Il ministro della Salute, Roberto Speranza, riferisce in Aula al Senato sul contenuto dei provvedimenti messi in campo per il contenimento della diffusione del Covid-19.

 

Le comunicazioni di Speranza iniziano ribadendo che quello che stiamo vivendo è un passaggio “particolarmente delicato nell’evoluzione epidemiologica del nostro Paese”. Speranza conferma le tre misure principali, assicurando che verranno ribadite anche nel prossimo dpcm, considerando che quello attualmente in vigore scadrà il 7 settembre: “Io continuo a chiedere con tutta la forza di cui dispongo il rispetto delle tre regole fondamentali e che confermeremo nel prossimo dpcm: l’uso corretto delle mascherine, il distanziamento di almeno un metro e il rispetto delle regole igieniche a partire dal lavaggio delle mani. Sono tre pilastri su cui tutta la comunità scientifica è d’accordo. Non dobbiamo dividerci, non è materia di contesa politica”.

 

La situazione in Europa e in Italia

Speranza esordisce parlando della situazione epidemiologica in Italia e in Europa: “Abbiamo riscontrato una graduale salita del numero dei contagi. Voglio partire dai dati. L’Ecdc ha indicato il tasso di incidenza di tutti i Paesi europei nelle ultime 2 settimane rispetto a 100mila abitanti: Spagna 205, Francia 88, Croazia 87, Romania 84, il nostro Paese è a 23. In un dato molto simile a quello della Germania, tra i migliori dati nel contesto europeo. Siamo arrivati a 25 milioni e 700mila casi nel mondo.

Questi numeri ci dicono alcune cose che dobbiamo provare ad analizzare. In primis ci dicono che il lockdown nel nostro Paese ha funzionato e che il comportamento degli italiani e delle misure del governo sono riuscite a piegare la curva e ci consegnano un significativo vantaggio rispetto alla maggior parte dei paesi europei. È un risultato che ci viene attribuito anche sul piano internazionale, di tutti, non del governo e delle Regioni, ma di tutte le nostre istituzioni repubblicane. Dentro una prova durissima, non ancora vinta, penso che questo dato dobbiamo riconoscerlo. E mi sia permesso di riconoscerlo alla forza, alla qualità, alla resilienza del nostro servizio sanitario nazionale”.

Speranza si sofferma sui numeri in Italia, che sono cresciuti anche a causa “di una crescita dei test e dei tamponi effettuati: durante l’ultima settimana abbiamo sfiorato i 100mila tamponi in un solo giorno, anche alla luce di una intensificazione del lavoro negli aeroporti. Dove si stanno iniziando ad usare anche i test rapidi. C’è una novità sostanziale nei numeri delle ultime settimane: è il fortissimo abbassamento dell’età media delle persone contagiate”.

Sulla pressione ospedaliera, Speranza ricorda che “anche in Francia e in Spagna con numeri più alti la pressione è ancora sostenibile. Si è discusso molto di questo dato, questa questione dei giovani del nostro Paese, e dell’innovazione rispetto ai mesi precedenti. Io ho più volte chiesto una mano ai nostri ragazzi. Lungi da noi ogni forma di demonizzazione che non avrebbe alcun senso. Nelle generazioni più giovani il virus fa meno male, ma è vero che essi continuano a essere uno strumento di diffusione del virus e questo può essere pericoloso se il virus dovesse estendersi ai genitori e ai nonni”.

 

La proposta di Speranza: test in aeroporti Ue

Speranza parla poi di una “proposta che stiamo portando all’attenzione dei Paesi europei. Quando facciamo una misura per i nostri confini non facciamo mai un atto ostile agli altri Paesi. La nostra proposta è che si possa costruire un meccanismo di reciprocità tra i Paesi, proprio per togliere dal tavolo questo elemento di ostilità. Credo che la cosa più intelligente sia un meccanismo di reciprocità. Dobbiamo convivere con il virus per un tempo significativo, ma abbiamo – nella migliore delle ipotesi – alcuni mesi di convivenza. L’idea di fare test nei principali aeroporti ci sembra un’idea giusta in uno spirito collaborativo e inclusivo”.

 

Speranza: unico Paese che dà 11 milioni mascherine per scuole

Il ministro ricorda anche che “il governo nazionale non aveva mai autorizzato la riapertura delle discoteche, ma dal 16 di maggio le Regioni hanno la facoltà di misure più restrittive ma anche di mettere in campo misure meno restrittive. Ritengo che queste ordinanze siano state opportune e ci permettono di conservare quel vantaggio rispetto ad altri Paesi”. La priorità, in ogni caso, è la riaperture delle scuole: “Penso che chiudere le scuole abbia rappresentato per tutti noi la scelta più difficile e oggi riaprirle è davvero la nostra priorità assoluta su cui stiamo impegnando tutte le energie di cui disponiamo. Permettetemi di ricordare di un tema di carattere mondiale: sono stati 190 i Paesi del mondo che hanno sospeso le attività scolastiche. Gli studenti coinvolti sono stati 1,6 miliardi. Tutte le scuole riapriranno in sicurezza nel mese di settembre e già ieri è stato bello rivedere alcuni giovani rientrare negli istituti scolastici per i corsi di recupero”.

 

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