Somatrogon, farmaco per il deficit del GH, ottiene la rimborsabilità in Italia. La somministrazione settimanale rivoluziona il trattamento: per la prima volta in 35 anni un’alternativa all’iniezione giornaliera, un miglioramento importantissimo per la qualità di vita dei pazienti e l’aderenza alla terapia.

 

 

Una grande rivoluzione per i “piccoli” pazienti. Non solo in termini di età, ma soprattutto di statura. Per i bambini con deficit dell’ormone della crescita (GH), che hanno una crescita anormalmente lenta e quindi una bassa statura, è disponibile un nuovo trattamento che può davvero migliorare la qualità della loro vita.

Costretti infatti a sopperire alla mancanza di GH con iniezioni quotidiane dell’ormone, potranno ora differire questa pratica a una volta a settimana, grazie all’approvazione anche in Italia di somatrogon, l’innovativo ormone della crescita a lunga durata d’azione per il trattamento del deficit di GH in età pediatrica, sviluppato da Pfizer, che ha ottenuto la rimborsabilità nel nostro Paese.

Se non diagnosticato e trattato in tempo il deficit di GH provoca un ritardo della crescita nei bambini e negli adolescenti, fino a determinare una crescita insufficiente e può influenzare la mineralizzazione scheletrica, la forza muscolare e il metabolismo dei lipidi.

 

Come si può capire se un bambino ha un problema di statura legato a carenza ormonale

“La bassa statura dei bambini è un problema frequentissimo” afferma il Prof. Marco Cappa, Responsabile dell’Area Ricerca e Terapie Innovative per le Endocrinopatie – Ospedale Bambino Gesù di Roma.

“Non bisogna fare l’errore di trascurare il problema se i genitori sono bassi, perché ci possono essere altre condizioni genetiche alla base della crescita lenta, compreso il deficit di GH”.

“Ma è  è necessaria una diagnosi corretta per individuare i rari casi legati ai problemi ormonali: si tratta infatti di una patologia la cui prevalenza va da 1 su 4000 a 1 su 10.000 bambini”.

“Per questo è fondamentale un’analisi auxologica, che prevede, oltre ad un’attenta anamnesi personale e familiare ed all’esame obiettivo, la raccolta di alcuni parametri fondamentali”.

“Tra questi, la velocità di crescita, che è l’ indice più corretto dello stato di salute di un bambino. Con uno statimetro a muro si misura l’altezza dei piccoli pazienti e la si confronta dopo sei mesi: da qui si ricava la velocità di crescita, espressa in cm all’anno”.

“Va considerata poi la statura bersaglio, cioè la statura media compresa tra le stature dei genitori, che si può calcolare con specifiche formule e soprattutto le proporzioni corporee, utili per definire il sospetto di bassa statura da anomalie scheletriche”

La più utile misura delle proporzioni corporee è rappresentata dal rapporto tra lunghezza del tronco e lunghezza delle gambe.

“Il test di secrezione dell’ormone crescita e la risonanza magnetica dell’ipofisi, il cui malfunzionamento condiziona il rilascio del GH, danno quindi indicazione della patologia”.

 

Come si cura il deficit di ormone della crescita 

“Dal 1985 la terapia consiste nell’iniezione quotidiana sottocutanea dell’ormone della crescita umano ricombinante, un ormone sintetico in tutto identico a quello prodotto dalla ghiandola dell’ipofisi, che mira ad aumentare l’altezza durante l’infanzia, a raggiungere gli obiettivi di altezza da adulti”, prosegue il professore.

Il trattamento viene effettuato per un periodo di tempo prolungato (ad esempio, cinque anni o più), fino al raggiungimento dell’obiettivo finale di altezza del paziente.

 

I problemi col trattamento attuale

“La puntura giornaliera tutte le sere però può essere un trauma per i bambini. Infatti, sebbene l’Italia sa uno dei Paesi più virtuosi nell’aderenza alla terapia, dai dati emerge che il 24% dei pazienti non effettua in modo corretto il trattamento“, spiega Cappa.

“L’indicatore determinante, in questo senso, è la velocità di crescita: se è scarsa, allora significa che l’aderenza alla terapia non è adeguata“.

 

Il nuovo trattamento con somministrazione settimanale

“Il nuovo farmaco è di una semplicità estrema: è identico a quello che si somministra dal 1985, una forma modificata dell’ormone della crescita umano necessario per la crescita delle ossa e dei muscoli”. spiega Cappa.

“Ma alla somatropina sono state aggiunte tre piccole unità molecolari, delle specie di antennine laterali che ne aumenta la durata di azione in circolo e questo consente di ridurre a frequenza delle iniezioni“.

