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Un tuffo nell’atmosfera di una quasi-stella

 

 

Gli astronomi hanno analizzato gli strati di “nuvole” di una nana bruna, corpo celeste a metà tra pianeta gassoso gigante e stella.

 

Le chiamano “stelle mancate” ma è una definizione un po’ impietosa. Le nane brune sono astri con massa circa 80 volte quella di Giove, troppo piccola per innescare la pressione necessaria a fondere l’idrogeno nel suo nucleo, il processo che fa splendere le stelle. Ma sono allo stesso tempo troppo grandi per essere considerate pianeti, anche perché all’inizio della loro formazione hanno in effetti brillato grazie alla fusione di deuterio ed elio (ci vuole meno energia per questa reazione nucleare) e continuano ad avere una piccola luminosità e temperatura residua – circa 1.500 gradi, vestigia di tali reazioni – che pian piano diminuisce col passare del tempo.

Se sono quindi considerate a metà tra un astro e un pianeta, allora perché non studiare la loro atmosfera? Le attuali tecnologie non ci permettono ancora di scrutare bene a fondo nell’atmosfera dei giganti gassosi fuori dal nostro Sistema Solare, ma grazie alle osservazioni nell’infrarosso è invece possibile analizzare gli strati superficiali delle nane brune, che sono più calde.

È quello che hanno fatto astronomi dello Space Telescope Science Institute di Baltimora usando il telescopio dell’osservatorio W. M. Keck Observatory delle Hawaii con la nana bruna 2MASS J22081363+2921215 che si trova a 115 anni luce da noi.

La stella, che ha solo 33 milioni di anni ed è quindi ancora calda, ruota su se stessa in 4 ore e ciò crea moti turbolenti e ventosi nella sua atmosfera. Ecco cosa hanno scoperto gli astronomi, che hanno paragonato 2MASS J22081363+2921215 a una zucca di Halloween illuminata da una candela all’interno.

Nelle nuvole della stella ci sono granelli di sabbia roventi mischiati a composti esotici. Gli strati più esterni infatti contengono sali di ioduro di potassio e silicato di magnesio, subito al di sotto dei quali c’è uno strato con ioduro di sodio ed infine, fino a 800 chilometri di profondità, ci sono nubi di ossido d’alluminio.

Questa analisi può aiutare a capire, in attesa del super telescopio James Webb della Nasa che potrà scrutare nelle nubi degli esopianeti, di cosa è fatta l’atmosfera di Beta Pictorsi b, pianeta vicino alla nanan bruna e che condivide lo stesso moto nello spazio.

 

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