Simbolo di vita, innovazione e futuro – il divano rosa della campagna Due di noi – porta ancora una volta il tema del tumore al seno metastatico oltre i contesti tradizionali della salute per raccontare ciò che oggi la ricerca rende possibile: più tempo e più qualità di vita per le pazienti.

 

 

Il protagonista è sempre lui: il divano rosa, simbolo e palcoscenico per parlare del tumore al seno, patologia che, nelle forme metastatiche, sta aumentando la propria incidenza tra le giovani donne.

Ospitato presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il divano offre l’opportunità  di dialogo tra clinici, associazioni di pazienti e rappresentanti del mondo della ricerca, accomunati da un obiettivo condiviso: rendere il più rapidamente possibile disponibili alle donne le opportunità offerte dall’innovazione terapeutica.

“Due di Noi”, di cui il divano è l’emblema, è la campagna di sensibilizzazione promossa da Gilead Sciences Italia con Europa Donna Italia, che arriva al Roma Summer Fest per continuare un percorso iniziato nell’ambito delle Olimpiadi Culturali di Milano Cortina 2026 per portare il tema del tumore al seno metastatico all’interno di luoghi dedicati alla socialità.

Per un mese, il divano rosa sarà il simbolo di una nuova narrazione della malattia metastatica: non soltanto il racconto di una diagnosi e delle cure, ma il racconto di una vita che continua.

Una vita fatta di relazioni, passioni, sport, cultura, lavoro, progetti e momenti di condivisione. Una vita che oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, può contare su un tempo più lungo e, soprattutto, su un tempo di maggiore qualità.

La scelta del Roma Summer Fest non è casuale. Una manifestazione che celebra la musica, l’incontro e la partecipazione accoglie la campagna per raccontare cosa significhi, per una donna che convive con un tumore al seno metastatico, poter programmare una serata con gli amici, assistere a un concerto, praticare sport o coltivare le proprie passioni.

Attività che per molti rappresentano la normalità e che oggi, sempre più spesso, possono continuare a far parte della quotidianità delle pazienti grazie all’evoluzione delle cure.

 

Un po’ di numeri sul tumore al seno metastatico

Il carcinoma mammario metastatico HR+/HER2- è il più comune tumore al seno, con il 70% delle diagnosi annuali che risultano positive per l’espressione di proteine HR, mentre esprimono poche o nessuna proteina HER2 (tumore
noto come HR+/HER2-, HR positivo HER2 negativo).

Conoscere lo stato di HR e HER2 è importante per poter formulare prognosi accurate e opzioni di trattamento informate

Il carcinoma mammario metastatico è molto diverso dalla malattia in stadio iniziale: le cellule tumorali possono staccarsi dal tumore originale e, attraverso il flusso sanguigno o il sistema linfatico, spostarsi in altre parti del corpo come fegato, cervello, ossa o polmoni.

Questo può verificarsi mesi o anni dopo la diagnosi originale e il successivo trattamento. Quasi una donna su 3 con diagnosi di carcinoma mammario in fase iniziale sviluppa una malattia metastatica e il Il tasso di sopravvivenza a cinque anni per la malattia metastatica HR+/HER2- è del 34%.

Invece, il tumore al seno senza espressione dei recettori presenti sulle cellule tumorali (inclusa una quantità limitata di HER2) è chiamato triplo negativo (TNBC).

L’espressione di questi recettori è modesta, oppure del tutto assente nel TNBC, e le opzioni terapeutiche mirate sono limitate.

Con il 15-20% di tutte le diagnosi, il TNBC  viene diagnosticato con maggiore frequenza nelle donne più giovani e in pre-menopausa (generalmente sotto i 40 anni).

Essendo più aggressivo, ha  maggiori probabilità di diventare metastatico, con tassi relativi di sopravvivenza a cinque anni:
del 12% e ha meno opzioni terapeutiche.

Negli ultimi anni, come opzione terapeutica per alcune pazienti, sono emersi anche i coniugati farmaco-anticorpo (ADC, Antibody-Drug Conjugates).

 

Che cosa sono gli ADC e come funzionano

Sono una classe di farmaci che mirano a somministrare la chemioterapia direttamente alle cellule tumorali in modo selettivo e mirato.

Sono composti da tre parti: un anticorpo, che riconosce e si lega ai recettori presenti sulla cellula tumorale un farmaco
chemioterapico, utilizzato per distruggere la cellula tumorale; un linker, che collega e stabilizza l’anticorpo e il farmaco chemioterapico.

Poiché l’anticorpo è concepito per legarsi specificamente alla cellula tumorale, gli ADC sono in grado di rilasciare il farmaco nel tumore in modo selettivo.

L’ADC quindi si lega a un recettore specifico sulla superficie di una cellula tumorale e il recettore e l’ADC vengono trasportati in una “bolla” all’interno della cellula. 3. L’ADC viene scomposto, rilasciando il farmaco chemioterapico nella cellula. Il farmaco chemioterapico agisce per uccidere la cellula tumorale.

 

Oltre la chemio

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo nel trattamento del tumore al seno metastatico”, afferma la Prof.ssa Alessandra Fabi, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

Oggi disponiamo di terapie innovative che consentono di controllare la malattia più a lungo, preservando al tempo stesso la qualità di vita delle pazienti. Intervenire precocemente con le opzioni terapeutiche più efficaci significa offrire maggiori opportunità di beneficio clinico, più tempo e più tempo vissuto bene”.

