Intervista a Ketty Peris, Professore Ordinario di Dermatologia – Direttore UOC di Dermatologia Università Cattolica – Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, IRCCS, Presidente SIDeMaST.

 

Quante sono le persone colpite da psoriasi? Cos’è la psoriasi moderata e come si differenzia dalla forma lieve? Come si manifesta, con quali sintomi e qual è la sua evoluzione?

La psoriasi colpisce in Italia circa il 3% della popolazione con dati molto sovrapponibili a quelli che osserviamo a livello mondiale. Quindi, possiamo calcolare che siano almeno 2 milioni e mezzo le persone affette da psoriasi nel nostro Paese.

Ovviamente non parliamo solo di forme gravi, che rappresentano circa il 10% del totale. La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che nella forma moderata-severa è estesa a una buona parte della superficie corporea. Per valutare la gravità della psoriasi si utilizza uno score chiamato PASI (Psoriasis Area and Severity Index) compreso tra 0 e 72 che misura l’estensione e la gravità delle lesioni psoriasiche. La psoriasi viene definita moderata-severa quando il PASI è superiore a 10, ad esempio se colpisce buona parte del tronco e gli arti, oppure compare con chiazze disseminate un po’ ovunque sul corpo.

La forma moderata-severa si distingue dalla forma lieve che colpisce in genere il cuoio capelluto, i gomiti e le ginocchia che sono le sedi dove esordisce la malattia. In questo caso il PASI è minore di 10. Attenzione però, ci sono alcune forme che ad esempio possono interessare esclusivamente i genitali e in quei casi il dermatologo è autorizzato ad usare anche farmaci sistemici in quanto si tratta di forme che hanno un impatto molto forte sulla qualità di vita dei pazienti; possono essere non molto estese ma importanti per le sedi anatomiche che interessano.

La psoriasi si manifesta con chiazze rosse, tondeggianti e ben delimitate con squame di colore bianco-argenteo (placche psoriasiche). I sintomi associati sono spesso prurito o anche bruciore, ma non in tutti i pazienti. Per quanto riguarda la sua evoluzione, in linea di massima le forme che insorgono in età infantile sono quelle più frequentemente destinate a diventare forme più gravi in età adulta. In realtà, non siamo in grado di stabilire nel singolo soggetto quale sarà l’evoluzione della malattia a livello cutaneo, sappiamo invece che quando colpisce le articolazioni c’è un’evoluzione. Quindi, mai fare previsioni di evoluzione di malattia. La definizione stessa di psoriasi dice che si tratta di una malattia cronica e recidivante, un po’ altalenante, che può anche andare incontro a delle fasi di remissione spontanea con un seguente peggioramento.

 

La pandemia COVID-19 ha messo in difficoltà molti pazienti con psoriasi moderata, a causa del mancato contatto con i dermatologi ma anche per le criticità legate all’assunzione delle terapie. Cosa cambia, in ottica di maneggevolezza d’uso e aderenza alle terapie, con le nuove classi di farmaci orali a disposizione?

La pandemia COVID-19 ha messo in difficoltà i pazienti, non v’è dubbio. Tuttavia la Società Italiana di Dermatologia – SIDeMaST, di cui sono presidente, ha risposto prontamente già dal 25 febbraio mettendo online tutti i vademecum per i pazienti affetti da psoriasi, che devo dire sono stati molto apprezzati dai pazienti stessi, che hanno potuto scaricarli ed avere consigli qualificati su molti aspetti della loro gestione, e dai colleghi, anche di altri Paesi.

È anche vero però che alcuni reparti di Dermatologia sono stati chiusi, perciò alcuni pazienti possono aver incontrato effettive difficoltà nel poter fare le visite di controllo o nel reperire il dermatologo per avere suggerimenti o consigli. Credo tuttavia che questo abbia riguardato una minoranza di casi, in quanto molti centri hanno attivato sistemi alternativi di teleconsulto ed inoltre AIFA ha garantito il prolungamento dei piani terapeutici senza che il paziente dovesse recarsi nella struttura pubblica di riferimento.

Se parliamo di aderenza alla terapia e farmaci per via orale, è certo che un farmaco assunto per bocca, che si può prendere a casa, rispetto ad un farmaco che viene iniettato, è sempre più apprezzato e facile da gestire non tanto in termini di effetti collaterali ma perché rende più facile la vita del paziente e non lo espone a frequenti accessi ospedalieri. La terapia orale rende il paziente molto più soddisfatto perché presenta diversi vantaggi: rende il paziente più aderente alla terapia, alcuni hanno minori effetti collaterali e quelli che si presentano sono ben conosciuti.

 

I pazienti con psoriasi da oggi, fino al prossimo 30 settembre, possono condividere le loro esperienze di convivenza con la malattia sul sito della campagna www.impattoinvisibile.it.

Al termine della raccolta una giuria composta da rappresentanti dell’Associazione pazienti, delle Società Scientifiche e da giornalisti, selezionerà la storia che più è in grado di ispirare una narrazione per una graphic novel; un mezzo dal forte potere empatico che trasponendo il vissuto emotivo del paziente su carta, grazie all’abile matita di Sergio Algozzino, uno dei più apprezzati illustratori italiani, potrà aiutare i pazienti a far affiorare il lato invisibile della propria malattia.

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