E ridurre al minimo i rischi dovuti alla convivenza. Le spiega Marco Melosi, Presidente ANMVI, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani.
Trent’anni fa i nostri cani e gatti domestici stavano prevalentemente in giardino e in cortile; col passare del tempo ci siamo sempre più affezionati a loro, tanto da farli stare in casa prima e ora anche nel nostro letto.
Animali e uomini, dunque, condividono spazi sempre più stretti. Ma, a differenza di molte specie, come per esempio i pipistrelli, il rischio che i nostri pet ci trasmettano malattie è davvero minimo.
Tutti gli animali da compagnia sono in genere a basso rischio per quanto riguarda le zoonosi, vale a dire quelle patologie che possono passare da animale a uomo, rassicura Marco Melosi, Presidente ANMVI, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani.
Oggi nel nostro Paese ci sono 65 milioni di animali domestici da compagnia, numero che supera quello degli italiani stessi; il 30% di questi sono pesci e il 13% uccelli.
Nel 42% delle famiglie italiane c’è almeno un pet, con la preferenza per il cane (28%). E si spende, ogni anno, oltre un miliardo di euro per la loro salute, superiore addirittura a quella per i bambini, che è di 633 milioni.
Vediamo dunque le 10 regole per far sì che sia la nostra salute, sia quella dei nostri pet, sia sempre al massimo.
Regola zero: la salute dell’animale significa salute di tutta la famiglia.
Prima regola: l’igiene
Non solo lavarsi le mani quando si hanno contatti con i pet, ma assicurarsi anche della loro igiene, per esempio, pulendo le zampe dopo una passeggiata all’aperto: in questo modo si evita che parassiti, virus e batteri entrino in casa (e nel nostro letto).
Seconda regola: vietati i baci
I batteri coliformi, la salmonella, la toxoplasmosi si trasmettono proprio dal contatto con la bocca dei pet; ormai siamo così abituati a considerarli membri della famiglia tutti gli effetti che queste effusioni, pericolose, sono entrate nella quotidianità di moltissimi pet owner.
Terza regola: la profilassi
In questo ambito, la cosa più importante è provvedere alle vaccinazioni.
Quarta regola: attenzione alle malattie alloctone
Nel nostro Paese la rabbia non è diffusa, ma può essere trasmessa se si entra in contatto con cani provenienti da paesi dell’Est, dove la malattia è invece molto presente.
Anche il rischio di leishmaniosi, una malattia parassitaria che può colpire sia gli esseri umani sia gli animali, non è da sottovalutare, ora che molti profughi ucraini coi loro cani sono giunti in Italia a causa della guerra nel loro Paese.
Quinta regola: applicare protezioni antiparassitarie
In questo modo si evita il pasto di sangue necessario ai parassiti per trasmettere le malattie.
Sesta regola: fare prevenzione tutto l’anno
Risulta infatti che solo il 56% dei proprietari sia attento ai parassiti (sia interni sia esterni) per più di una volta all’anno.
Settima regola: Sverminare il pet una volta all’anno
Ottava regola: quando il pet è anziano fare regolari check-up
È necessario per individuare parassiti nelle feci o la positività alla leishmaniosi tramite esame del sangue.
Nona regola: fare una polizza sanitaria
I veterinari, non essendo parte del Sistema Sanitario Nazionale ma esercitando privatamente, hanno costi molto elevati per le prestazioni erogate e quindi meglio munirsi di strumenti che permettano di poter sostenere economicamente tutto quanto necessario alla salute animale.
Decima regola (e più importante): chiedere solo ed esclusivamente al veterinario
No alla ricerca su Google, sulle pagine social, no a consigli dal vicino di casa, dall’amico o da altri. L’unico che può fare una diagnosi e prescrivere una terapia che non metta in pericolo il nostro animale è unicamente il veterinario.