Aiuta anche nello sviluppo di grasso e tessuti muscolari nelle giuste quantità. Somatrogon è indicato nel trattamento di bambini e adolescenti a partire dai 3 anni di età che non hanno quantità sufficienti dell’ormone della crescita e che non crescono a un ritmo normale.

Viene somministrato tramite una penna multi-dose pronta all’uso, pre-riempita, senza necessità di ricostituzione.

“I trials clinici a 8 anni finora sono stati molto incoraggianti. Hanno dimostrato la non inferiorità al trattamento giornaliero, con velocità di crescita identica e non ci sono state indicazioni a sfavore”.

 

L’impatto emotivo e sociale del nuovo trattamento

“Sono passati 35 anni da quando il primo ormone della crescita ricombinante per trattare il deficit di GH in età pediatrica è stato reso disponibile ai pazienti e agli operatori sanitari. In tutti questi anni l’industria farmaceutica ha continuato a ricercare nuove formulazioni per poter ridurre l’impatto della terapia sulla qualità di vita dei piccoli pazienti e delle loro famiglie e migliorare l’aderenza al trattamento” dichiara Barbara Capaccetti, direttore medico Pfizer Italia.

“L’ innovazione introdotta con la somministrazione settimanali è un cambio di paradigma, perché può davvero trasformare in meglio la vita dei pazienti, con un grande impatto emotivo e sociale. Per Pfizer questo rappresenta un grande risultato”.

“Si tratta di una rivoluzione copernicana da un punto di vista psicosociale” afferma Serena Barello, Professore Associato di Psicologia della Salute presso l’Università di Pavia, Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e Comportamento.

“Migliora la qualità della vita non solo dei bambini, spesso vittime di stigma sociale – se non bullismo – per la bassa statura, ma anche dei genitori, togliendo la ‘fatica’ legata alla puntura quotidiana, di cui spesso sono colpiti anche loro. Questo va in direzione di un approccio che mette la famiglia al centro e consente il recupero di una nuova normalità“.

 

Perché alcuni bambini sono colpiti da questa carenza

Sebbene il GHD pediatrico sia una malattia rara, rappresenta il deficit ipofisario più comune.

La causa della malattia è generalmente sconosciuta (idiopatica), sebbene circa il 25% dei pazienti abbia un’eziologia identificabile.

“Il deficit può essere di due forme: congenite, che comprendono anomalie dei recettori dell’ormone di rilascio del GH, mutazioni genetiche o bambini senza ipofisi o con anomalie” spiega Cappa.

“Oppure in forme acquisite. Per esempio, un bambino che a 10 anni non cresce più. Questo può essere dovuto ad anomalie ipotalamo o forme tumorali. Anche il trauma cranico può determinare un problema ipofisario”.

“Ancora oggi, troppo spesso, la diagnosi di deficit di GH arriva in ritardo, per lo più perché vengono sottovalutati o non vengono colti affatto alcuni facili campanelli d’allarme. Ampliare la conoscenza di questa malattia rara nella popolazione significa consentire a molte più persone di arrivare in tempo alla diagnosi e portare avanti un corretto trattamento afferma Cinzia Sacchetti, Presidente A.Fa.D.O.C., Associazione Famiglie di Soggetti con Deficit dell’Ormone della Crescita ed altre Patologie Rare, il cui figlio è stato uno dei primi pazienti a essere trattato col farmaco sostitutivo dell’ormone.

“Una soluzione long acting può sicuramente facilitare la gestione della terapia. Le problematiche legate a questa malattia rara e alla sua gestione non sono sempre ben evidenti, per questo è determinante diffonderne quanto più possibile la conoscenza, affinché i genitori comprendano quanto sia importante controllare la crescita dei propri figli e i pediatri di famiglia sappiano indirizzarli e guidarli verso la figura dello specialista.” ha concluso 

 

Lo studio clinico

La sicurezza e l’efficacia di somatrogon sono state dimostrate in uno studio randomizzato di fase 3 condotto in più di 20 paesi per confrontare la sicurezza e la sua efficacia rispetto alla somatropina somministrata una volta al giorno, su un campione di 224 bambini in età prepuberale con deficit di GH non trattato.

Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario di non inferiorità di somatrogon rispetto alla somatropina, misurato dalla velocità di crescita annuale a 12 mesi.

Il nuovo ormone della crescita, sviluppato da Pfizer, è stato ben tollerato nello studio e ha avuto un profilo di sicurezza paragonabile a quello della somatropina.

Se si dimentica una dose è possibile somministrare somatrogon entro 3 giorni (72 ore).