AmidoMio porta a Milano il confronto su immagine, ruoli e cambiamenti del corpo. I dati: il 39% delle italiane si sente sotto pressione per gli standard estetici.
«Alla tua età…». Bastano tre parole per evocare un intero sistema di aspettative. Nella vita di una donna sembra esistere un tempo giusto per ogni cosa: capire chi si è, costruire una carriera, innamorarsi, diventare madre, sentirsi realizzata.
Prima si è “troppo giovani” per sapere davvero cosa si vuole; poi, quasi senza accorgersene, si rischia di diventare “troppo grandi” per cambiare idea, desiderare altro, ricominciare.
Da questo “calendario” invisibile nasce La forza del femminile non ha età, l’incontro promosso da AmidoMio, brand di Zeta Farmaceutici, a Casa LAGO, a Milano. Sul palco la psicologa e psicoterapeuta Stefania Andreoli, con la moderazione di Maria Federica Passerini, founder di GoMamiGo, e la partecipazione del team del brand.
Un progetto che parte dal cambiamento
L’appuntamento è la prima declinazione di ALMA, il progetto valoriale avviato nel 2026 da AmidoMio e dedicato alla capacità di ritrovare il proprio centro in ogni cambiamento.
Al centro del confronto ci sono le aspettative che attraversano le diverse fasi della vita femminile: dai ruoli sociali all’immagine, dalle scelte personali al rapporto con un corpo che cambia.
Tra il bisogno di approvazione, la richiesta di essere efficienti e le responsabilità verso gli altri, riconoscere ciò che si desidera per sé può diventare difficile.
La convinzione di partenza è che non esista un unico modo giusto di essere donna, né un calendario valido per tutte: desideri e bisogni possono cambiare, senza che questo significhi essere in ritardo.
I numeri della pressione
Il confronto con un modello esterno, ricordano i promotori, comincia molto presto.
Nel Regno Unito, secondo la Girls’ Attitudes Survey 2025 di Girlguiding, il 75% delle ragazze e giovani donne tra gli 11 e i 21 anni dice di aver provato la sensazione di non corrispondere all’idea altrui di come dovrebbe essere una ragazza.
Il 52% (il 63% tra le 17-21enni) ritiene inoltre che, per avere successo, a una donna non basti essere brava in ciò che fa: dovrebbe essere anche attraente, uno standard che non varrebbe per gli uomini.
Il tema non si esaurisce con l’adolescenza. In Italia, secondo il Report BVA Doxa–Ro.Mens Salute mentale 2025, il 39% delle donne tra i 18 e i 65 anni che usano i social si sente sotto pressione rispetto agli standard estetici.
Le aspettative, però, non riguardano solo l’immagine. Investono anche i ruoli in famiglia e nella cura.
Secondo l’ISTAT (Tempi di lavoro e disuguaglianze di genere in Italia, 2003–2023, pubblicato il 25 settembre 2026), nelle coppie di occupati tra i 25 e i 64 anni le donne svolgono il 68,9% del lavoro familiare complessivo e dedicano alle attività domestiche e di cura 2 ore e 22 minuti al giorno in più degli uomini.
Un divario che raggiunge i livelli più alti proprio nelle età centrali, quando si concentrano lavoro, gestione della casa e cura dei figli.
Il risultato, spiegano gli organizzatori, è un confronto continuo tra ciò che si è e ciò che, a una determinata età, si pensa di dover essere già diventate.
«Il centro di una donna non è un luogo, è un orientamento»
È il punto su cui insiste Stefania Andreoli. «Siamo abituate a pensare al nostro centro come a un punto fermo, qualcosa da trovare una volta per tutte e poi difendere», spiega la psicoterapeuta.
«Ma il centro di una donna non è un luogo, è un orientamento: si sposta con lei attraverso le età e i cambiamenti del corpo, dei ruoli, dei desideri, delle relazioni».
Perderlo, aggiunge, «non è un fallimento»: è il segnale che qualcosa sta chiedendo di crescere. Per troppo tempo si è creduto che essere forti significasse resistere e non cedere mai. La forza, secondo Andreoli, sta invece nella capacità di trasformarsi e nel coraggio di ritrovare, a ogni passaggio, un nuovo centro: «non una forma da conservare, ma una direzione da ascoltare».
Anche il corpo cambia: l’igiene intima
Se non esiste un calendario uguale per tutte, sostiene il comunicato, non esiste nemmeno un corpo immutabile con gli stessi bisogni in ogni momento della vita.
Dalla pubertà all’età fertile, dalla gravidanza alla menopausa, le trasformazioni ormonali e fisiologiche possono modificare anche le esigenze dell’area intima.
Non è solo questione di età: anche ciclo mestruale, attività sportiva e momenti di particolare sensibilità possono richiedere attenzioni diverse.
È il principio che AmidoMio, linea dedicata alle pelli sensibili, fragili o sottoposte a nuove trasformazioni, dice di applicare alla propria gamma di detergenti intimi, che si distinguono per livello di pH:
- pH 5,5 (fisiologico): per l’igiene quotidiana delle donne in età fertile;
- pH 7 (neutro): in assenza di attività ormonale, per bambine e menopausa;
- pH 3,5–4,5 (acido): per situazioni specifiche come gravidanza, mestruazioni, attività sportiva, piscina e momenti di maggiore sensibilità.
Alla base delle formulazioni, secondo l’azienda, c’è l’amido di riso, ingrediente storico del marchio e noto per le proprietà lenitive e riequilibranti, insieme a brevetti EuPhidra e a formule ipoallergeniche e dermatologicamente testate.
Il marchio ricorda inoltre le altre linee, da Fin dalla Nascita, pensata per la pelle sensibile fin dai primi giorni di vita, alla linea Dermatologica, per pelli secche, sensibili e a tendenza atopica.
L’impegno di Zeta Farmaceutici
«L’età anagrafica, da sola, non può raccontare tutti i bisogni di una donna», si legge nella nota. Con ALMA, commenta Marta Benedetti, amministratrice delegata di Zeta Farmaceutici, «vogliamo dare continuità a questo impegno e promuovere una maggiore consapevolezza del rapporto con il proprio corpo e delle esigenze che cambiano nel corso della vita», con l’obiettivo di «essere al fianco delle donne in ogni fase» e di diffondere una cultura della cura di sé fondata su ascolto, conoscenza e rispetto delle differenze.
A fianco del brand nell’incontro c’è GoMamiGo, già coinvolta nelle attività di AmidoMio alla Milano Beauty Week 2026. La collaborazione prosegue con l’obiettivo di avvicinare le donne a informazioni affidabili sulla cura di sé, favorendo il dialogo con gli esperti.
