Grazie alla possibilità di auto-somministrazione, crovalimab ha il potenziale di ridurre il carico di trattamento dei pazienti europei con emoglobinuria parossistica notturna (EPN) e dei loro caregiver. L’approvazione si basa sullo studio clinico COMMODORE 2, nel corso del quale crovalimab per via sottocutanea (sc) una volta al mese, è risultato equivalente a eculizumab per via endovenosa (ev) ogni due settimane. Crovalimab migliora l’inibizione della proteina C5 attraverso un’innovativa tecnologia di riciclaggio, che ne consente la somministrazione mensile per via sottocutanea.
Roche ha annunciato che la Commissione Europea ha approvato l’uso di crovalimab – un nuovo anticorpo monoclonale riciclante che inibisce la proteina C5 del sistema del complemento – in adulti e adolescenti (a partire dai 12 anni di età e di peso pari o superiore a 40 kg) affetti da emoglobinuria parossistica notturna (EPN), a prescindere che siano o non siano stati precedentemente trattati con inibitori della proteina C5.
La EPN è una malattia ematologica rara e potenzialmente fatale, a causa della quale i globuli rossi vengono distrutti dal sistema del complemento – parte del sistema immunitario innato – con la conseguente comparsa di sintomi quali anemia, affaticamento e coaguli di sangue e con la potenziale insorgenza di malattie renali.
Crovalimab è il primo trattamento sottocutaneo con somministrazione mensile per la EPN disponibile nell’Unione Europea, con la possibilità di auto-somministrazione (previa adeguata formazione). Esso fornisce un’opzione alternativa agli attuali inibitori della proteina C5 – che richiedono periodiche infusioni endovenose – la quale potrebbe contribuire a ridurre il carico di trattamento e i disagi quotidiani delle persone affette da EPN e dei loro caregiver.
“L’approvazione di crovalimab introduce una nuova opzione nel panorama di trattamento della EPN, combinando il controllo della malattia ottenibile attraverso l’inibizione della proteina C5 con una tecnologia di riciclaggio all’avanguardia, che consente la somministrazione sottocutanea mensile”, ha affermato Levi Garraway, Chief Medical Officer di Roche e Head of Global Product Development. “Siamo lieti di offrire questo nuovo trattamento alle persone affette da EPN in Europa, nella speranza che possa ridurre l’onere terapeutico affrontato da molti di coloro che vivono con questa patologia”.
Gli inibitori di C5 – trattamenti che bloccano parte della cascata del sistema del complemento – hanno dimostrato di essere efficaci nel trattamento della EPN. Crovalimab è stato sviluppato per rispondere alle esigenze delle persone affette da EPN e ad alcune delle sfide che accompagnano le attuali opzioni terapeutiche.
Crovalimab promuove l’inibizione del complemento attraverso la sua innovativa tecnologia di riciclaggio, che permette la somministrazione sottocutanea mensile, consentendo al medicinale di legarsi e di inibire più volte la proteina C5 e di agire più a lungo nell’organismo, nonostante il piccolo volume del medicinale.
Questa approvazione si basa sui risultati dello studio di fase III COMMODORE 2, condotto su persone affette da EPN che non erano state precedentemente trattate con inibitori di C5.
Lo studio ha dimostrato che crovalimab, somministrato sotto forma di iniezione sottocute ogni quattro settimane, ha ottenuto il controllo della malattia ed è stato ben tollerato. Crovalimab si è dimostrato non inferiore – e con sicurezza paragonabile – a eculizumab (un attuale standard di cura inibitore delC5) somministrato per via endovenosa ogni due settimane.
Il tasso di eventi avversi nelle persone trattate con crovalimab è stato simile a quello del trattamento con eculizumab.
La domanda di approvazione includeva dati di supporto provenienti da due ulteriori studi di fase III: lo studio COMMODORE 1, condotto su persone con EPN che avevano effettuato lo switch dagli inibitori di C5 attualmente approvati, e lo studio COMMODORE 3, condotto su persone che non avevano mai ricevuto alcun trattamento con inibitori di C5 in Cina.
Crovalimab è il primo trattamento sottocutaneo con somministrazione mensile per la EPN approvato in diverse nazioni del mondo, inclusi Stati Uniti e Giappone, sulla base dei risultati degli studi COMMODORE.
Esso è oggetto di studio nell’ambito di un vasto programma di sviluppo clinico, che comprende cinque studi di fase III e tre studi di fase anteriore su malattie mediate dal complemento, ivi incluse la EPN, la sindrome emolitica uremica atipica e l’anemia falciforme.
Crovalimab – un nuovo anticorpo monoclonale riciclante che inibisce la proteina del complemento C5 – è stato progettato per bloccare il sistema del complemento, una parte vitale del sistema immunitario innato che funge da prima linea di difesa dell’organismo contro le infezioni.
Crovalimab è stato sviluppato da Chugai Pharmaceutical Co., Ltd per soddisfare le esigenze delle persone affette da malattie mediate dal complemento. Fornisce ai pazienti la possibilità di auto-somministrazione sottocutanea (previa adeguato addestramento), un’infusione endovenosa iniziale e dosi di carico sottocutanee settimanali nel corso del primo mese di trattamento.
Crovalimab agisce legandosi alla proteina C5, bloccando l’ultimo passaggio della cascata del complemento e fornendo un’inibizione del complemento rapida e prolungata.
Viene inoltre riciclato nel flusso sanguigno, consentendone la somministrazione sc in piccoli volumi ogni quattro settimane. Inoltre, crovalimab si lega a un sito di legame C5 diverso rispetto ai trattamenti attuali, il che ha il potenziale per fornire un’opzione terapeutica alle persone con mutazioni specifiche del gene C5 che non rispondono alle terapie attuali.
Lo studio COMMODORE 2 è uno studio di fase III, randomizzato, in aperto che valuta l’efficacia e la sicurezza di crovalimab rispetto a eculizumab in persone con emoglobinuria parossistica notturna che non sono state precedentemente trattate con inibitori della proteina C5.
Gli endpoint co-primari di efficacia dello studio misurano la possibilità di evitare le trasfusioni e il controllo dell’emolisi (la distruzione continua dei globuli rossi misurata attraverso i livelli di lattato deidrogenasi).
Gli adulti arruolati nello studio sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 per essere trattati con crovalimab per via sottocutanea ogni quattro settimane o con eculizumab per via endovenosa ogni due settimane.
I partecipanti di età inferiore a 18 anni sono stati inclusi in un braccio di trattamento non randomizzato e sono stati trattati con crovalimab sottocute ogni quattro settimane.
