Presentata a Roma, nella residenza dell’Ambasciatore del Belgio, “Bioneers – pionieri per le scienze della vita” per la cooperazione e progresso delle biotecnologie medicali e digital health per pazienti e territorio.

 

“Bioneers è una parola, dalla fusione dei vocaboli biotech e pioneers (pionieri n.d.A.), che vuole appunto sintetizzare il confronto e l’unione, in un unico ‘contenitore’, tra l’innovazione pionieristica e le biotecnologie, settore che è la nuova frontiera della salute”.

Così Alberto Avaltroni, VP Country Head Galapagos Biopharma Italia, spiega il significato dell’iniziativa che vedrà, nei prossimi tre anni, Galapagos, azienda biotech belga impegnata nello sviluppo di farmaci innovativi, coinvolta nello scambio di idee e di proposte fra Belgio e Italia nell’ambito della ricerca scientifica farmacologica.

Un’iniziativa per favorire il dialogo e il confronto su ricerca e innovazione nel campo della salute, lo studio dei modelli di assistenza sanitaria, lo sviluppo e l’uso delle nuove tecnologie applicate alla salute, anche grazie alla collaborazione con il settore industriale.

Il protocollo d’intesa è stato suggellato e firmato dall’Ambasciata del Belgio in Italia e Galapagos,  durante l’evento “BioTech Bridge. Tracing new routes for human health” che si è tenuto presso la residenza dell’Ambasciatore del Belgio a Roma.

L’accordo, di durata triennale, è la cornice in cui si inscrive il progetto Bioneers, una serie di iniziative tese a favorire lo sviluppo di una cultura della cooperazione sui temi della salute, della cura e del benessere delle persone.

Cooperazione peraltro già sancita nell’ambito dell’IPCEI Salute (Important Projects of Common European Interest), accordo che impegna alla condivisione di conoscenze volto allo sviluppo di prodotti e processi biomedici innovativi, che entrambi i Paesi hanno già sottoscritto negli scorsi mesi.

«Promuovere relazioni economiche e sociali con l’Italia è uno dei compiti istituzionali dell’Ambasciata e siamo felici di poter contribuire alla valorizzazione delle competenze e delle eccellenze italiane nel settore salute presenti sul territorio attraverso questo accordo – dichiara Pierre-Emmanuel De Bauw, Ambasciatore del Belgio in Italia – il Belgio ha investito molto in innovazione e ricerca negli ultimi anni e sono convinto che dalla collaborazione fra i nostri due Paesi si possano generare occasioni di sviluppo economico e culturale».

Le biotecnologie in ambito medico e farmaceutico sono una delle chiavi per lo sviluppo economico dell’Europa. Come evidenzia il Rapporto “Politiche e investimenti nel settore biotech. Due modelli a confronto: Italia e Belgio”, realizzato da I-Com nell’ambito del progetto Bioneers, negli ultimi anni Belgio e Italia hanno fatto registrare una crescente specializzazione del settore delle red biotech e oggi si trovano di fronte alla necessità di sostenere e consolidare la loro posizione competitiva.

Belgio e Italia sono due modelli complementari di sviluppo di imprese biopharma, e insieme vantano oltre 500 imprese dedicate e 10.000 addetti alla Ricerca e Sviluppo in un settore in crescita: i prodotti biotecnologici acquisiranno la quota di maggioranza nei primi 100 farmaci per vendite entro il 2026.

Il Belgio può contare su un sistema di incentivi alle imprese da parte del Governo federale che hanno garantito, insieme agli investimenti privati, uno sviluppo importante dal 2009 a oggi.

L’Italia sta cercando di dare vita a un modello di filiera biomedica d’avanguardia, sfruttando strutture già esistenti e facendo leva anche sui fondi garantiti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Cruciale appare il paradigma della Open Innovation, la collaborazione cioè che permette di passare dalla ricerca allo sviluppo, attraverso attività di trasferimento tecnologico che mettano in contatto pubblico e privato.

«Siamo orgogliosi di aver dato vita a questo protocollo d’intesa con l’Ambasciata del Belgio per la promozione del dialogo fra i due Paesi e la valorizzazione della ricerca scientifica. Galapagos nasce dalla ricerca e mette al centro delle sue attività la scoperta e lo sviluppo di molecole innovative che possano fare la differenza per i pazienti – spiega Alberto Avaltroni – siamo però consapevoli che è necessario migliorare anche l’assistenza e l’accesso dei pazienti alle innovazioni terapeutiche e a questo scopo collaboriamo con Istituzioni, Società scientifiche e Associazioni di pazienti».

A riconoscimento dell’eccellenza italiana nella ricerca scientifica, la giuria del progetto Bioneers ha assegnato tre Menzioni d’onore a Maria Rescigno, Professore ordinario di Patologia Generale e Pro Rettore Vicario con delega alla ricerca all’Humanitas University, Franco Locatelli, Presidente del Consiglio superiore di sanità e Direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Terapia Cellulare e Genica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, e Giuseppe Ippolito, Direttore generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del Ministero della Salute.

Ed è proprio la professoressa italiana, Maria Rescigno, che spiega quali sono gli ambiti dove la ricerca italiana può eccellere: “certamente nell’ambito della cura delle malattie autoimmuni e del cancro, dove con il nostro lavoro possiamo aprire nuove strade di ricerca”.

“Oltre ai finanziamenti esigui, però, c’è nel nostro paese anche un problema ‘culturale’ per quanto riguarda la ricerca: non c’è, infatti, una tendenza a fare squadra e a creare strutture condivise, il che comporta a sua volta l’onere della duplicazione di queste ultime, un ulteriore dispendio di risorse”.

Franco Locatelli spiega invece quali possono essere le nuove strade da percorrere: “una sfida importante riguarda l’applicazione delle terapie CAR-T, oggi impiegate contro le neoplasie del sangue, anche ai tumori solidi”.

“E nell’ambito delle patologie ereditarie: ricordiamo, per esempio, che oggi in Italia ci sono oltre settemila persone con talassemia che dipendono da trasfusioni”.

“In questo percorso, a ogni modo, la stella polare deve essere sempre il bene supremo dei pazienti”.

A proposito di CAR-T, Paul Stoffels, CEO di Galapagos, annuncia l’impegno della azienda per lo creazione di piattaforme per lo sviluppo direttamente negli ospedali, per rendere più veloce la fruizione per i pazienti.

Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico sono i tre pilastri su cui poggia il progetto Bioneers. La digitalizzazione dell’assistenza sanitaria rappresenta un’occasione importante per garantire un miglior e più equo accesso alle prestazioni sanitarie.

Per questo è stato deciso di chiedere ad Agenas, cui è stato attribuito per legge il ruolo di Agenzia nazionale per la sanità digitale (ASD), di premiare 6 progetti di digital health sviluppati e portati avanti sul territorio.

«Il digitale è uno strumento prezioso per portare il Servizio Sanitario sempre più vicino ai pazienti, per attuare sempre meglio l’assistenza sul territorio e decongestionare gli ospedali, per monitorare i pazienti cronici e prenderli in carico in maniera più efficace – illustra Domenico Mantoan, Direttore Generale Agenas – i progetti premiati rappresentano delle eccellenze in questo senso e dimostrano con quanto impegno che le strutture sanitarie pubbliche stanno ridisegnando i modelli di presa in carico del paziente».

 

 

 



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