Tra il 2009 e il 2018, stimano i ricercatori, il 14% dei coralli è morto a livello globale, ovvero quasi 12mila chilometri quadrati, specialmente sulle barriere coralline australiane.

 

I coralli soffrono l’innalzamento della temperatura del pianeta. E, come indicano gli specialisti, la sofferenza dei coralli mina l’ecosistema marino. Meno coralli, barriere coralline in dissoluzione, biodiversità a forte rischio. Nulla di buono per la salute del pianeta e per la salute dell’umanità.

I coralli occupano una superficie modesta ma hanno un potere di attrazione che è enorme: i coralli difficilmente occupano più dello 0,2% dei fondali oceanici ma le loro barriere contribuiscono profondamente alla biodiversità, ospitando almeno il 25% delle specie marine.

Eppure, il loro stato di salute è fortemente compromesso, come mostrato dal Report Status of Coral Reefs of the World, un lavoro di 300 ricercatori della rete di monitoraggio dell’International Coral Reef Initiative (ICRI) che si basa su oltre 2 milioni di dati raccolti in quarant’anni (dal 1978 al 2019) in più di 12mila siti in 73 Paesi.

L’ampia analisi pubblicata mostra come le ondate di calore rappresentino il pericolo principale per le barriere coralline, perché capaci di provocare fenomeni di sbiancamento sempre più frequenti e tali da non lasciare ai coralli il tempo necessario per la rigenerazione tra due episodi di stress.

Le barriere coralline sono tra gli ecosistemi più sensibili alle pressioni antropiche, comprese le minacce derivanti dai cambiamenti climatici e dall’acidificazione degli oceani, e agli impatti locali dell’inquinamento terrestre, come l’apporto di nutrienti e sedimenti dall’agricoltura, l’inquinamento marino, la pesca eccessiva e le pratiche distruttive.

Mantenere l’integrità e la resilienza del loro ecosistema è essenziale per il benessere delle comunità costiere tropicali di tutto il mondo. La loro integrità è una parte fondamentale della soluzione per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile nell’ambito dell’Agenda 2030.

Purtroppo, grazie alle cattive abitudini umane, la loro integrità sembra ormai compromessa. Tra il 2009 e il 2018, stimano i ricercatori, il 14% dei coralli è morto a livello globale, ovvero quasi 12mila chilometri quadrati, specialmente sulle barriere coralline australiane.

Ma il declino può essere visto ovunque sul pianeta. I risultati coincidono con quelli dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che nel report speciale sugli oceani e la criosfera 2019, ha stimato la perdita dal 70% al 90% con un aumento della temperatura di 1,5 °C. Con un aumento superiore a 2 °C, quasi tutto, il 99%, sarebbe condannato. Le barriere coralline sostengono “la sicurezza, la protezione delle coste, il benessere, la sicurezza alimentare ed economica di centinaia di milioni di persone” osservano gli studiosi che stimano “il valore dei beni e dei servizi forniti dalle barriere coralline in 2,7 trilioni di dollari l’anno, di cui 36 miliardi di dollari per il turismo della barriera corallina”.