psoriasi

 

 

Un’ulteriore analisi post-hoc  ha mostrato miglioramenti nella psoriasi del cuoio capelluto e nella qualità della vita alla 48esima settimana.

Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, ha presentato al congresso dell’American Academy of Dermatology (AAD) 2023 nuovi dati che mostrano che l’inizio della somministrazione di guselkumab è associato a una maggiore persistenza al trattamento  rispetto a secukinumab o ixekizumab in pazienti Bio-Naïve e Bio-Experienced  affetti da psoriasi a placche (Pso) da moderata a severa, sulla base di analisi a coppiec di dati derivanti dalla real-world.

Inoltre, in un’analisi post-hoc dei risultati dello studio clinico di Fase 3 VOYAGE 2, guselkumab ha dimostrato un’efficacia clinica duratura, un sollievo dal prurito e un miglioramento della qualità di vita nei pazienti affetti da psoriasi del cuoio capelluto.

Guselkumab è stato il primo inibitore selettivo dell’interleuchina (IL)-23 e ad oggi l’unico completamente umano ad essere approvato nell’Unione Europea per gli adulti con psoriasi a placche da moderata a severa.

Questi risultati fanno parte dei 14 abstract sponsorizzati dall’azienda e presentati da Janssen al congresso annuale 2023 dell’American Academy of Dermatology (AAD), tenutosi dal 17 al 21 marzo.

L’analisi dei dati di real-world provenienti dai database IBM MarketScan Research, relativi al periodo 13 luglio 2017 – 1° maggio 2021, ha mostrato che il trattamento con guselkumab è stato associato a una maggiore persistenza (ossia un tempo mediano più lungo fra l’inizio e l’interruzione di un trattamento farmacologico) rispetto al trattamento con secukinumab e ixekizumab tra i pazienti bio-naïve.

La coorte di guselkumab ha mostrato una persistenza 2,20 volte (a 12 mesi) e 2,28 volte (a 18 mesi) più lunga rispetto alla coorte di secukinumab, e 1,84 volte (a 12 mesi) e 1,86 volte (a 18 mesi) più lunga rispetto alla coorte di ixekizumab. 

Sono stati identificati rispettivamente 2.202 e 2.772 pazienti per l’analisi a coppie delle coorti di guselkumab e secukinumab e rispettivamente 2.241 e 2.007 pazienti per l’analisi a coppie delle coorti di guselkumab e ixekizumab. 


L’analisi dei dati di real-world dai database IBM MarketScan Research relativi al periodo 13 luglio 2017 – 1° maggio 2021 ha dimostrato che il trattamento con guselkumab è associato a una maggiore persistenza rispetto al trattamento con secukinumab e ixekizumab tra i pazienti bio-experienced: 

La coorte di guselkumab ha mostrato una persistenza 2,00 volte (a 12 mesi) e 2,04 volte (a 18 mesi) più lunga rispetto alla coorte di secukinumab; e 1,76 volte (a 12 mesi) e 1,67 volte (a 18 mesi) più lunga rispetto alla coorte di ixekizumab. 

Sono stati identificati rispettivamente 1.314 e 3.294 pazienti per l’analisi a coppie delle coorti di guselkumab e secukinumab, e rispettivamente 1.564 e 2.667 pazienti per l’analisi a coppie delle coorti di guselkumab e ixekizumab. 


«Questi dati di real world relativi alla persistenza al trattamento con guselkumab indicano potenzialmente che il farmaco è associato a un migliore controllo a lungo termine dei sintomi della psoriasi rispetto a secukinumab e ixekizumab, indipendentemente dal fatto che i pazienti siano bio-naïve o bio-experienced»,
ha dichiarato Steven Feldman, M.D., Ph.D., dermatologo della Wake Forest University School of Medicine.d «Attraverso una maggiore comprensione dei dati di real-world possiamo migliorare la pratica clinica, con conseguenti benefici per i nostri pazienti. Questi dati sono fondamentali per prendere, insieme ai pazienti con psoriasi, decisioni migliori sul loro trattamento».

In un’analisi post-hoc dello studio clinico di Fase 3 VOYAGE 2, che ha confrontato guselkumab con placebo e con adalimumab in pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa, guselkumab ha dimostrato un’efficacia clinica duratura, un miglioramento dei punteggi medi del Psoriasis Symptoms and Signs Diary (PSSD) relativi al prurito, e il miglioramento della qualità di vita in pazienti adulti con psoriasi del cuoio capelluto.

Tra i pazienti che hanno risposto al trattamento con guselkumab (pazienti cioè che hanno ottenuto un miglioramento dello Psoriasis Area and Severity Index [PASI 90] almeno del 90 percento rispetto al punteggio basale) che continuano la terapia, il punteggio medio dello scalp-specific Investigator Global Assessment (ss-IGA)h è migliorato da 2,9 alla settimana 0, a 0,2 alla settimana 24, e a 0,3 alla Settimana 48.

I cambiamenti nei punteggi medi del PSSD relativo al prurito e del Dermatology Life Quality Index sono stati paragonabili ai cambiamenti nei punteggi medi dell’ss-IGA per tutte le coorti.

«Questi nuovi dati sottolineano l’impegno di Janssen nel fornire trattamenti efficaci e duraturi per le persone affette da psoriasi, che possano anche contribuire in modo proattivo al loro benessere generale», ha dichiarato Lloyd Miller,  Vice President, Immunodermatology Disease Area Stronghold, Janssen Research & Development, LLC. «Fino all’80 percento delle persone con psoriasi presenta un interessamento del cuoio capelluto, con un impatto significativo sulla qualità della vita.5 Questi risultati continuano a dimostrare l’importante ruolo di guselkumab nella gestione della psoriasi a placche da moderata a severa, anche nelle aree difficili da trattare come il cuoio capelluto».