Il raro evento genera potenti getti di materia, e in casi molto rari può portare alla produzione di un getto relativistico, che viaggia vicino alla velocità della luce.

 

Le osservazioni di un raro evento di distruzione mareale (TDE) – esplosioni di energia rilasciate quando una stella viene fatta a pezzi da un buco nero supermassiccio – sono riportate in articoli pubblicati su Nature e Nature Astronomy questa settimana. I risultati possono migliorare la nostra comprensione delle proprietà dei buchi neri.

I TDE possono fornire l’opportunità di studiare come i buchi neri supermassicci crescono accumulando materia. Quando una stella viene attirata rapidamente verso un buco nero, il suo materiale può cadere sul disco di accrescimento del buco nero.

In alcuni casi, il materiale accresciuto genera potenti getti di materia, e in casi molto rari i TDE possono portare alla produzione di un getto relativistico, che viaggia vicino alla velocità della luce, ma questi eventi sono rari e poco conosciuti. Le nuove osservazioni gettano più luce su questi eventi rari.

La rilevazione si riferisce a AT2022cmc: un evento astronomico transitorio che rilascia grandi quantità di energia. Le osservazioni, fatte nella gamma ottica e ad altre lunghezze d’onda utilizzando più telescopi, sono coerenti con l’emissione da un getto luminoso dalla violenta distruzione di una stella che passa troppo vicino a un buco nero massiccio.

Queste osservazioni, in particolare quelle nei raggi X, indicano le energie estreme coinvolte, e i rapidi cambiamenti di luminosità e la natura longeva dell’intero evento sono segni distintivi di un raro TDE relativistico, uno dei soli quattro riportati fino ad oggi.

Mentre la maggior parte dei TDE rilevati provengono dall’Universo vicino, questo evento arriva da una galassia a circa 12,4 miliardi di anni luce di distanza.

Lo scenario simulato dai ricercatori ipotizza una stella simile per dimensioni e massa al Sole è stata perturbata da un buco nero di massa relativamente bassa. Notano che il campo magnetico dedotto è insolitamente basso, contrariamente alla teoria convenzionale secondo cui tali getti altamente relativistici richiedono alti campi magnetici.

Gli concludono che i loro risultati confermano che circa l’1% dei TDE ha getti relativistici, confermando le precedenti previsioni sulla rarità di tali eventi.

 

Immagini: Carl Knox – OzGrav, ARC Centre of Excellence for Gravitational Wave Discovery, Swinburne University of Technology

Zwicky Transient Facility/R.Hurt (Caltech/IPAC).