Il sonnambulismo e un fatto di cronaca nera di dieci anni fa. Dal Corriere della Sera: “Il killer sonnambulo assolto. ‘L’amnistia dell’inconscio’. Ha strangolato la moglie. I medici: andava punito”.
Si muovono come se fossero svegli, ma in realtà dormono. Sonnambuli. Possono anche guidare l’auto, ma meglio non svegliarli. L’aggressività è una delle reazioni legate alla paura della sorpresa. Non sanno quel che fanno e nemmeno ricordano nulla dopo, al mattino quando si svegliano.
Caso mai stanchi, ma sicuri di aver profondamente dormito. A volte, il sonnambulismo è un alibi: storie di infedeltà giustificate con un disturbo che ha sempre attirato la fantasia di scrittori, registi, musicisti. «La sonnambula» di Vincenzo Bellini (1831) ne è un esempio. E creato miti e leggende.
Non solo. Il sonnambulismo è anche al centro di eventi giudiziari. L’ultimo è da romanzo giallo: uxoricida sonnambulo assolto per malattia. Un uomo, con alle spalle una lunga storia di sonnambulismo, ha ucciso la moglie, strangolandola, mentre dormivano assieme nel loro camper. In Galles. Brian Thomas, 59 anni, ha detto di aver avuto un incubo e di aver creduto, nel sonno, che dei ladri fossero entrati nel camper, mentre si trovava in vacanza con la moglie, Christine, 57 anni. I giudici all’inizio avevano stabilito che era insano di mente e ne avevano chiesto il ricovero in un ospedale psichiatrico. Ma successivamente hanno accertato che Thomas soffriva di disturbi del sonno e che la sua mente non esercitava alcun controllo sul corpo quando ha strangolato la moglie: assolto.
“Assurdo e grave — commentò all’epoca Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano —. Avrei concesso tutte le attenuanti, ma mai l’impunità. Il sonnambulismo negli adulti è sempre collegato a psicopatologie note. Sono in cura e possono essere controllati”.
E l’inconscio? L’inconscio che agisce prendendo il sopravvento sul conscio? “Certo. I miei pazienti sonnambuli registrano anche quello che dicono nel loro stato di parasonnia motoria — confida Mencacci —. A volte verità scomode. ‘Ho detto questo? Non è possibile… però a pensarci bene è vero’, è il commento più comune quando si riascoltano”. Eppoi, c’è il libero arbitrio. “Nonostante i progressi nel campo delle neuroscienze e le continue sorprese, nessuna finora può intaccare il libero arbitrio di un individuo”, commenta ancora Mencacci. Insomma, il sonnambulismo non può concedere impunità. Anche perché, in questo modo, uno come mister Thomas sarebbe autorizzato a commettere qualsiasi reato senza conseguenze. Stia attenta un’eventuale nuova moglie.
La cronaca. Mister Thomas dormiva con la moglie in un camper. Erano in vacanza. Disturbati da un gruppo di ragazzi, si sono poi riaddormentati. Ma l’uomo ha avuto un incubo e ha strangolato la moglie. Si è risvegliato, ore dopo, con accanto la compagna morta. Drammatica la telefonata alla polizia: “Credo di aver ucciso mia moglie… Oh mio Dio, lottavo con quei ragazzi, ma era Christine. Cosa ho fatto? Cosa ho fatto?”, ha ripetuto più volte. Piangeva e tremava. Dovevano festeggiare i 40 anni di matrimonio. “Si tratta di un caso quasi unico in Gran Bretagna e se ne contano circa 50 in tutto il mondo”, ha commentato il capo della Procura londinese, Iwan Jenkins.
Forse Christine ha svegliato il marito e lui ha reagito in modo aggressivo… “Possibile — dice Mencacci —, ma non sufficiente ad assolverlo. Io la penso così”. Un mito da sfatare è quello che svegliare un sonnambulo potrebbe causargli un infarto, danni al cervello o qualcos’altro di grave.
Non è un mito, invece, che sia pericoloso per chi lo sveglia. “In letteratura sono stati registrati casi di uomini che nel sonno hanno ucciso o tentato di uccidere la propria moglie”, spiega Giuseppe Plazzi, neurologo dell’università di Bologna, autore di una review sul sonnambulismo pubblicata da Neurological Sciences.
Che cosa ha scritto Plazzi? Che il 30% dei bambini fra i 5 e i 12 anni vive almeno un’esperienza di sonnambulismo, che in circa il 3% è persistente. E che, invece, si manifesta occasionalmente nel 2-3% degli adulti. Nei bambini, crescendo passa. Negli adulti è collegabile a psicopatologie. C’è una familiarità. Chi ne soffre può anche avere episodi una volta a settimana. Durata: 15-20 minuti. Lo stress può esserne causa, come pure la privazione di sonno, l’alcol e la droga. I sonnambuli sono in grado, mentre dormono, di guidare la macchina, rispondere a domande, ascoltare a tutto volume la radio, abbuffarsi di cibo, fare sesso… uccidere la moglie. Senza poi ricordare nulla.