“È in questa direzione che guardiamo con interesse alle più recenti acquisizioni terapeutiche che la ricerca ha portato. La recente approvazione europea di una terapia mirata in prima linea per le pazienti con tumore al seno metastatico triplo negativo, non candidabili all’immunoterapia e per il quale fino a pochissimi anni fa esisteva solo la chemioterapia, rappresenta un ulteriore passo avanti”.

“L’auspicio è che il percorso di accesso in Italia possa completarsi rapidamente affinché le donne affette da questa neoplasia possano equamente e al più presto riceverla come cura principale”.

 

Il nuovo ADC di Gilead per il tumore al seno metastatico

“Accanto ai trattamenti consolidati per le pazienti affette da carcinoma mammario metastatico, si stanno facendo strada nuove opzioni terapeutiche con l’obiettivo di concedere più tempo e anche una migliore qualità di vita”, spiega Carmen Piccolo, Direttore Medico di Gilead Sciences Italia.

“E Gilead in particolar modo è impegnata su questo fronte proprio con questi obiettivi, ha reso diversi anni fa disponibili trattamenti sia per le pazienti con carcinoma mammario triplo negativo metastatico, sia per le pazienti con carcinoma mammario ormonosensibile sempre in fase metastatica”.

“Oggi siamo molto lieti di poter condividere la recente approvazione EMA per lo stesso tipo di trattamento nelle linee più precoci, in particolar modo nella prima linea per le pazienti con carcinoma mammario metastatico triplo negativo”.

“Ecco che quindi l’impegno di Gilead è quello di contribuire a migliorare la qualità di vita delle pazienti e a conceder loro più tempo e anche rendere assieme a tutti gli altri protagonisti del sistema salute impegnarsi per rendere disponibili queste terapie il prima possibile”.

“Per garantire un accesso più equo per le pazienti con carcinoma mammario metastatico alle terapie innovative che si stanno facendo strada, è importante lavorare facendo partnership con gli altri protagonisti del sistema salute, in particolar modo la comunità scientifica, quindi i clinici, le istituzioni, ma anche soprattutto le associazioni pazienti che sono sempre in prima linea per dar voce ai bisogni delle pazienti e fare in modo che le terapie vengano rese disponibili il prima possibile”.

“5 anni fa Gilead ha accettato la sfida di entrare nel mondo dell’oncologia solida e oggi possiamo dire di aver cambiato la vita delle pazienti affette da carcinoma mammario metastatico. La sfida è continuare ad innovare e lo facciamo attraverso la nostra ricerca clinica, in particolar modo con il coinvolgimento anche di centri italiani”.

“Abbiamo all’attivo più di 30 studi clinici in oltre 100 centri italiani con l’ambizione di riuscire a portare fino a 20 nuove indicazioni oncologiche entro il 2030”.

“È molto importante per noi continuare a collaborare con le associazioni pazienti per dare voce ai bisogni delle pazienti, come abbiamo fatto con il docufilm Due di noi, che è stato riconosciuto dal Presidente della Repubblica per il suo valore sociale e da cui è partita la campagna Due di noi, che abbiamo lanciato durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina e che oggi portiamo in questo evento per amplificare le voci delle pazienti e diffonderle ad un pubblico sempre più ampio”.

 

I passi futuri per il tumore al seno metastatico

«Negli anni abbiamo visto crescere la presenza delle donne con tumore al seno metastatico nelle manifestazioni dedicate alla salute e al benessere», sottolinea la Prof.ssa Alba Di Leone, Presidente di Susan G. Komen Italia.

«Non si tratta semplicemente di numeri, ma della testimonianza concreta di come la ricerca abbia cambiato il percorso della malattia. Sempre più donne continuano a vivere pienamente le proprie relazioni, partecipano a eventi, fanno sport e condividono esperienze con le loro famiglie e le loro comunità. Manifestazioni come la Race for the Cure e iniziative come Due di Noi contribuiscono a rendere visibile una realtà che merita di essere raccontata: le donne non sono la loro malattia, ma i loro progetti, le loro passioni e il loro desiderio di futuro».

“La ricerca nel tumore al seno metastatico sta vivendo una fase di grande evoluzione. Nuove opzioni terapeutiche stanno contribuendo ad aumentare il tempo a disposizione delle pazienti preservandone la qualità di vita e consentendo di intervenire sempre più precocemente nel percorso di cura”, afferma Carmen Piccolo.

Oggi la sfida non è soltanto sviluppare innovazione, ma fare in modo che questa raggiunga rapidamente tutte le donne che ne possono beneficiare, in maniera equa e uniforme sul territorio nazionale. Per questo è fondamentale il lavoro congiunto della comunità scientifica, delle istituzioni e delle associazioni di pazienti.

Con il suo arrivo al Roma Summer Fest, Due di noi continua, dunque, il suo viaggio nei luoghi della vita quotidiana per raccontare una realtà che sta cambiando.

Un invito a guardare oltre la malattia e a riconoscere il valore della ricerca che, ogni giorno, contribuisce ad ampliare il tempo, le opportunità e il futuro delle donne che convivono con il tumore al seno metastatico.