella che potrebbe essere, ancora non lo sappiamo, la punta dell’iceberg, quindi questo è il motivo per cui dobbiamo effettuare i test in maniera più vigorosa”.
Epicentro dell’epidemia statunitense è New York; California, Illinois e Florida gli altri Stati in cui si registrano molti casi. Nei giorni scorsi le autorità sanitarie statunitensi hanno lanciato l’allarme sui vaccini contro il vaiolo delle scimmie, insufficienti per far fronte all’aumento della domanda.
“Non abbiamo ancora tutto il vaccino che vorremmo in questo momento”, ha dichiarato venerdì il direttore dei CDC, Rochelle Walensky.
Gli Stati Uniti hanno ricevuto 370.000 delle circa 7 milioni di dosi di vaccino acquistate. Ma milioni di dosi non arriveranno prima del prossimo anno. Intanto, per quanto riguarda l’Italia, nei giorni scorsi la Commissione Europea ha fatto sapere di consegnare le prime 5.300 dosi di vaccino contro il vaiolo delle scimmie, “per proteggere i cittadini e rispondere a questa epidemia”. I “6mila casi” registrati finora nell’Ue, “in rialzo del 50% rispetto alla settimana scorsa”, sono motivo di “seria preoccupazione per la salute pubblica”.
